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Norma CEI 64-8 Parte 3

capitolo 31|capitolo 32|capitolo 33|capitolo 34|capitolo 35

Parte 3: Caratteristiche generali
300.1 Generalità

Testo
Deve essere fatta, in accordo con le prescrizioni dei Capitoli indicati tra parentesi, una valutazione delle seguenti caratteristiche dell'impianto:
- l'uso previsto dell'impianto, la sua struttura generale e le sue alimentazioni (Capitolo 31);
- le influenze esterne alle quali esso può essere sottoposto (Capitolo 32);
- la compatibilità dei suoi componenti elettrici (Capitolo 33);
- le condizioni per la sua manutenzione (Capitolo 34).
Queste caratteristiche devono essere prese in considerazione nella scelta delle misure di protezione ai fini della sicurezza (Parte 4) e della scelta e dell'installazione dei componenti elettrici (Parte 5).
Nota - Per gli impianti di telecomunicazione, si raccomanda di tener conto delle Pubblicazioni IEC, del C.C.I.T.T. e del C.C.I.R. riguardanti lo specifico tipo di impianto.
Commento
Dove siano applicabili occorre ottemperare alle disposizioni di legge in materia di eliminazione delle barriere architettoniche (DM 236 del 14 Giugno 1989).
Con riferimento alla nota, C.C.I.T.T e C.C.I.R significano rispettivamente: Comitato Consultivo Internazionale per Telefonia e Telegrafia e Comitato Consultivo Internazionale per Radiocomunicazioni.

Parte 3: Caratteristiche generali
Capitolo 31 - Alimentazione e struttura


311. Potenza di alimentazione e fattore di contemporaneità
Testo
311.1
La determinazione della potenza di alimentazione è essenziale per progettare in modo economico ed affidabile un impianto senza superare i limiti ammessi di temperatura e di caduta di tensione.
311.2
Nella determinazione della potenza di alimentazione di un impianto o di una sua parte si può tener conto della non contemporaneità dei carichi.
Commento
Dove siano applicabili occorre ottemperare alle disposizioni di legge in materia di eliminazione delle barriere architettoniche (DM 236 del 14 Giugno 1989).
311.1
La determinazione della corrente di impiego di un circuito viene effettuata tenendo conto in particolare del fattore di potenza e del rendimento degli apparecchi utilizzatori, del fattore di utilizzazione di questi apparecchi utilizzatori e del fattore di contemporaneità (vedere commento all'articolo 25.4).
311.2
I fattori di contemporaneità possono essere utilizzati per determinare le correnti di impiego che intervengono nella scelta delle sezioni dei conduttori delle condutture elettriche e nella scelta degli apparecchi di protezione e di manovra. Questo richiede che siano conosciuti in modo dettagliato sia l'impianto sia le sue condizioni di impiego.
Parte 3: Caratteristiche generali
Capitolo 31 - Alimentazione e struttura
312. Tipi di sistemi di distribuzione
Testo
I sistemi di distribuzione sono definiti in funzione:
- del loro sistema di conduttori attivi;
- del loro modo di collegamento a terra.
312.1 Sistemi di conduttori attivi
Nella presente Norma sono considerati i seguenti sistemi di conduttori attivi: Tabella
312.2 Modi di collegamento a terra
Nella presente Norma sono considerati i seguenti modi di collegamento a terra.
Note:
1 - Le Figure da 31A a 31C mostrano esempi dei sistemi trifase più utilizzati.
2 - I codici usati hanno i seguenti significati:
Prima lettera: situazione del sistema di alimentazione verso terra:
T = collegamento diretto a terra di un punto, in c.a. in genere il neutro;
I = isolamento da terra, oppure collegamento a terra di un punto, in c.a. in genere il neutro, tramite un'impedenza.
Seconda lettera: situazione delle masse dell'impianto elettrico rispetto a terra:
T = masse collegate direttamente a terra;
N = masse collegate al punto messo a terra del sistema di alimentazione.
Eventuali lettere successive: disposizione dei conduttori di neutro e di protezione:
S = funzioni di neutro e di protezione svolte da conduttori separati;
C = funzioni di neutro e di protezione svolte da un unico conduttore (conduttore PEN).
312.2.1 Sistema TN
Il sistema TN ha un punto collegato direttamente a terra mentre le masse dell'impianto sono collegate a quel punto per mezzo del conduttore di protezione.
Si distinguono tre tipi di sistemi TN, secondo la disposizione dei conduttori di neutro e di protezione:
TN-S: il conduttore di neutro e di protezione sono separati;
TN-C-S: le funzioni di neutro e di protezione sono combinate in un solo conduttore in una parte del sistema;
TN-C: le funzioni di neutro e di protezione sono combinate in un solo conduttore (PEN).
Figura 31A Sistema TN-C-S
312.2.2 Sistema TT
Il sistema TT ha un punto collegato direttamente a terra e le masse dell'impianto collegate ad un impianto di terra elettricamente indipendente da quello del collegamento a terra del sistema di alimentazione.
Figura 31B Sistema TT
312.2.3 Sistema IT
Il sistema IT non ha parti attive collegate direttamente a terra, mentre le masse sono collegate a terra.
Figura 31C Sistema IT
Commento
Dove siano applicabili occorre ottemperare alle disposizioni di legge in materia di eliminazione delle barriere architettoniche (DM 236 del 14 Giugno 1989).
312.2 Modi di collegamento a terra
Quando l'impianto è alimentato direttamente da una rete di distribuzione pubblica a bassa tensione, il sistema utilizzato in Italia è il sistema TT.
312.2.1 Sistema TN
L'anello di guasto è costituito esclusivamente da elementi metallici (vedere la figura seguente, in cui Ig = corrente di guasto).
312.2.2 Sistema TT
L'anello di guasto comprende generalmente la terra su una parte del suo percorso. (Vedere la figura seguente, in cui Ig = corrente di guasto).
Anche se la messa a terra del neutro e quella delle masse dell'impianto non sono ben distinte, come per es. nel caso di edifici nei quali sia situata anche la cabina di trasformazione dell'ente di distribuzione dell'energia, il sistema è considerato un sistema TT: non si tiene conto in altre parole dei collegamenti non intenzionali tra le messe a terra nella determinazione delle condizioni di protezione.
312.2.3 Sistema IT
La corrente (Id) dovuta ad un primo guasto è di valore limitato, perché si richiude attraverso le capacità verso terra dell'impianto ed eventualmente anche attraverso l'impedenza inserita tra un punto (di solito il neutro) del sistema di alimentazione e la terra (vedere la figura seguente).

