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Parte
4: Prescrizioni per la sicurezza
Capitolo 41 - Protezione contro i contatti diretti ed indiretti
400.1 Introduzione
Testo
400.1.1
La Parte 4 della presente Norma fornisce, nei Capitoli da 41 a 48, le
prescrizioni per la protezione delle persone e dei beni. I Capitoli da
41 a 46 contengono le prescrizioni essenziali delle varie misure di protezione,
il Capitolo 47 precisa l'applicazione ed il coordinamento di queste misure
di protezione secondo l'utilizzazione prevista ed il Capitolo 48 fornisce
una sintesi delle misure di protezione previste secondo le varie condizioni
di influenze esterne, tra le quali sono state scelte quelle richieste
per gli ambienti e le applicazioni particolari descritti nella Parte 7.
400.1.2
Le varie misure di protezione possono essere applicate ad un intero impianto
elettrico, ad una sua parte o ad un singolo componente.
400.1.3
L'ordine in cui vengono descritte le varie misure di protezione non riveste
alcuna importanza.
Parte 4: Prescrizioni per
la sicurezza
Capitolo 41 - Protezione contro i contatti diretti ed indiretti
410. Protezione contro i contatti diretti ed indiretti
410.1 Generalità
Testo
La protezione contro i contatti diretti e indiretti deve essere ottenuta
applicando in modo appropriato le misure specificate nelle Sezioni:
- 411, per la protezione combinata contro i contatti diretti ed indiretti;
- 412, per la protezione contro i contatti diretti;
- 413, per la protezione contro i contatti indiretti.
Parte 4: Prescrizioni per
la sicurezza
Capitolo 41 - Protezione contro i contatti diretti ed indiretti
411. Protezione combinata contro i contatti diretti e indiretti
411.1 Protezione mediante bassissima tensione: SELV e PELV
Testo
411.1.1
La protezione combinata contro i contatti diretti e indiretti è
considerata assicurata quando:
- la tensione nominale non supera 50 V, valore efficace in c.a., e 120
V in c.c. non ondulata;
Nota: 1 - Una tensione in c.c. è ritenuta convenzionalmente non
ondulata quando:
- l'ondulazione sinusoidale non è superiore al 10% in valore efficace,
oppure
- l'ondulazione non sinusoidale presenta un valore massimo di picco non
superiore a 140 V per un sistema in c.c. con tensione nominale di 120V,
o analogamente 70V per un sistema in c.c. con tensione nominale di 60V.
- l'alimentazione proviene da una delle sorgenti elencate in 411.1.2;
e
- sono soddisfatte le condizioni di cui in 411.1.3 ed, inoltre, quelle
di cui in 411.1.4 per i circuiti SELV, oppure quelle di cui in 411.1.5
per i circuiti PELV.
Note: 2 - Se il sistema è alimentato da un sistema a tensione più
elevata tramite, per es., autotrasformatori, potenziometri, dispositivi
a semi-conduttori, ecc., il circuito secondario è da considerare
un'estensione del circuito primario e deve essere protetto mediante le
misure di protezione applicate al circuito primario.
3 - Per alcuni ambienti od applicazioni particolari a maggior rischio
sono richiesti, nella Parte 7, limiti di tensione più bassi.
Commento
I diversi sistemi a bassissima tensione sono designati dai seguenti simboli
(che sono in realtà acronimi delle designazioni in lingua inglese):
- SELV: bassissima tensione di sicurezza (denominata in passato BTS);
- PELV: bassissima tensione di protezione;
- FELV: bassissima tensione funzionale (denominata in passato BTF).
Quando i circuiti a bassissima tensione sono alimentati in c.a., la tensione
di questi circuiti non deve essere superiore, a vuoto, a 50 V quando la
tensione del circuito primario della sorgente di alimentazione è
al suo valore nominale. Il valore effettivo della tensione può
differire dal valore nominale nei limiti di tolleranza ammessi (Norma
CEI 8-5).
I trasformatori per campanelli non devono essere necessariamente trasformatori
di sicurezza: le suonerie possono essere anche alimentate a tensione di
rete purché l'impianto sia adeguatamente protetto contro i contatti
diretti ed indiretti.
Parte 4: Prescrizioni per la sicurezza
Capitolo 41 - Protezione contro i contatti diretti ed indiretti
411. Protezione combinata contro i contatti diretti e indiretti
411.1 Protezione mediante bassissima tensione: SELV e PELV
411.1.2 Sorgenti per SELV e PELV
Testo
411.1.2.1
Un trasformatore di sicurezza rispondente alle prescrizioni di sicurezza
della Norma CEI 14-6 .
411.1.2.2
Una sorgente che presenta un grado di sicurezza equivalente a quello del
trasformatore di sicurezza di cui in 411.1.2.1 (per es. un motore-generatore
con avvolgimenti che siano isolati in modo equivalente).
411.1.2.3
Una sorgente elettrochimica (per es. una batteria) od un'altra sorgente
indipendente da circuiti a tensione più elevata (per es. un gruppo
elettrogeno).
411.1.2.4
Dispositivi elettronici rispondenti a norme appropriate per i quali siano
stati adottati provvedimenti tali da assicurare che, anche in caso di
guasto interno, la tensione ai morsetti di uscita non possa superare i
valori specificati in 411.1.1. Tensioni superiori ai morsetti di uscita
sono tuttavia ammesse se ci si assicura che, in caso di contatti diretti
od indiretti, la tensione ai morsetti di uscita sia immediatamente ridotta
a questi valori o a valori inferiori.
Note: 1 - Esempi di tali dispositivi sono le apparecchiature di prova
dell'isolamento rispondenti a prescrizioni attualmente allo studio.
2 - Quando si abbiano tensioni più elevate ai morsetti di uscita,
si può supporre che esista conformità con quanto richiesto
in questo articolo se la tensione ai morsetti di uscita risulta contenuta
entro i limiti specificati in 411.1.1, quando sia misurata con un voltmetro
avente una resistenza interna di almeno 3000 W.
Commento
411.1.2.2
Possono essere utilizzati trasformatori aventi caratteristiche (potenza,
tensione primaria) non comprese nell'oggetto della Norma CEI 14-6, purché
presentino un grado di sicurezza equivalente.
Parte 4: Prescrizioni per
la sicurezza
Capitolo 41 - Protezione contro i contatti diretti ed indiretti
411. Protezione combinata contro i contatti diretti e indiretti
411.1 Protezione mediante bassissima tensione: SELV e PELV
411.1.3 Condizioni di installazione dei circuiti
Testo
411.1.3.1
La parti attive dei circuiti SELV e PELV devono essere separate le une
dalle altre, dai circuiti FELV e da qualsiasi altro circuito mediante
separazione di protezione. Devono essere presi accorgimenti tali da assicurare
una separazione elettrica non inferiore a quella prevista tra i circuiti
primario e secondario di un trasformatore di sicurezza.
Note: 1 - Questa prescrizione non esclude il collegamento a terra del
circuito PELV (411.1.5).
2 - In particolare, è necessario assicurare una separazione elettrica,
non inferiore a quella prevista tra gli avvolgimenti di entrata e di uscita
di un trasformatore di sicurezza, tra le parti attive di apparecchi elettrici
quali i relè, i contattori, gli interruttori ausiliari, e qualsiasi
parte di un circuito a tensione più elevata.
3 - Le prescrizioni fondamentali per una separazione di protezione delle
parti attive dei circuiti SELV e PELV da quelle di altri circuiti, per
es. all'interno di un componente elettrico, sono allo studio da parte
del CT 64 dell'IEC.
411.1.3.2
la separazione tra i conduttori dei circuiti di ogni sistema SELV e PELV
ed i conduttori di qualsiasi altro circuito deve essere realizzata ricorrendo
ad uno dei seguenti metodi:
- mediante conduttori separati materialmente;
- con i conduttori dei circuiti SELV e PELV muniti, oltre che del loro
isolamento principale, di una guaina non metallica;
- con i conduttori dei circuiti a tensione diversa separati da uno schermo
o da una guaina metallici messi a terra;
Nota - Nei casi precedenti l'isolamento principale di ciascun conduttore
è sufficiente sia assicurato per la tensione del circuito di cui
fa parte.
- con i circuiti a tensione diversa contenuti in uno stesso cavo multipolare
o in uno stesso raggruppamento di cavi, a condizione che i conduttori
dei circuiti SELV e PELV siano isolati, nell'insieme od individualmente,
per la massima tensione presente.
È necessario inoltre prevedere una protezione contro le influenze
meccaniche, termiche e chimiche.
411.1.3.3
Le prese a spina dei sistemi SELV e PELV devono soddisfare i seguenti
requisiti:
- le spine non devono poter entrare nelle prese di altri sistemi elettrici;
- le prese non devono permettere l'introduzione di spine di altri sistemi
elettrici;
- le prese e le spine dei circuiti SELV non devono avere un contatto per
il collegamento del conduttore di protezione;
- le spine dei circuiti SELV non devono poter entrare nelle prese dei
circuiti PELV;
- le spine dei circuiti PELV non devono poter entrare nelle prese dei
circuiti SELV.
Nota - Le prese e le spine dei circuiti PELV possono avere un contatto
per il collegamento del conduttore di protezione.
Commento
411.1.3.1
Le prescrizioni relative alla separazione di protezione sono in accordo
con quelle dell'articolo 4.3 del Supplemento (attualmente alla stampa)
alla Pubblicazione IEC 536.
411.1.3.2
Il metodo mediante conduttori separati materialmente è preferibile.
Parte 4: Prescrizioni per
la sicurezza
Capitolo 41 - Protezione contro i contatti diretti ed indiretti
411. Protezione combinata contro i contatti diretti e indiretti
411.1 Protezione mediante bassissima tensione: SELV e PELV
411.1.4 Prescrizioni riguardanti solo i circuiti SELV
Testo
411.1.4.1
Le parti attive dei circuiti SELV non devono essere collegate a terra
e neppure a parti attive od a conduttori di protezione che facciano parte
di altri circuiti.
411.1.4.2
Le masse non devono essere intenzionalmente collegate:
- a terra;
- a conduttori di protezione od a masse di altri circuiti elettrici;
- a masse estranee, tranne quando la natura dei componenti dell'impianto
lo richieda e purché tali masse estranee non possano assumere tensioni
superiori ai limiti della tensione nominale specificata in 411.1.1.
Nota - Se è probabile che le masse dei circuiti SELV possano entrare
in contatto, in modo fortuito, con le masse di altri circuiti, la protezione
contro i contatti diretti e indiretti non dipende più unicamente
dalla protezione a mezzo SELV, ma dalla misura di protezione alla quale
queste ultime masse sono soggette.
411.1.4.3
Se la tensione nominale supera 25 V, valore efficace in c.a., oppure 60
V, in c.c. non ondulata, la protezione contro i contatti diretti deve
essere assicurata da:
- barriere od involucri aventi un grado di protezione non inferiore a
IPXXB, oppure
- un isolamento in grado di sopportare una tensione di prova di 500 V,
valore efficace in c.a., per 1 min.
Se la tensione nominale non supera 25 V, valore efficace in c.a., oppure
60 V, in c.c. non ondulata, la protezione contro i contatti diretti è
generalmente assicurata; le condizioni di influenze esterne che si riscontrano
negli ambienti e nelle applicazioni particolari descritti nella Parte
7 la rendono tuttavia, in certi casi, necessaria.
Commento
411.1.4.3
Per il significato dei gradi di protezione IP vedere il Commento a 412.2.
Parte 4: Prescrizioni per
la sicurezza
Capitolo 41 - Protezione contro i contatti diretti ed indiretti
411. Protezione combinata contro i contatti diretti e indiretti
411.1 Protezione mediante bassissima tensione: SELV e PELV
411.1.5 Prescrizioni riguardanti solo i circuiti PELV
Testo
Quando i circuiti sono collegati a terra e non è richiesto dalla
Norma il sistema SELV, si devono soddisfare le prescrizioni di cui in
411.1.5.1 e 411.1.5.2.
411.1.5.1
La protezione contro i contatti diretti deve essere assicurata da:
- barriere od involucri aventi un grado di protezione non inferiore a
IPXXB; oppure
- un isolamento in grado di sopportare una tensione di prova di 500 V,
valore efficace in c.a., per 1 min.
411.1.5.2
La protezione contro i contatti diretti, secondo 411.1.5.1, è assicurata
se il componente elettrico si trova entro la zona di influenza del collegamento
equipotenziale e se la tensione nominale non supera:
- 25 V, valore efficace in c.a., oppure 60 V in c.c. non ondulata, se
il componente elettrico è usualmente utilizzato solo in luoghi
asciutti e non si prevedono contatti estesi di parti attive con il corpo
umano;
- 6 V, valore efficace in c.a., oppure 15 V in c.c. non ondulata, in tutti
gli altri casi.
Nota - Il collegamento a terra dei circuiti può essere ottenuto
con un collegamento appropriato al conduttore di protezione del circuito
primario dell'impianto.
Parte 4: Prescrizioni per
la sicurezza
Capitolo 41 - Protezione contro i contatti diretti ed indiretti
411. Protezione combinata contro i contatti diretti e indiretti
411.2 Protezione per limitazione della corrente e/o della carica elettrica
Testo
La protezione contro i contatti diretti e indiretti è considerata
assicurata quando una persona che venga in contatto con una parte collegata
a parti attive tramite un'impedenza di protezione non possa essere attraversata
da una corrente superiore a:
- 1 mA in c.a. oppure 3 mA in c.c. per le parti che devono essere toccate
durante il servizio ordinario;
- 3,5 mA in c.a. oppure 10 mA in c.c. per altre parti.
Inoltre la carica elettrica disponibile non deve essere superiore a 0,5
mC per le parti che devono essere toccate durante il servizio ordinario
ed a 50 mC per le altre parti.
Commento
Valori di corrente e di carica elettrica diversi da quelli indicati possono
essere richiesti od ammessi in casi particolari, come per es. per le recinzioni
elettriche usate per la custodia di animali e per alcuni equipaggiamenti
elettrici di macchine industriali (vedere l'articolo 6.2.3 della Norma
CEI EN 60 204-1).
Parte 4: Prescrizioni per
la sicurezza
Capitolo 41 - Protezione contro i contatti diretti ed indiretti
411. Protezione combinata contro i contatti diretti e indiretti
411.3 Prescrizioni riguardanti i circuiti FELV
411.3.1 Generalità
Testo
Quando, per ragioni funzionali, si utilizza una tensione inferiore a 50
V, valore efficace in c.a., od a 120 V in c.c. non ondulata, ma non vengono
soddisfatte tutte le prescrizioni relative ai sistemi SELV e PELV di cui
in 411.1, e quando i sistemi SELV o PELV non sono necessari, per assicurare
la protezione contro i contatti diretti e indiretti devono essere osservate
le prescrizioni di cui in 411.3.2 e 411.3.3. Questa combinazione di prescrizioni
è conosciuta come FELV.
Nota - Tali condizioni si possono incontrare, per es., quando il circuito
contiene componenti elettrici (quali trasformatori, relè, avviatori,
contattori) insufficientemente isolati rispetto ai circuiti a tensione
più elevata che non sono isolati in accordo con le prescrizioni
per la separazione di protezione.
Parte 4: Prescrizioni per
la sicurezza
Capitolo 41 - Protezione contro i contatti diretti ed indiretti
411. Protezione combinata contro i contatti diretti e indiretti
411.3 Prescrizioni riguardanti i circuiti FELV
411.3.2 Protezione contro i contatti diretti
Testo
La protezione contro i contatti diretti deve essere fornita da:
- barriere o involucri aventi un grado di protezione conforme a 412.2,
oppure
- un isolamento corrispondente alla tensione minima di prova richiesta
per il circuito primario.
Quando, tuttavia, l'isolamento del componente elettrico che fa parte di
un circuito FELV non sopporta la tensione di prova minima richiesta per
il circuito primario, l'isolamento delle parti accessibili non conduttrici
del componente elettrico deve essere rinforzato durante l'installazione
in modo che esso possa sopportare una tensione di prova di 1500 V, valore
efficace in c.a., per
1 min.
Nota - Il valore di questa tensione può essere oggetto in futuro
di revisione sulla base dei risultati dei lavori attualmente in corso
riguardanti il coordinamento dell'isolamento in bassa tensione.
Parte 4: Prescrizioni per la sicurezza
Capitolo 41 - Protezione contro i contatti diretti ed indiretti
411. Protezione combinata contro i contatti diretti e indiretti
411.3 Prescrizioni riguardanti i circuiti FELV
411.3.3 Protezione contro i contatti indiretti
Testo
La protezione contro i contatti indiretti deve essere assicurata:
- dal collegamento delle masse dei componenti elettrici del circuito FELV
al conduttore di protezione del circuito primario, a condizione che quest'ultimo
sia soggetto ad una delle misure di protezione descritte nella Sezione
413, oppure
- dal collegamento di una parte attiva del circuito FELV al conduttore
di protezione del circuito di alimentazione (circuito primario) a condizione
che una misura di protezione mediante interruzione automatica dell'alimentazione
(413.1) sia applicata nel circuito di alimentazione (circuito primario).
Parte 4: Prescrizioni per
la sicurezza
Capitolo 41 - Protezione contro i contatti diretti ed indiretti
411. Protezione combinata contro i contatti diretti e indiretti
411.3 Prescrizioni riguardanti i circuiti FELV
411.3.4 Prese a spina
Testo
Le prese a spina per il sistema FELV devono essere scelte in modo che
non sia possibile inserire le spine del sistema FELV nelle prese alimentate
con altre tensioni e che le spine di altri circuiti non possano essere
inserite nelle prese del sistema FELV.
Parte 4: Prescrizioni per
la sicurezza
Capitolo 41 - Protezione contro i contatti diretti ed indiretti
412. Protezione contro i contatti diretti
412.1 Protezione mediante isolamento delle parti attive
Testo
Nota - L'isolamento è destinato ad impedire qualsiasi contatto
con parti attive.
Le parti attive devono essere completamente ricoperte con un isolamento
che possa essere rimosso solo mediante distruzione.
L'isolamento dei componenti elettrici costruiti in fabbrica deve soddisfare
le relative Norme.
Per gli altri componenti elettrici la protezione deve essere assicurata
da un isolamento tale da resistere alle influenze meccaniche, chimiche,
elettriche e termiche alle quali può essere soggetto nell'esercizio.
Vernici, lacche, smalti e prodotti similari da soli non sono in genere
considerati idonei per assicurare un adeguato isolamento per la protezione
contro i contatti diretti.
Nota - Quando l'isolamento è applicato all'atto dell'installazione,
la qualità dell'isolamento deve in caso di dubbio essere confermata
da prove simili a quelle che assicurano la qualità dell'isolamento
di componenti similari costruiti in fabbrica.
Commento
Le misure di protezione mediante isolamento delle parti attive (412.1)
e mediante involucri o barriere (412.2) sono intese a fornire una protezione
totale contro i contatti diretti e le misure di protezione mediante ostacoli
(412.3) e mediante distanziamento (412.4) sono intese a fornire una protezione
parziale contro i contatti diretti.
Parte 4: Prescrizioni per
la sicurezza
Capitolo 41 - Protezione contro i contatti diretti ed indiretti
412. Protezione contro i contatti diretti
412.2 Protezione mediante involucri o barriere
Testo
Nota - Le barriere o gli involucri sono destinati ad impedire il contatto
con parti attive.
412.2.1
Le parti attive devono essere poste entro involucri o dietro barriere
tali da assicurare almeno il grado di protezione IPXXB; si possono avere
tuttavia, aperture più grandi per permettere la sostituzione di
parti, come nel caso di alcuni portalampade e fusibili, in accordo con
le prescrizioni delle relative Norme.
412.2.2
Le superfici superiori orizzontali delle barriere o degli involucri che
sono a portata di mano devono avere un grado di protezione non inferiore
a IPXXD.
412.2.3
Le barriere e gli involucri devono essere saldamente fissati ed avere
una sufficiente stabilità e durata nel tempo in modo da conservare
il richiesto grado di protezione ed una conveniente separazione dalle
parti attive, nelle condizioni di servizio prevedibili, tenuto conto delle
condizioni ambientali.