Parte 3: Caratteristiche generali
Capitolo 31 - Alimentazione e struttura
313. Alimentazione
Testo
313.1 Generalità
313.1.1
Devono essere valutate le seguenti caratteristiche dell'alimentazione disponibile:
- natura della corrente e, se in corrente alternata, frequenza;
- tensione o tensioni nominali;
- corrente di cortocircuito presunta nel punto di consegna;
- possibilità di soddisfare i requisiti dell'impianto, ivi compresa la potenza richiesta.
313.1.2
Queste caratteristiche devono essere accertate nel caso di alimentazione da parte di un Distributore e devono essere determinate nel caso di sorgente privata. Queste prescrizioni sono applicabili sia all'alimentazione principale sia alle alimentazioni dei servizi di sicurezza e di riserva
313.2
Alimentazione dei servizi di sicurezza e di riserva
Quando le autorità preposte alla protezione contro gli incendi o altre condizioni relative all'evacuazione d'urgenza degli edifici impongono provvedimenti per servizi di sicurezza, oppure quando il committente dell'impianto richiede alimentazioni di riserva, si devono valutare separatamente le caratteristiche delle sorgenti di alimentazione dei servizi di sicurezza e di riserva. Tali alimentazioni devono avere adeguate potenza, affidabilità e caratteristiche nominali ed un tempo entro cui essere disponibili, adatto al funzionamento specificato.
Nei Capitoli 35 e 56 sono date prescrizioni supplementari relative alle alimentazioni dei servizi di sicurezza.
La presente Norma non comprende prescrizioni particolari riguardanti le alimentazioni di riserva.
Commento
Dove siano applicabili occorre ottemperare alle disposizioni di legge in materia di eliminazione delle barriere architettoniche (DM 236 del 14 Giugno 1989).
313.2 Alimentazione dei servizi di sicurezza e di riserva
Alle alimentazioni di riserva è sufficiente applicare le regole generali.

Parte 3: Caratteristiche generali
Capitolo 31 - Alimentazione e struttura
314. Suddivisione dell'impianto
Testo
314.1
Ogni impianto deve essere in genere suddiviso in diversi circuiti, secondo le esigenze, per:
- evitare pericoli e ridurre inconvenienti in caso di guasto;
- facilitare le ispezioni, le prove e la manutenzione in condizioni di sicurezza (Capitolo 46);
- tenere conto dei pericoli che potrebbero derivare da un guasto di un singolo circuito, come per es. un circuito di illuminazione.
314.2
Per le parti dell'impianto che è necessario vengano comandate separatamente, devono essere previsti circuiti separati, in modo tale che quei circuiti non vengano influenzati da un guasto di altri circuiti.
Commento
Dove siano applicabili occorre ottemperare alle disposizioni di legge in materia di eliminazione delle barriere architettoniche (DM 236 del 14 Giugno 1989).
314.1
Se un edificio viene alimentato da più sorgenti, per es. da una cabina di trasformazione, dalla rete di distribuzione pubblica dell'energia in bassa tensione o da una sorgente autonoma, gli impianti relativi devono essere nettamente differenziati ed in particolare si raccomanda che i quadri non contengano che i componenti elettrici di un solo impianto.