412.2.4
Quando sia necessario togliere barriere, aprire involucri o togliere parti
di involucri, questo deve essere possibile solo:
a) con l'uso di una chiave o di un attrezzo, oppure
b) se, dopo l'interruzione dell'alimentazione alle parti attive contro
le quali le barriere o gli involucri offrono protezione, il ripristino
dell'alimentazione sia possibile solo dopo la sostituzione o la richiusura
delle barriere o degli involucri stessi, oppure
c) se, quando una barriera intermedia con grado di protezione non inferiore
a IPXXB protegge dal contatto con parti attive, tale barriera possa essere
rimossa solo con l'uso di una chiave o di un attrezzo.
Commento
Le misure di protezione mediante isolamento delle parti attive (412.1)
e mediante involucri o barriere (412.2) sono intese a fornire una protezione
totale contro i contatti diretti e le misure di protezione mediante ostacoli
(412.3) e mediante distanziamento (412.4) sono intese a fornire una protezione
parziale contro i contatti diretti.
412.2
Protezione mediante involucri o barriere
I gradi di protezione IPXXB e IPXXD significano che, rispettivamente,
il dito di prova oppure il filo di prova del diametro di 1 mm non possano
toccare parti in tensione: questo in accordo con la seconda edizione della
Norma CEI 70-1.
412.2.1
Nel caso di portalampade o di fusibili sono ammesse, in accordo con le
relative Norme, aperture più grandi di quelle necessarie per rispettare
il grado di protezione IPXXB solo quando, rispettivamente, la lampada
o l'elemento fusibile siano stati tolti.
Per alcuni componenti elettrici, come per es. le prese a spina per uso
domestico e similare ed i binari elettrificati, le relative Norme richiedono
aperture più piccole di quelle corrispondenti ad IPXXB.
412.2.3
Si considera che la prescrizione sia rispettata anche nel caso di coperchi
fissati senza l'uso di viti, quando per toglierli sia necessario esercitare
uno sforzo manuale superiore a quello esercitabile usualmente da una persona
e comunque conforme a quello delle Norme applicabili.
412.2.4
La chiave si intende in esemplare unico od in numero limitato, ed affidata
a personale addestrato.
Diaframmi che si pongono davanti ai contatti di alimentazione di apparecchi
estraibili sono esempi di applicazione della condizione c). Quando degli
apparecchi utilizzatori o dei motori non siano stati installati o siano
stati rimossi, le estremità dei conduttori non utilizzati devono
venire protette con isolamenti o con involucri o barriere aventi caratteristiche
equivalenti a quelle richieste dalla Sezione 412.
Parte 4: Prescrizioni per
la sicurezza
Capitolo 41 - Protezione contro i contatti diretti ed indiretti
412. Protezione contro i contatti diretti
412.3 Protezione mediante ostacoli
Testo
Nota - Gli ostacoli sono destinati ad impedire il contatto accidentale
con parti attive ma non il contatto intenzionale dovuto all'aggiramento
deliberato dell'ostacolo.
412.3.1
Gli ostacoli devono impedire:
- l'avvicinamento non intenzionale del corpo a parti attive, oppure
- il contatto non intenzionale con parti attive durante lavori sotto tensione
nel funzionamento ordinario.
412.3.2
Gli ostacoli possono essere rimossi senza l'uso di una chiave o di un
attrezzo ma devono essere fissati in modo da impedirne la rimozione accidentale.
Commento
Le misure di protezione mediante isolamento delle parti attive (412.1)
e mediante involucri o barriere (412.2) sono intese a fornire una protezione
totale contro i contatti diretti e le misure di protezione mediante ostacoli
(412.3) e mediante distanziamento (412.4) sono intese a fornire una protezione
parziale contro i contatti diretti.
412.3
Protezione mediante ostacoli
Sono considerati ostacoli, per es., corrimano e schermi grigliati.
Questa misura di protezione che non assicura una protezione completa contro
i contatti diretti è applicata in pratica solo nelle officine elettriche
(481.2).
Parte 4: Prescrizioni per la sicurezza
Capitolo 41 - Protezione contro i contatti diretti ed indiretti
412. Protezione contro i contatti diretti
412.4 Protezione mediante distanziamento
Testo
Nota - Il distanziamento è destinato solo ad impedire il contatto
non intenzionale con parti attive.
412.4.1
Parti simultaneamente accessibili a tensione diversa non devono essere
a portata di mano.
412.4.2
Quando uno spazio, ordinariamente occupato da persone, è limitato
da un ostacolo (per es. un parapetto, una rete grigliata) che abbia un
grado di protezione inferiore a IPXXB, la zona a portata di mano inizia
da questo ostacolo.
412.4.3
Nei luoghi in cui vengono usualmente maneggiati oggetti conduttori grandi
o voluminosi, le distanze richieste da 412.4.1 e 412.4.2 devono essere
aumentate tenendo conto delle dimensioni di questi oggetti.
Commento
Le misure di protezione mediante isolamento delle parti attive (412.1)
e mediante involucri o barriere (412.2) sono intese a fornire una protezione
totale contro i contatti diretti e le misure di protezione mediante ostacoli
(412.3) e mediante distanziamento (412.4) sono intese a fornire una protezione
parziale contro i contatti diretti.
412.4
Protezione mediante distanziamento
Il pavimento, se non è isolante, è considerato una delle
parti simultaneamente accessibili.
Anche questa misura di protezione che non assicura una protezione completa
contro i contatti diretti è applicata in pratica solo nelle officine
elettriche (481.2).
Per quanto riguarda le linee elettriche aeree, la Norma CEI 11-4 indica
le distanze minime da rispettare.
412.4.1
Vedere i commenti agli articoli 23.10 e 23.11.
Parte 4: Prescrizioni per
la sicurezza
Capitolo 41 - Protezione contro i contatti diretti ed indiretti
412. Protezione contro i contatti diretti
412.5 Protezione addizionale mediante interruttori differenziali
Testo
412.5.1
L'uso di interruttori differenziali, con corrente differenziale nominale
d'intervento non superiore a 30 mA, è riconosciuto come protezione
addizionale contro i contatti diretti in caso di insuccesso delle altre
misure di protezione o di incuria da parte degli utilizzatori.
412.5.2
L'uso di tali dispositivi non è riconosciuto quale unico mezzo
di protezione contro i contatti diretti e non dispensa dall'applicazione
di una delle misure di protezione specificate da 412.1 a 412.4.
Commento
Le misure di protezione mediante isolamento delle parti attive (412.1)
e mediante involucri o barriere (412.2) sono intese a fornire una protezione
totale contro i contatti diretti e le misure di protezione mediante ostacoli
(412.3) e mediante distanziamento (412.4) sono intese a fornire una protezione
parziale contro i contatti diretti.
412.5
Protezione addizionale mediante interruttori differenziali
L'uso di interruttori differenziali con corrente differenziale di intervento
non superiore a 30 mA, pur permettendo di eliminare gran parte dei rischi
dovuti ai contatti diretti, non è riconosciuto quale misura di
protezione completa contro questi contatti, anche perché non permette
di evitare gli infortuni, d'altronde molto rari, provocati dal contatto
simultaneo con due parti attive del circuito protetto che si trovino a
potenziali differenti.
Si deve notare che l'uso di questi interruttori differenziali permette
di ottenere la protezione contro i contatti indiretti in condizioni di
messa a terra molto mediocri (vedere il commento al paragrafo 532.2.1.5)
ed assicura anche, quando richiesta, una migliore protezione contro gli
incendi, con la rivelazione di eventuali difetti di isolamento che diano
luogo a piccole correnti verso terra (532.2.6).
Parte 4: Prescrizioni per
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Capitolo 41 - Protezione contro i contatti diretti ed indiretti
413. Protezione contro i contatti indiretti
413.1 Protezione mediante interruzione automatica dell'alimentazione
413.1.1 Generalità
Testo
Note: 1 - L'interruzione automatica dell'alimentazione è richiesta
quando si possono avere effetti fisiologici dannosi in una persona, in
caso di guasto, a causa del valore e della durata della tensione di contatto
(Fascicolo CEI 1335P).
2 - Questa misura di protezione richiede il coordinamento tra il modo
di collegamento a terra del sistema e le caratteristiche dei conduttori
di protezione e dei dispositivi di protezione. In una Guida (attualmente
allo studio) sono fornite informazioni su come sono state ricavate dal
Fascicolo CEI 1335P le prescrizioni di questa misura di protezione e le
curve di riferimento per l'interruzione automatica del circuito.
3 - Le prescrizioni di questo articolo si applicano ad impianti alimentati
con frequenze comprese tra 15 e 1000 Hz c.a.
Sono allo studio prescrizioni ulteriori per i sistemi a c.c.
413.1.1
Generalità
Nota - Negli articoli da 413.1.3 a 413.1.5 sono descritti metodi che permettono
di soddisfare convenzionalmente le prescrizioni degli articoli 413.1.1.1
e 413.1.1.2, secondo il tipo di sistema di distribuzione (vedere 312).
413.1.1.1
Interruzione dell'alimentazione
Un dispositivo di protezione deve interrompere automaticamente l'alimentazione
al circuito od al componente elettrico, che lo stesso dispositivo protegge
contro i contatti indiretti, in modo che, in caso di guasto, nel circuito
o nel componente elettrico, tra una parte attiva ed una massa o un conduttore
di protezione, non possa persistere, per una durata sufficiente a causare
un rischio di effetti fisiologici dannosi in una persona in contatto con
parti simultaneamente accessibili, una tensione di contatto presunta superiore
a 50 V valore efficace in c.a. od a 120 V in c.c. non ondulata.
Tuttavia, indipendentemente dalla tensione di contatto, in alcune circostanze
è permesso un tempo di interruzione, il cui valore dipende dal
tipo di sistema, non superiore a 5 s (vedere 413.1.3.5 e 413.1.4.2).
Note: 1 - Omessa.
2 - I valori di 50 V c.a. e di 120 V c.c. sono tensioni di contatto limite
convenzionali (UL).
3 - Valori del tempo di interruzione e di tensione (compresa UL) inferiori
possono essere richiesti per impianti o luoghi speciali in accordo con
le Sezioni corrispondenti della Parte 7 e dell'art. 481.3.
4 - Per i Sistemi IT l'interruzione automatica non è in genere
richiesta quando si presenta il primo guasto (413.1.5).
413.1.1.2
Messa a terra
Le masse devono essere collegate ad un conduttore di protezione nelle
condizioni specifiche di ciascun modo di collegamento a terra.
Le masse simultaneamente accessibili devono essere collegate allo stesso
impianto di terra.
Nota - Per le disposizioni di messa a terra e per i conduttori di protezione,
vedere il Capitolo 54.
Commento
L'esperienza ha dimostrato che una stima accurata, in fase di progettazione
dell'impianto, della tensione di contatto comporta difficoltà talvolta
insormontabili, essendo basata su alcuni parametri il cui valore dipende
dalla configurazione dell'impianto stesso: si è riscontrato che
anche la verifica del suo valore ad impianto completato presenta notevoli
complicazioni.
Per queste ragioni sono stati definiti dei metodi convenzionali che permettono
di determinare i tempi di intervento dei dispositivi di protezione non
in funzione della tensione di contatto, bensì in funzione della
tensione nominale dell'impianto per i sistemi TN e della tensione totale
di terra per i sistemi TT.
Questi tempi sono stati definiti tenendo conto della capacità che
hanno le persone di sopportare correnti senza effetti patofisiologici
pericolosi, sulla base delle informazioni contenute nella Pubblicazione
CEI 1335 P (traduzione della Pubblicazione IEC 479, seconda edizione).
413.1.1
Generalità
Nella Sezione 532 sono riportate le prescrizioni riguardanti la scelta
dei dispositivi di protezione contro i contatti indiretti mediante interruzione
automatica dell'alimentazione.
413.1.1.1
Interruzione dell'alimentazione
Per il significato del termine "c.c. non ondulata" vedere la
Nota 1 dell'articolo 411.1.1.
Parte 4: Prescrizioni per la sicurezza
Capitolo 41 - Protezione contro i contatti diretti ed indiretti
413. Protezione contro i contatti indiretti
413.1 Protezione mediante interruzione automatica dell'alimentazione
413.1.2 Collegamenti equipotenziali
Testo
413.1.2.1
Collegamento equipotenziale principale
In ogni edificio, devono essere collegati al collettore (o nodo) principale
di terra:
- i conduttori di protezione;
- i conduttori equipotenziali principali;
- il conduttore di terra;
- i tubi alimentanti servizi dell'edificio, per es. acqua e gas;
- parti strutturali metalliche dell'edificio e canalizzazioni del riscaldamento
centrale e del condizionamento d'aria;
- le armature principali del cemento armato utilizzate nella costruzione
degli edifici, se praticamente possibile.
Quando tali parti conduttrici provengano dall'esterno dell'edificio, esse
devono essere collegate il più vicino possibile al loro punto di
entrata nell'edificio.
I conduttori equipotenziali principali devono rispondere alle prescrizioni
del Capitolo 54.
Il collegamento equipotenziale principale deve essere collegato a qualsiasi
schermo metallico dei cavi di telecomunicazione: deve tuttavia essere
ottenuto il consenso dei proprietari o degli utilizzatori di questi cavi.
413.1.2.2
Collegamento equipotenziale supplementare
Se le condizioni per l'interruzione automatica indicate in 413.1.1.1 non
possono essere soddisfatte in un impianto o in una sua parte, si deve
realizzare un collegamento locale detto collegamento equipotenziale supplementare
(413.1.6).
Note: 1 - L'uso del collegamento equipotenziale supplementare non dispensa
dalla necessità di interrompere l'alimentazione per altre ragioni,
per es. per la protezione contro l'incendio, per ridurre le sollecitazioni
termiche nei componenti dell'impianto, ecc.
2 - Il collegamento equipotenziale supplementare può interessare
l'intero impianto, una sua parte, un componente dell'impianto, o un luogo.
3 - Il collegamento equipotenziale supplementare può essere anche
richiesto per luoghi speciali (Parte 7) o per altre ragioni.
Commento
L'esperienza ha dimostrato che una stima accurata, in fase di progettazione
dell'impianto, della tensione di contatto comporta difficoltà talvolta
insormontabili, essendo basata su alcuni parametri il cui valore dipende
dalla configurazione dell'impianto stesso: si è riscontrato che
anche la verifica del suo valore ad impianto completato presenta notevoli
complicazioni.
Per queste ragioni sono stati definiti dei metodi convenzionali che permettono
di determinare i tempi di intervento dei dispositivi di protezione non
in funzione della tensione di contatto, bensì in funzione della
tensione nominale dell'impianto per i sistemi TN e della tensione totale
di terra per i sistemi TT.
Questi tempi sono stati definiti tenendo conto della capacità che
hanno le persone di sopportare correnti senza effetti patofisiologici
pericolosi, sulla base delle informazioni contenute nella Pubblicazione
CEI 1335 P (traduzione della Pubblicazione IEC 479, seconda edizione).
Parte 4: Prescrizioni per
la sicurezza
Capitolo 41 - Protezione contro i contatti diretti ed indiretti
413. Protezione contro i contatti indiretti
413.1 Protezione mediante interruzione automatica dell'alimentazione
413.1.3 Sistemi TN
Testo
413.1.3.1
Tutte le masse dell'impianto devono essere collegate al punto di messa
a terra del sistema di alimentazione con conduttori di protezione che
devono essere messi a terra in corrispondenza od in prossimità
di ogni trasformatore o generatore di alimentazione.
Il punto di messa a terra del sistema di alimentazione è generalmente
il punto neutro. Se un punto neutro non è disponibile o non è
accessibile, si deve mettere a terra un conduttore di fase. In nessun
caso un conduttore di fase deve servire da conduttore PEN (413.1.3.2).
Note: 1 - Se esistono altri collegamenti efficienti di messa a terra,
si raccomanda di collegare i conduttori di protezione al maggior numero
possibile di tali punti. Il collegamento a terra a questi punti supplementari,
regolarmente ripartiti, può essere necessario per assicurare che
il potenziale dei conduttori di protezione resti, in caso di guasto, il
più vicino possibile a quello di terra.
In grandi edifici, quali gli edifici molto alti, la messa a terra supplementare
dei conduttori di protezione non è possibile per ragioni pratiche.
Il collegamento equipotenziale tra i conduttori di protezione e le masse
estranee ha, tuttavia, in questo caso una funzione simile.
2 - Per la stessa ragione, si raccomanda di collegare a terra i conduttori
di protezione nel punto in cui essi entrano in edifici od in stabilimenti.
413.1.3.2
Nelle condutture fisse, un singolo conduttore può servire sia da
conduttore di protezione sia da conduttore neutro (conduttore PEN) a condizione
che le prescrizioni di cui in 546.2 siano soddisfatte.
413.1.3.3
Le caratteristiche dei dispositivi di protezione (413.1.3.8) e le impedenze
dei circuiti devono essere tali che, se si presenta un guasto di impedenza
trascurabile in qualsiasi parte dell'impianto tra un conduttore di fase
ed un conduttore di protezione o una massa, l'interruzione automatica
dell'alimentazione avvenga entro il tempo specificato, soddisfacendo la
seguente condizione:
Zs · Ia <= U0
dove:
Zs è l'impedenza dell'anello di guasto che comprende la sorgente,
il conduttore attivo fino al punto di guasto ed il conduttore di protezione
tra il punto di guasto e la sorgente;
Ia è la corrente che provoca l'interruzione automatica del dispositivo
di protezione entro il tempo definito nella tabella 41A in funzione della
tensione nominale U0 oppure, nelle condizioni specificate in 413.1.3.5,
entro un tempo convenzionale non superiore a 5s; se si usa un interruttore
differenziale Ia è la corrente differenziale nominale IDn.
U0 è la tensione nominale in c.a, valore efficace tra fase e terra.
Tabella 41A - Tempi massimi di interruzione per i sistemi TN
Note: 1 - Per le tensioni che sono entro la banda di tolleranza precisata
nella Norma CEI 8-6 si applicano i tempi di interruzione corrispondenti
alla tensione nominale.
2 - Per valori di tensione intermedi, si sceglie il valore prossimo superiore
della Tab. 41A.
413.1.3.4
Si considera che i tempi massimi di interruzione indicati nella Tabella
41A soddisfino quanto indicato in 413.1.1.1 per i circuiti terminali che
alimentano (tramite o senza prese a spina), componenti elettrici mobili,
portatili o trasportabili.
413.1.3.5
Tempi di interruzione convenzionali non superiori a 5 s sono ammessi per
i circuiti di distribuzione.
Un tempo di interruzione superiore a quello richiesto dalla Tabella 41A
ma non superiore a 5 s è ammesso anche per un circuito terminale
che alimenti solo componenti elettrici fissi, a condizione che, se altri
circuiti terminali che richiedono i tempi di interruzione indicati nella
Tabella 41A sono collegati al quadro di distribuzione o al circuito di
distribuzione che alimenta quel circuito terminale, sia soddisfatta una
delle seguenti condizioni:
a) l'impedenza del conduttore di protezione tra il quadro di distribuzione
e il punto nel quale il conduttore di protezione è connesso al
collegamento equipotenziale principale non sia superiore a Formula
b) esista un collegamento equipotenziale supplementare (413.1.6.1) che
colleghi al quadro di distribuzione localmente gli stessi tipi di masse
estranee indicati per il collegamento equipotenziale principale e soddisfi
le prescrizioni riguardanti il collegamento equipotenziale principale
di cui al Capitolo 54.
Nota - Vedere anche la nota di 413.1.3.9.
413.1.3.6
Se le condizioni di cui in 413.1.3.3, 413.1.3.4 e 413.1.3.5 non possono
essere soddisfatte utilizzando dispositivi di protezione contro le sovracorrenti,
si deve realizzare un collegamento equipotenziale supplementare conformemente
a 413.1.2.2. In alternativa, l'interruzione dell'alimentazione può
essere provocata per mezzo di dispositivi di protezione a corrente differenziale.
413.1.3.7
Nei casi eccezionali in cui si può presentare un guasto tra un
conduttore di fase e la terra, per es. nell'uso di linee aeree, affinché
il conduttore di protezione e le masse collegate ad esso non raggiungano
una tensione verso terra superiore ad un valore convenzionale di 50 V,
deve essere soddisfatta la seguente condizione:
Formula
RB/RE<= 50/U0-50
dove:
RB è la resistenza di terra di tutti i dispersori collegati in
parallelo (compresi quelli della rete di alimentazione), in ohm;
RE è la resitenza minima di terra delle masse estraneee non collegate
ad un conduttore di protezione, attraverso le quali si può presentare
un guasto tra fase e terra, in ohm;
U0 è la tensione nominale verso terra, in c.a., valore efficace,
in volt.