Parte 3: Caratteristiche generali
Capitolo 32 - Classificazione delle influenze esterne

Testo
(Vedere Commenti)
Commento
Dove siano applicabili occorre ottemperare alle disposizioni di legge in materia di eliminazione delle barriere architettoniche (DM 236 del 14 Giugno 1989).

Il Capitolo 32 della Pubblicazione IEC 364 riporta una classificazione delle influenze esterne che dovrebbero venire prese in considerazione per il progetto e la messa in opera degli impianti elettrici.
Ogni condizione di influenza esterna viene designata da un codice costituito da due lettere maiuscole e da un numero.
La prima lettera (A, B oppure C) si riferisce alla categoria generale delle influenze esterne:
A: Condizioni ambientali;
B: Condizioni di utilizzazione;
C: Condizioni dipendenti dalla costruzione degli edifici.
La seconda lettera riguarda il tipo di influenza esterna ed il numero precisa la classe di ciascuna influenza esterna.
Dal momento che il Comitato Elettrotecnico Italiano non ha accettato questa classificazione, che avrebbe reso molto problematica la scelta e la installazione dei vari componenti elettrici, anche se rispondenti a Norme CEI, e che il CENELEC, per le stesse ragioni, la considera facoltativa, non si ritiene utile riportare in questa Guida neppure una sua breve descrizione.
Si ricorda che le prescrizioni riguardanti le condizioni di utilizzazione, che dipendono dalle persone che operano o che utilizzano l'impianto o dalla natura e dalla quantità dei materiali in deposito od in lavorazione, e le prescrizioni dipendenti dal tipo di costruzione degli edifici sono trattate in parti successive della presente Norma, in particolare nella Parte 7, con riferimento soprattutto ai luoghi che presentano maggior rischio in caso di incendio, senza avere la necessità di ricorrere alla precedente codificazione.
Si ricorda ancora che nelle Norme CEI relative ai vari componenti elettrici le prescrizioni funzionali, di sicurezza e di prova sono state studiate tenendo conto delle condizioni di influenze esterne nelle quali si prevede i componenti elettrici stessi debbano venire a trovarsi nella grande generalità dei casi: quando le stesse Norme prevedano prescrizioni relative a più di una situazione di influenze esterne vengono date nei Commenti alla presente Norma, di volta in volta, indicazioni per una scelta corretta di componenti elettrici adatti allo scopo, a meno che questa scelta non risulti ovvia.
Nelle varie Sezioni della Parte 7, riguardante ambienti ed applicazioni particolari, sono precisati i gradi di protezione IP richiesti per questi ambienti ed applicazioni.
Altre Norme, in particolare la Norma CEI 64-2, precisano i gradi di protezione richiesti per impianti diversi da quelli trattati nella presente Norma.
Nei casi speciali in cui l'impianto elettrico sia previsto per funzionare in condizioni di influenze esterne particolarmente severe si può fare riferimento alle Norme CEI 75-9 "Classificazione delle condizioni ambientali: Uso in posizione fissa in luoghi protetti dalle intemperie" e CEI 75-10 "Classificazione delle condizioni ambientali: Uso in posizione fissa in luoghi non protetti dalle intemperie", nelle quali vengono fornite indicazioni molto dettagliate sul valore dei parametri da scegliere, in questi casi, relativamente alle varie condizioni ambientali, dovute per es. a presenza eccessiva di sostanze corrosive, di flora o fauna, di urti o vibrazioni, di effetti sismici od anche a notevole esposizione ad irraggiamento solare.

Parte 3: Caratteristiche generali
Capitolo 33 - Compatibilità

Testo
330.1
Deve essere fatta una valutazione di tutte quelle caratteristiche dei componenti elettrici che siano tali da avere effetti nocivi sugli altri componenti elettrici o sugli altri servizi o che siano tali da pregiudicare il funzionamento della sorgente di alimentazione.
Queste caratteristiche riguardano per esempio:
- sovratensioni transitorie;
- carichi fluttuanti rapidamente;
- correnti di spunto;
- correnti armoniche;
- componenti continue;
- oscillazioni in alta frequenza;
- correnti di dispersione verso terra;
- necessità di collegamenti addizionali verso terra.
Commento
Dove siano applicabili occorre ottemperare alle disposizioni di legge in materia di eliminazione delle barriere architettoniche (DM 236 del 14 Giugno 1989).
Le prescrizioni funzionali, di sicurezza e di prova delle Norme CEI relative ai vari componenti elettrici sono state studiate cercando di evitare che i componenti elettrici stessi producano gli effetti nocivi citati nel Capitolo 33 della presente Norma. Quando vengano previsti per un determinato fenomeno diversi livelli di severità, la presente Norma oppure i relativi Commenti forniscono, di volta in volta, indicazioni sul livello da scegliere per la particolare applicazione.
Ulteriori prescrizioni sono date nell'articolo 512.1.5.