413.1.3.8
Nei sistemi TN è riconosciuto l'utilizzo dei seguenti dispositivi
di protezione:
- dispositivi di protezione contro le sovracorrenti;
- dispositivi di protezione a corrente differenziale; con la riserva che:
- nei sistemi TN-C non si devono usare dispositivi di protezione a corrente
differenziale;
- se in un sistema TN-C-S si utilizzano dispositivi di protezione a corrente
differenziale, non si deve utilizzare un conduttore PEN a valle degli
stessi. Il collegamento del conduttore di protezione al conduttore PEN
deve essere effettuato a monte del dispositivo di protezione a corrente
differenziale.
Per ottenere selettività, gli interruttori differenziali del tipo
S possono essere usati in serie agli interruttori differenziali di tipo
generale.
413.1.3.9
Quando si utilizza un dispositivo di protezione a corrente differenziale
per l'interruzione automatica di un circuito all'esterno della zona di
influenza del collegamento equipotenziale principale, non è necessario
che le masse siano collegate ai conduttori di protezione del sistema TN,
purché siano collegate ad un dispersore posto fuori dalla zona
di influenza del collegamento equipotenziale principale, avente una resistenza
appropriata alla corrente di funzionamento del dispositivo di protezione
a corrente differenziale. Il circuito così protetto deve essere
trattato come un sistema TT e si applica quanto indicato in 413.1.4.
Nota - All'esterno della zona di influenza del collegamento equipotenziale
principale, si possono utilizzare altre misure di protezione come per
esempio:
- separazione elettrica (art. 413.5);
- protezione mediante componenti di Classe II o con isolamento equivalente
(art. 413.2).
Commento
L'esperienza ha dimostrato che una stima accurata, in fase di progettazione
dell'impianto, della tensione di contatto comporta difficoltà talvolta
insormontabili, essendo basata su alcuni parametri il cui valore dipende
dalla configurazione dell'impianto stesso: si è riscontrato che
anche la verifica del suo valore ad impianto completato presenta notevoli
complicazioni.
Per queste ragioni sono stati definiti dei metodi convenzionali che permettono
di determinare i tempi di intervento dei dispositivi di protezione non
in funzione della tensione di contatto, bensì in funzione della
tensione nominale dell'impianto per i sistemi TN e della tensione totale
di terra per i sistemi TT.
Questi tempi sono stati definiti tenendo conto della capacità che
hanno le persone di sopportare correnti senza effetti patofisiologici
pericolosi, sulla base delle informazioni contenute nella Pubblicazione
CEI 1335 P (traduzione della Pubblicazione IEC 479, seconda edizione).
413.1.3
Sistemi TN
Questa misura di protezione viene attuata per i sistemi di I categoria
con propria cabina di trasformazione.
413.1.3.3
Nei sistemi trifase con neutro collegato direttamente a terra U0 è
la tensione fase-neutro.
Nei rari casi in cui il sistema venga collegato direttamente a terra tramite
una fase, anziché tramite il neutro, U0 è la tensione nominale
(fase-fase).
413.1.3.4
Si ricorda che i componenti elettrici mobili comprendono i componenti
elettrici portatili.
413.1.3.5
La seguente Figura indica le condizioni di protezione di diversi circuiti
di un impianto: i circuiti indicati con la linea piena possono venire
interrotti in tempi sino a 5 s ed i circuiti indicati con linea tratteggiata
devono venire interrotti nei tempi precisati nella Tabella 41A.
Per quanto riguarda il collegamento equipotenziale supplementare (EQS)
si fa notare che il riferimento all'art. 413.1.6.1 non prevede la verifica
e i requisiti per il pavimento richiesti invece dall'articolo 413.1.6.2.
413.1.3.7
In assenza di indicazioni più precise ad RE può essere dato
il valore di 10W .
413.1.3.8
Un sistema TN nel quale il conduttore di neutro non sia distribuito viene
considerato come un sistema TN-S.
Si fa presente che la Norma CEI 23-18 tratta per ora solo gli interruttori
differenziali di tipo generale e non comprende gli interruttori differenziali
di tipo S, che sono trattati nelle Pubblicazioni IEC 1008-1 e 1009-1.
413.1.3.9
Vedere in proposito anche l'art. 2.1.02 della Norma CEI 11-8 ed il Commento
all'articolo 532.2.3.
Parte 4: Prescrizioni per
la sicurezza
Capitolo 41 - Protezione contro i contatti diretti ed indiretti
413. Protezione contro i contatti indiretti
413.1 Protezione mediante interruzione automatica dell'alimentazione
413.1.4 Sistemi TT
Testo
413.1.4.1
Tutte le masse protette contro i contatti indiretti dallo stesso dispositivo
di protezione devono essere collegate allo stesso impianto di terra.
Il punto neutro o, se questo non esiste, un conduttore di fase, di ogni
trasformatore o di ogni generatore, deve essere collegato a terra.
413.1.4.2
Deve essere soddisfatta la seguente condizione:
RA · Ia<= 50
dove:
RA è la somma delle resistenze del dispersore e dei conduttori
di protezione delle masse, in ohm;
Ia è la corrente che provoca il funzionamento automatico del dispositivo
di protezione, in ampere.
Quando il dispositivo di protezione è un dispositivo di protezione
a corrente differenziale, Ia è la corrente nominale differenziale
IDn.
Per ragioni di selettività, si possono usare dispositivi di protezione
a corrente differenziale del tipo S in serie con dispositivi di protezione
a corrente differenziale di tipo generale. Per ottenere selettività
con i dispositivi di protezione a corrente differenziale nei circuiti
di distribuzione è ammesso un tempo di interruzione non superiore
a 1 s.
Quando il dispositivo di protezione è un dispositivo di protezione
contro le sovracorrenti, esso deve essere:
- un dispositivo avente una caratteristica di funzionamento a tempo inverso,
ed in questo caso Ia deve essere la corrente che ne provoca il funzionamento
automatico entro 5s, oppure
- un dispositivo con una caratteristica di funzionamento a scatto istantaneo
ed in questo caso Ia deve essere la corrente minima che ne provoca lo
scatto istantaneo.
413.1.4.3
Se la condizione di cui in 413.1.4.2 non può essere soddisfatta,
si deve realizzare un collegamento equipotenziale supplementare secondo
413.1.2.2.
413.1.4.4
Nei sistemi TT è riconosciuto l'utilizzo dei seguenti dispositivi:
- dispositivi di protezione a corrente differenziale;
- dispositivi di protezione contro le sovracorrenti.
Note: 1 - I dispositivi di protezione contro le sovracorrenti si utilizzano
solo per la protezione contro i contatti indiretti nei sistemi TT dove
RA ha un valore molto basso.
2 - L'uso di dispositivi di protezione a tensione di guasto non è
escluso per applicazioni speciali dove non si possano utilizzare i dispositivi
sopra citati.
Commento
L'esperienza ha dimostrato che una stima accurata, in fase di progettazione
dell'impianto, della tensione di contatto comporta difficoltà talvolta
insormontabili, essendo basata su alcuni parametri il cui valore dipende
dalla configurazione dell'impianto stesso: si è riscontrato che
anche la verifica del suo valore ad impianto completato presenta notevoli
complicazioni.
Per queste ragioni sono stati definiti dei metodi convenzionali che permettono
di determinare i tempi di intervento dei dispositivi di protezione non
in funzione della tensione di contatto, bensì in funzione della
tensione nominale dell'impianto per i sistemi TN e della tensione totale
di terra per i sistemi TT.
Questi tempi sono stati definiti tenendo conto della capacità che
hanno le persone di sopportare correnti senza effetti patofisiologici
pericolosi, sulla base delle informazioni contenute nella Pubblicazione
CEI 1335 P (traduzione della Pubblicazione IEC 479, seconda edizione).
413.1.4.2
Nel sistema TT un guasto tra una fase ed una massa provoca la circolazione
di una corrente di guasto che dipende dall'impedenza dell'anello di guasto,
costituita essenzialmente dalle resistenze di terra delle masse e del
neutro essendo la somma di queste resistenze preponderante rispetto agli
altri elementi dell'anello di guasto.
In genere, mentre i dispositivi di protezione contro le sovracorrenti
non sono adatti a soddisfare la precedente condizione, dal momento che
la resistenza di terra delle masse dovrebbe assumere valori molto bassi,
difficilmente realizzabili in pratica, i dispositivi di protezione a corrente
differenziale, sia di tipo generale sia di tipo S, sono adatti per assicurare
la protezione contro i contatti indiretti nei sistemi TT.
I tempi massimi di intervento previsti dalle Pubblicazioni IEC 1008 e
1009 (riguardanti gli interruttori differenziali per uso domestico e similare)
e dalla Appendice B della Pubblicazione IEC 947-2 (riguardante gli interruttori
differenziali per uso industriale), per i tipi generale ed S, sono tali
da permettere di soddisfare le condizioni relative alla protezione contro
i contatti indiretti.
Parte 4: Prescrizioni per
la sicurezza
Capitolo 41 - Protezione contro i contatti diretti ed indiretti
413. Protezione contro i contatti indiretti
413.1 Protezione mediante interruzione automatica dell'alimentazione
413.1.5 Sistemi IT
Testo
413.1.5.1
Nei sistemi IT le parti attive devono essere isolate da terra oppure essere
collegate a terra attraverso un'impedenza di valore sufficientemente elevato.
Questo collegamento può essere effettuato al punto neutro del sistema
oppure ad un punto neutro artificiale, che può venire collegato
direttamente a terra quando l'impedenza di sequenza zero risultante sia
sufficientemente elevata. Se non esiste alcun punto neutro, si può
collegare a terra attraverso un'impedenza un conduttore di fase.
Nel caso di un singolo guasto a terra la corrente di guasto è quindi
debole e non è necessario interrompere il circuito se le prescrizioni
di cui in 413.1.5.3 sono soddisfatte. Si devono tuttavia prendere precauzioni
per evitare il rischio di effetti fisiologici dannosi su persone in contatto
con parti conduttrici simultaneamente accessibili nel caso di doppio guasto
a terra.
413.1.5.2
Nota - Per ridurre le sovratensioni o per smorzare le oscillazioni di
tensione, può essere necessario realizzare messe a terra attraverso
impedenze o punti neutri artificiali, le cui caratteristiche devono essere
appropriate a quanto prescritto per l'impianto.
413.1.5.3
Le masse devono essere messe a terra individualmente, per gruppi o collettivamente.
Deve essere soddisfatta la seguente condizione:
RT · Id <= 50
dove:
RT è la resistenza del dispersore al quale sono collegate le masse
in ohm;
Id è la corrente di guasto nel caso di primo guasto di impedenza
trascurabile tra un conduttore difase ed una massa, in ampere. Il valore
di Id tiene conto delle correnti di dispersione verso terra e dell'impedenza
totale di messa a terra dell'impianto elettrico.
413.1.5.4
Si deve prevedere un dispositivo di controllo dell'isolamento per indicare
il manifestarsi di un primo guasto tra una parte attiva e masse o terra,
questo dispositivo deve azionare un segnale sonoro e/o visivo.
Note: 1 - Si raccomanda di eliminare il primo guasto con il più
breve ritardo possibile.
2 - Un dispositivo di controllo dell'isolamento può essere utile
anche per ragioni diverse dalla protezione contro i contatti indiretti.
413.1.5.5
Una volta manifestatosi un primo guasto, le condizioni di interruzione
dell'alimentazione nel caso di un secondo guasto devono essere le seguenti
in dipendenza del fatto che le masse siano interconnesse per mezzo di
un conduttore di protezione (messe a terra collettivamente) oppure che
siano messe a terra per gruppi od individualmente.
a) Quando le masse sono messe a terra per gruppi od individualmente, le
condizioni per la protezione sono date in 413.1.4 come per i sistemi TT,
con l'eccezione che il secondo capoverso di 413.1.4.1 non si applica.
b) Quando le masse sono interconnesse collettivamente da un conduttore
di protezione, si applicano le prescrizioni relative al sistema TN, nelle
condizioni indicate in 413.1.5.6. ed in 413.1.5.7.
413.1.5.6
Quando il neutro non è distribuito deve essere soddisfatta la seguente
condizione:
Formula
Zs<= U/Ia
e, quando il neutro è distribuito, deve essere soddisfatta la seguente
condizione:
Formula
Z's<=U0/2Ia
dove:
U0 è la tensione nominale in c.a., valore efficace, tra fase e
terra;
U è la tensione nominale in c.a., valore efficace, tra fase e fase;
Zs è l'impedenza dell'anello di guasto costituito dal conduttore
di fase e dal conduttore di protezione del circuito;
Zs' è l'impedenza del circuito di guasto costituito dal conduttore
neutro e dal conduttore di protezione del circuito;
Ia è la corrente che interrompe il circuito entro il tempo t specificato
nella tabella 41B, quando applicabile, od entro 5 s per tutti gli altri
circuiti, quando questo tempo è permesso (vedere 413.1.3.5).
Tabella 41B - Tempo di interruzione massimo nei sistemi IT (secondo guasto)
413.1.5.7
Se le condizioni dell'art. 413.1.5.6 non possono essere soddisfatte con
l'uso di dispositivi di protezione di sovracorrente, si deve applicare
un collegamento equipotenziale supplementare in accordo con 413.1.2.2.
In alternativa si deve prevedere una protezione mediante un interruttore
differenziale che protegga ciascun circuito.
413.1.5.8
Nei sistemi IT è riconosciuto l'utilizzo dei seguenti dispositivi
di controllo e di protezione:
- dispositivi di controllo dell'isolamento;
- dispositivi di protezione contro le sovracorrenti;
- dispositivi di protezione a corrente differenziale.
Commento
L'esperienza ha dimostrato che una stima accurata, in fase di progettazione
dell'impianto, della tensione di contatto comporta difficoltà talvolta
insormontabili, essendo basata su alcuni parametri il cui valore dipende
dalla configurazione dell'impianto stesso: si è riscontrato che
anche la verifica del suo valore ad impianto completato presenta notevoli
complicazioni.
Per queste ragioni sono stati definiti dei metodi convenzionali che permettono
di determinare i tempi di intervento dei dispositivi di protezione non
in funzione della tensione di contatto, bensì in funzione della
tensione nominale dell'impianto per i sistemi TN e della tensione totale
di terra per i sistemi TT.
Questi tempi sono stati definiti tenendo conto della capacità che
hanno le persone di sopportare correnti senza effetti patofisiologici
pericolosi, sulla base delle informazioni contenute nella Pubblicazione
CEI 1335 P (traduzione della Pubblicazione IEC 479, seconda edizione).
413.1.5
Sistemi IT
Questa misura di protezione, che non prevede in genere l'interruzione
dell'alimentazione dopo un primo guasto, viene attuata quando esistano
particolari esigenze di continuità di esercizio.
413.1.5.1
Il valore dell'impedenza deve essere scelto in modo da evitare oscillazioni
del potenziale dell'impianto dovute a fenomeni di risonanza ed in modo
da provocare la circolazione di una corrente di guasto che possa essere
rivelata.
In pratica, negli impianti aventi tensione nominale di 230/400 V, si raccomanda
di scegliere una resistenza avente valore dell'ordine di qualche centinaio
di ohm.
Per doppio guasto a terra si intende il caso di due guasti simultaneamente
presenti su due fasi diverse.
413.1.5.3
Il valore di 25 V ammesso, nella precedente edizione di questa Norma,
come limite massimo sulle masse nel caso di primo guasto a terra è
stato portato a 50 V per adeguamento al relativo Documento di Armonizzazione.
413.1.5.4
Allo scopo di poter eliminare il primo guasto nel più breve tempo
possibile è necessario installare nell'impianto utilizzatore un
dispositivo di controllo dell'isolamento a funzionamento continuo: i vantaggi
del sistema IT si perderebbero infatti se un secondo guasto apparisse
prima dell'eliminazione del guasto precedente.
Le condizioni relative alla scelta ed alla messa in opera dei dispositivi
di controllo dell'isolamento sono indicate in 532.3.
413.1.5.5
Si raccomanda di collegare le masse ad un impianto di terra unico in modo
che al secondo guasto ci si riconduca alle condizioni di protezione di
un sistema TN.
In caso di un secondo guasto su di una fase diversa, prima che il precedente
guasto sia stato eliminato, la corrente di doppio guasto che ne deriva
e che interessa due circuiti raggiunge un valore molto inferiore a quello
della corrente di cortocircuito in un solo circuito.
La presente Norma non tiene conto, per la bassa probabilità che
capiti una tale circostanza, del rischio di contatto simultaneo con due
masse nelle quali si producano due difetti di isolamento relativi a fasi
diverse.
413.1.5.6
Si raccomanda di non distribuire il neutro nei sistemi IT (art. 473.3.2.2).
Se tuttavia è necessario distribuirlo, la condizione di doppio
guasto, uno dei quali interessi il conduttore di neutro, è considerata
dalla presente Norma come la più sfavorevole del momento che dà
luogo ad una corrente di doppio guasto di valore inferiore rispetto al
caso in cui il doppio guasto interessi due conduttori di fase.
Questa corrente, valutata eguale alla metà della corrente di guasto
di un sistema TN, è determinante per la protezione contro i contatti
indiretti dal momento che deve essere in grado di fare intervenire i dispositivi
di protezione nei tempi indicati nella Tabella 41B.
Se sono rispettati i tempi indicati per il caso di neutro distribuito,
che sono basati sul doppio guasto fase-neutro, lo sono in genere rispettati
anche per il doppio guasto fase-fase.
Parte 4: Prescrizioni per
la sicurezza
Capitolo 41 - Protezione contro i contatti diretti ed indiretti
413. Protezione contro i contatti indiretti
413.1 Protezione mediante interruzione automatica dell'alimentazione
413.1.6 Collegamento equipotenziale supplementare
Testo
413.1.6.1
Il collegamento equipotenziale supplementare deve comprendere tutti gli
elementi conduttori simultaneamente accessibili, cioè le masse
dei componenti elettrici e le masse estranee.
413.1.6.2
Il collegamento equipotenziale supplementare è ritenuto efficace
se la resistenza R tra le masse e le masse estranee simultaneamente accessibili
soddisfa la seguente condizione:
Formula
R<=50/Ia
dove:
Ia è la corrente di funzionamento in 5 s del dispositivo di protezione
contro le sovracorrenti.
Nota - Il collegamento equipotenziale supplementare si può effettuare
se il pavimento è isolante, oppure, se non è isolante, sia
tale da potere essere collegato allo stesso collegamento equipotenziale
supplementare.
Commento
L'esperienza ha dimostrato che una stima accurata, in fase di progettazione
dell'impianto, della tensione di contatto comporta difficoltà talvolta
insormontabili, essendo basata su alcuni parametri il cui valore dipende
dalla configurazione dell'impianto stesso: si è riscontrato che
anche la verifica del suo valore ad impianto completato presenta notevoli
complicazioni.
Per queste ragioni sono stati definiti dei metodi convenzionali che permettono
di determinare i tempi di intervento dei dispositivi di protezione non
in funzione della tensione di contatto, bensì in funzione della
tensione nominale dell'impianto per i sistemi TN e della tensione totale
di terra per i sistemi TT.
Questi tempi sono stati definiti tenendo conto della capacità che
hanno le persone di sopportare correnti senza effetti patofisiologici
pericolosi, sulla base delle informazioni contenute nella Pubblicazione
CEI 1335 P (traduzione della Pubblicazione IEC 479, seconda edizione).
Mentre il collegamento equipotenziale supplementare permette di evitare
i pericoli dal punto di vista della protezione contro i contatti indiretti
se, in caso di guasto, il circuito non viene interrotto in tempi sufficientemente
rapidi, si possono tuttavia manifestare altri fenomeni pregiudizievoli,
come per es. il riscaldamento del conduttore equipotenziale o l'aumento
della resistenza della messa a terra in seguito all'essiccamento del suolo.
Si raccomanda di collegare le armature principali del cemento armato durante
la costruzione dell'edificio.