Parte 3: Caratteristiche generali
Capitolo 34 - Condizioni per la manutenzione

Testo
340.1
Deve essere fatta una valutazione della frequenza e qualità della manutenzione che si può ragionevolmente prevedere nel corso della vita prevista dell'impianto.
Quando esista un'autorità responsabile del funzionamento dell'impianto, essa deve essere consultata.
Questo deve essere tenuto presente nell'applicare le prescrizioni delle Parti da 4 a 6 della presente Norma, in modo che, tenuto conto della frequenza e della qualità della manutenzione, per la durata prevista dell'impianto:
- possano essere compiute facilmente in sicurezza tutte le verifiche periodiche, le prove e le operazioni di manutenzione e di riparazione che si prevede siano necessarie;
- sia assicurata l'efficacia delle misure di protezione richieste per la sicurezza;
- sia adeguata l'affidabilità dei componenti elettrici che permetta un corretto funzionamento dell'impianto.
Commento
Dove siano applicabili occorre ottemperare alle disposizioni di legge in materia di eliminazione delle barriere architettoniche (DM 236 del 14 Giugno 1989).

Parte 3: Caratteristiche generali
Capitolo 35 - Alimentazione dei servizi di sicurezza

Testo
351. Generalità
Nota - La necessità dei servizi di sicurezza e la loro natura sono frequentemente regolati dalle autorità preposte, i cui regolamenti devono in tal caso essere osservati.
Sono ammesse le seguenti sorgenti per i servizi di sicurezza:
- batterie di accumulatori;
- pile;
- altri generatori indipendenti dall'alimentazione ordinaria;
- linea di alimentazione effettivamente indipendente da quella ordinaria (art. 562.4).
352. Classificazione
L'alimentazione dei servizi di sicurezza può essere:
- non automatica, quando la sua messa in servizio richiede l'intervento di un operatore;
- automatica, quando la sua messa in servizio non richiede l'intervento di un operatore.
L'alimentazione automatica dei servizi di sicurezza è classificata, in base al tempo entro cui diviene disponibile, come segue:
- di continuità: assicura la continuità dell'alimentazione, entro condizioni specificate per il periodo transitorio, per es. per quanto riguarda le variazioni di tensione e di frequenza;
- ad interruzione brevissima: alimentazione disponibile in un tempo non superiore a 0,15 s;
- ad interruzione breve: alimentazione disponibile in un tempo superiore a 0,15 s, ma non superiore a 0,5 s;
- ad interruzione media: alimentazione disponibile in un tempo superiore a 0,5 s, ma non superiore a 15 s;
- ad interruzione lunga: alimentazione disponibile in un tempo superiore a 15 s.
Commento
Dove siano applicabili occorre ottemperare alle disposizioni di legge in materia di eliminazione delle barriere architettoniche (DM 236 del 14 Giugno 1989).
351. Generalità
Le prescrizioni relative alla alimentazione dei servizi di sicurezza sono date nel Capitolo 56.
Nella Sezione 752 della Parte 7 sono indicati i tipi di servizi di sicurezza che devono essere utilizzati nei luoghi di pubblico spettacolo e trattenimento. Le sorgenti citate per i servizi di sicurezza possono, ad eccezione delle pile, essere utilizzate come alimentazioni di riserva purché abbiano potenza sufficiente per entrambi i servizi e purché, in caso di sovraccarico, l'alimentazione dei servizi di sicurezza risulti privilegiata. Quando siano disponibili più sorgenti, queste possono essere utilizzate per l'alimentazione sia di sicurezza sia di riserva purché, in caso di guasto su una sorgente, le rimanenti siano sufficienti per il servizio previsto per tutti i servizi di sicurezza; questo comporta in genere il distacco automatico degli apparecchi che non svolgono un servizio di sicurezza.
E' compito del progettista valutare se apparecchiature non destinate essenzialmente a scopi di sicurezza ma utili in caso di emergenza, quali impianti di diffusione sonora, impianti di ripresa TV, impianti per la visualizzazione di messaggi su schermi, elaboratori con liste delle persone presenti ecc., debbano essere considerate come appartenenti a servizi di sicurezza: in tal caso le relative alimentazioni devono rispondere alle prescrizioni del Capitolo 56.

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