Ci si deve anche assicurare che la realizzazione di un collegamento equipotenziale
tra due masse appartenenti a due circuiti aventi sezioni molto diverse
non possa provocare nel conduttore di minore sezione il passaggio di una
corrente di guasto tale da provocare una sollecitazione termica superiore
a quella ammissibile in questo conduttore.
Parte 4: Prescrizioni per
la sicurezza
Capitolo 41 - Protezione contro i contatti diretti ed indiretti
413. Protezione contro i contatti indiretti
413.2 Protezione mediante componenti elettrici di Classe II o con isolamento
equivalente
Testo
Nota - Questa misura è destinata ad impedire il manifestarsi di
una tensione pericolosa sulle parti accessibili di componenti elettrici
a seguito di un guasto nell'isolamento principale.
413.2.1
La protezione deve essere assicurata con l'uso:
413.2.1.1
di componenti elettrici dei tipi seguenti, che siano stati sottoposti
alle prove di tipo e siano contrassegnati in accordo con le relative norme:
- componenti elettrici aventi un isolamento doppio o rinforzato (componenti
elettrici di
Classe II);
- quadri prefabbricati aventi un isolamento completo (Norma CEI 17-13/1);
Nota - Questi componenti elettrici sono identificati dal
Segno Grafico
413.2.1.2
di un isolamento supplementare, applicato durante l'installazione ai componenti
elettrici aventi solo un isolamento principale, che presenti un grado
di sicurezza equivalente a quello dei componenti elettrici di cui in 413.2.1.1
e che soddisfi le condizioni specificate da 413.2.2 a 413.2.6;
413.2.1.3
di un isolamento rinforzato, applicato alle parti attive nude durante
l'installazione, che presenti un grado di sicurezza equivalente a quello
dei componenti elettrici di cui in 413.2.1.1 e che soddisfi le condizioni
specificate da 413.2.3 a 413.2.6.
Note a 413.2.1.2 e 413.2.1.3 - Il
Segno Grafico
deve essere applicato ben visibile sull'esterno e sull'interno dell'involucro
applicato durante l'installazione.
413.2.2
Quando i componenti elettrici sono pronti per il funzionamento, le parti
intermedie devono essere contenute in un involucro isolante che presenti
almeno il grado di protezione IPXXB.
413.2.3
Gli involucri isolanti devono essere in grado di sopportare le sollecitazioni
meccaniche, elettriche e termiche suscettibili di prodursi.
Rivestimenti con vernici, lacche, e prodotti similari non sono in genere
considerati adatti a soddisfare queste prescrizioni. Ciò tuttavia
non esclude l'uso di involucri che siano stati sottoposti a prove di tipo
e che siano ricoperti da tali rivestimenti, se le Norme relative ammettono
il loro uso e se i rivestimenti sono provati secondo le relative condizioni
di prova.
Nota - Le prescrizioni per le distanze superficiali e per le distanze
in aria sono allo studio.
413.2.4
(Omesso)
413.2.5
L'involucro isolante non deve essere attraversato da parti conduttrici
suscettibili di propagare un potenziale. L'involucro isolante non deve
avere viti in materiale isolante la cui sostituzione con viti metalliche
potrebbe compromettere l'isolamento offerto dall'involucro.
Nota - Quando è necessario che l'involucro isolante sia attraversato
da giunzioni o connessioni meccaniche (per es. da organi di comando di
apparecchi incorporati), queste devono essere disposte in modo tale che
la protezione contro i contatti indiretti in caso di guasto non risulti
compromessa.
413.2.6
Se l'involucro isolante è provvisto di porte o coperchi che possono
essere aperti senza l'uso di una chiave o di un attrezzo, tutte le parti
conduttrici, che sono accessibili quando una porta od un coperchio sia
aperto, devono trovarsi dietro una barriera isolante con un grado di protezione
non inferiore a IPXXB che impedisca alle persone di venire in contatto
con tali parti; questa barriera isolante deve poter essere rimossa solo
con l'uso di un attrezzo.
413.2.7
Le parti conduttrici racchiuse nell'involucro isolante non devono essere
collegate ad un conduttore di protezione. Si possono tuttavia prendere
provvedimenti per collegare i conduttori di protezione che debbono attraversare
l'involucro per collegare altri componenti elettrici il cui circuito di
alimentazione passi pure attraverso l'involucro. All'interno dello stesso
involucro, tali conduttori ed i loro morsetti devono essere isolati come
se fossero parti attive ed i loro morsetti devono essere contrassegnati
in modo appropriato.
Le parti conduttrici accessibili e le parti intermedie non devono essere
collegate ad un conduttore di protezione a meno che ciò sia previsto
nelle prescrizioni di costruzione del relativo componente elettrico.
413.2.8
L'involucro non deve nuocere alle condizioni di funzionamento del componente
elettrico protetto secondo questa misura di protezione.
413.2.9
L'installazione dei componenti elettrici citati in 413.2.1.1 (fissaggio,
collegamento dei conduttori, ecc.) deve essere effettuata in modo da non
danneggiare la protezione assicurata secondo prescrizioni di costruzione
degli stessi componenti elettrici.
Commento
413.2.1.1
Sono considerate in accordo con questa misura di protezione, per i sistemi
elettrici con tensioni nominali non superiori a 690 V, le condutture elettriche
costituite da:
- cavi con guaina non metallica aventi tensione nominale maggiore di un
gradino rispetto a quella necessaria per il sistema elettrico servito
e che non comprendano un rivestimento metallico;
- cavi unipolari senza guaina installati in tubo protettivo o canale isolante,
rispondente alle rispettive Norme;
- cavi con guaina metallica aventi isolamento idoneo per la tensione nominale
del sistema elettrico servito, tra la parte attiva e la guaina metallica
e tra questa e l'esterno.
Parti metalliche in contatto con i precedenti cavi non sono da considerare
masse.
Resta valido tuttavia quanto disposto dagli art. 701.520.02 e 702.520.02,
rispettivamente per i locali contenenti bagni e docce e per le piscine,
e quanto disposto da Norme CEI particolari, come per es. dall'art. 4.3.09
della Norma CEI 64-7.
(Vedere anche il Commento a 542.1.1).
Parte 4: Prescrizioni per
la sicurezza
Capitolo 41 - Protezione contro i contatti diretti ed indiretti
413. Protezione contro i contatti indiretti
413.3 Protezione per mezzo di luoghi non conduttori
Testo
Nota - Questa misura di protezione è destinata ad evitare i contatti
simultanei con parti che possano trovarsi ad un potenziale diverso a seguito
di un guasto dell'isolamento principale di parti attive. L'utilizzo di
componenti elettrici di Classe 0 è ammesso a condizione che tutte
le seguenti condizioni siano soddisfatte.
413.3.1
Le masse devono essere disposte in modo che, in circostanze ordinarie,
persone non vengano simultaneamente in contatto con:
- due masse , oppure
- una massa ed una qualsiasi massa estranea, se queste parti sono suscettibili
di trovarsi ad un potenziale diverso a seguito di un guasto dell'isolamento
principale di parti attive.
413.3.2
In un luogo non conduttore non devono esserci conduttori di protezione.
413.3.3
Quanto prescritto in 413.3.1 è considerato soddisfatto se il luogo
ha pavimento e pareti isolanti e se si applica una o più delle
seguenti disposizioni a), b) e c):
a) distanziamento delle masse da masse estranee e delle masse tra di loro.
Questo distanziamento è considerato sufficiente se la distanza
tra due parti non è inferiore a 2 m in orizzontale ed a 2,5 m in
verticale; queste distanze possono essere ridotte a 1,25 m al di fuori
della zona a portata di mano;
b) interposizione di efficaci ostacoli tra masse e masse estranee. Tali
ostacoli sono considerati come sufficientemente efficaci se consentono
di tenere le distanze nei valori indicati nel precedente punto a). Essi
non devono essere collegati a terra od a masse; per quanto possibile,
devono essere di materiale isolante;
c) isolamento o disposizioni isolanti delle masse estranee. L'isolamento
deve avere una resistenza meccanica sufficiente ed essere in grado di
sopportare una tensione di prova di almeno 2000 V. La corrente di dispersione
verso terra non deve superare 1 mA in condizioni ordinarie d'uso.
413.3.4
La resistenza dei pavimenti e delle pareti isolanti in ogni punto della
misura nelle condizioni specificate in 612 non deve essere inferiore a:
- 50 kW per tensioni di alimentazione non superiori a 500 V, o
- 100 kW per tensioni di alimentazione superiori a 500 V.
Nota - Se in un punto qualsiasi la resistenza è inferiore al valore
specificato, i pavimenti e le pareti sono considerati come masse estranee
ai fini della protezione contro i contatti indiretti.
413.3.5
Le disposizioni prese devono essere permanenti e non deve essere possibile
renderle inefficaci. Esse devono anche assicurare la protezione dove si
prevede l'uso di componenti elettrici trasportabili, mobili o portatili.
Note: 1 - Si richiama l'attenzione sul pericolo che, quando gli impianti
elettrici non siano sottoposti ad un'efficace sorveglianza, si possano
introdurre altre parti conduttrici (per es. componenti elettrici trasportabili,
mobili o portatili di Classe I oppure condutture d'acqua metalliche),
che possano rendere l'impianto elettrico non conforme a quanto indicato
in 413.3.5.
2 - E' essenziale assicurare che l'isolamento del pavimento e delle pareti
non possa essere compromesso dall'umidità.
413.3.6
Si devono prendere precauzioni per assicurare che le masse estranee non
possano propagare potenziali all'esterno del luogo considerato.
Commento
In pratica esistono pochi locali in grado di soddisfare le condizioni
richieste per l'applicazione di questa misura di protezione soprattutto
per le seguenti ragioni:
- presenza di un numero sempre più grande di masse estranee nei
locali;
- possibilità di modifiche dei rivestimenti dei pavimenti che possano
trasformare un locale da non conduttore in conduttore;
- presenza di prese a spina e uso di cordoni prolungatori che rendano
variabili le distanze tra gli apparecchi utilizzatori e li possono rendere
simultaneamente accessibili.
Questa misura di protezione, per la sua particolarità, non è
mai applicabile negli edifici civili e similari. Essa non giustifica la
classificazione dei componenti elettrici in Classe 0, proprio in considerazione
del suo limitatissimo campo di impiego, e perché facilmente sostituibili
con componenti elettrici di Classe I non collegati a terra.
413.3.3
Le prescrizioni di questo paragrafo vanno riferite solo a componenti elettrici
fissi; è vietato l'uso di prese a spina.
L'impianto deve inoltre essere sotto il controllo di personale addestrato,
affinché:
- sia evitata l'introduzione nel locale di componenti elettrici collegati
a terra o di masse estranee;
- durante l'accesso al locale le persone non siano sottoposte a differenze
di potenziale pericolose.
Le masse estranee uscenti dal locale infine (per es. tubi metallici) devono
essere interrotte con uno o più elementi isolanti in modo che non
propaghino potenziali pericolosi all'esterno.
Parte 4: Prescrizioni per
la sicurezza
Capitolo 41 - Protezione contro i contatti diretti ed indiretti
413. Protezione contro i contatti indiretti
413.4 Protezione per mezzo di collegamento equipotenziale locale non connesso
a terra
Testo
Nota - Il collegamento equipotenziale locale non connesso a terra è
destinato ad evitare il manifestarsi di una tensione di contatto pericolosa.
413.4.1
I conduttori di collegamento equipotenziale devono interconnettere tutte
le masse e tutte le masse estranee simultaneamente accessibili.
413.4.2
Il collegamento equipotenziale locale non deve essere connesso a terra,
né direttamente, né tramite masse o masse estranee.
413.4.3
Si devono prendere precauzioni per assicurare che le persone che entrano
in un luogo reso equipotenziale non possano essere esposte ad una differenza
di potenziale pericolosa, in particolare quando un pavimento conduttore
isolato da terra sia collegato ad un collegamento equipotenziale locale
non connesso a terra.
Commento
Anche per questa misura di protezione esistono in pratica pochi locali
in grado di soddisfare le prescrizioni richieste per la sua applicazione.
Essa, come la precedente misura di protezione di cui in 413.3, non è
comunque mai applicabile negli edifici civili e similari.
Anche per questa misura di protezione si applicano gli ultimi due capoversi
del precedente Commento a 413.3.3.
Parte 4: Prescrizioni per
la sicurezza
Capitolo 41 - Protezione contro i contatti diretti ed indiretti
413. Protezione contro i contatti indiretti
413.5 Protezione per separazione elettrica
Testo
Nota - La separazione elettrica è destinata ad evitare correnti
pericolose a seguito di contatto con masse che possono essere messe sotto
tensione da un guasto nell'isolamento principale del circuito.
413.5.1
La protezione per separazione elettrica deve essere assicurata dalla rispondenza
a tutte le prescrizioni date da 413.5.1.1 a 413.5.1.6 ed a:
- quanto indicato in 413.5.2, se il circuito separato alimenta un solo
componente elettrico, oppure
- quanto indicato in 413.5.3, se il circuito separato alimenta più
di un componente elettrico.
Nota - Si raccomanda che il prodotto della tensione nominale del circuito
separato, in volt, per la lunghezza della relativa conduttura elettrica,
in metri, non sia superiore a 100000; la lunghezza della conduttura elettrica
non deve superare 500 m.
413.5.1.1
La sorgente di alimentazione del circuito deve essere:
- un trasformatore di isolamento, oppure
- una sorgente con caratteristiche di sicurezza equivalenti a quelle del
trasformatore di isolamento, per es. un gruppo motore-generatore con avvolgimenti
che forniscano una separazione equivalente a quella del trasformatore
di isolamento.
Nota - La capacità di sopportare una tensione di prova particolarmente
elevata è riconosciuta come mezzo per assicurare il grado di isolamento
necessario.
Le sorgenti non fisse di alimentazione collegate ad un sistema di alimentazione
devono essere scelte od installate in accordo con quanto indicato in 413.2.
Le sorgenti fisse di alimentazione devono essere:
- scelte ed installate in accordo con 413.2, oppure
- tali che il circuito secondario sia separato dal circuito primario e
dall'involucro per mezzo di un isolamento che soddisfi le condizioni di
413.2; se tale sorgente alimenta più di un componente elettrico,
le masse di questi componenti elettrici non devono essere collegate all'involucro
metallico della sorgente.
413.5.1.2
La tensione nominale del circuito separato non deve superare 500 V.
413.5.1.3
Le parti attive del circuito separato non devono essere collegate in nessun
punto ad un altro circuito od a terra.
Per evitare il rischio di un guasto a terra del circuito separato, si
deve curarne in modo particolare l'isolamento verso terra, soprattutto
per i cavi flessibili.
Le parti attive del circuito separato devono essere separate elettricamente
dagli altri circuiti. Deve essere assicurata una separazione elettrica
non inferiore a quella richiesta tra gli avvolgimenti primario e secondario
di un trasformatore di isolamento.
Nota - In particolare, la separazione elettrica è necessaria tra
le parti attive di componenti elettrici quali relè, contattori,
ausiliari di comando e qualsiasi parte di un altro circuito.
413.5.1.4
I cavi flessibili devono essere visibili su tutta la loro lunghezza, dove
possono essere danneggiati meccanicamente, e devono essere del tipo .....
(allo studio).
413.5.1.5
Si raccomanda l'uso di condutture elettriche separate per i circuiti separati.
Se non si può evitare di usare conduttori di una stessa conduttura
elettrica per i circuiti separati e per gli altri circuiti, si devono
utilizzare cavi multipolari senza guaina metallica, oppure cavi unipolari
senza guaina in tubi protettivi isolanti o in canali isolanti, a condizione
che essi siano isolati per la tensione nominale del sistema a tensione
più elevata e che ciascun circuito sia protetto contro le sovracorrenti.
413.5.1.6
Le masse del circuito separato non devono essere collegate intenzionalmente
né a terra né alle masse di altri circuiti né a masse
estranee.
Nota - Se le masse del circuito separato sono suscettibili di entrare
in contatto, di fatto od occasionalmente, con le masse di altri circuiti,
la protezione contro i contatti indiretti non dipende più unicamente
dalla protezione per separazione elettrica, ma dalle misure di protezione
adottate per queste ultime masse.
413.5.2
Quando il circuito separato alimenta un solo componente elettrico, la
sua massa non deve essere collegata ad un conduttore di protezione.
413.5.3
Se si prendono precauzioni per proteggere il circuito separato da ogni
danneggiamento e guasto dell'isolamento, una sorgente di alimentazione
conforme a 413.5.1.1 può alimentare più di un componente
elettrico a condizione che siano soddisfatte tutte le prescrizioni date
da 413.5.3.1 a 413.5.3.4.
413.5.3.1
Le masse del circuito separato devono essere collegate tra di loro per
mezzo di conduttori equipotenziali isolati non collegati a terra. Tali
conduttori non devono essere collegati a conduttori di protezione od a
masse di altri circuiti o a qualsiasi massa estranea.
413.5.3.2
Tutte le prese a spina devono avere un contatto di protezione che deve
essere collegato al conduttore equipotenziale previsto in 413.5.3.1.
413.5.3.3
Tutti i cavi flessibili dei componenti elettrici, salvo quelli dei componenti
elettrici di Classe II, devono incorporare un conduttore di protezione
da utilizzare come conduttore di collegamento equipotenziale.
413.5.3.4
Se si verificano due guasti su conduttori di polarità diversa che
interessano due masse, un dispositivo di protezione deve assicurare l'interruzione
dell'alimentazione in un tempo di interruzione in accordo con la Tabella
41A.
Commento
La sicurezza di questa misura di protezione dipende dal buon isolamento
dei circuiti separati: si raccomanda quindi di disporre questi circuiti
in modo che il loro stato possa essere esaminato a vista.
Una particolare attenzione deve essere portata ai cavi flessibili, che
sono soggetti facilmente a danneggiamenti.
La lunghezza della conduttura elettrica viene determinata indipendentemente
dal numero dei singoli conduttori.
413.5.1.1
Le prescrizioni dell'ultimo e penultimo capoverso, che richiedono una
sorgente di Classe II o con isolamento equivalente, non si applicano a
gruppi elettrogeni e ad altre sorgenti autonome, cioè non alimentate
dalla rete.
Se il circuito primario del trasformatore di isolamento fisso è
separato dall'involucro per mezzo di un isolamento che soddisfi le condizioni
di 413.2, non è richiesto che il circuito secondario dello stesso
trasformatore di isolamento sia separato dallo stesso involucro con un
isolamento che soddisfi le stesse condizioni di 413.2, a condizione che
l'involucro metallico del trasformatore di isolamento sia collegato ad
altre eventuali masse simultaneamente accessibili.
413.5.1.6
E' ammesso tuttavia collegare intenzionalmente le masse del circuito separato
ad un impianto di terra a cui non siano collegate né masse o conduttori
di protezione di altri circuiti, né masse estranee che possano
introdurre tensioni pericolose.
413.5.3.1
È sufficiente che i conduttori equipotenziali isolati e non collegati
a terra siano dimensionati in accordo con le prescrizioni riguardanti
i conduttori equipotenziali supplementari.
Parte
4: Prescrizioni per la sicurezza
Capitolo 42- Protezione contro gli effetti termici
421. Generalità
Testo
Nota - I termini relativi al comportamento in presenza di fuoco e le corrispondenti
prove sono oggetto di lavori in corso che sono svolti in collaborazione
tra ISO ed IEC. I termini utilizzati nel presente capitolo sono provvisori.
421.
Generalità
Le persone, i componenti elettrici fissi ed i materiali, non facenti parti
dell'impianto elettrico, fissi, posti in vicinanza di componenti elettrici,
devono essere protetti contro gli effetti dannosi del calore sviluppato
dai componenti elettrici, o contro gli effetti dell'irraggiamento termico,
in particolare per quanto riguarda i seguenti effetti:
- combustione o deterioramento di materiali;
- rischio di ustioni;
- riduzione della sicurezza nel funzionamento dei componenti elettrici
installati.
Nota - La protezione contro le sovracorrenti è trattata nel Capitolo
43.
Commento
Vedere la sezione 751 per gli ambienti a maggior rischio in caso di incendio
e la Sezione 527 per la scelta e la messa in opera delle condutture allo
scopo di ridurre al minimo la propagazione dell'incendio.
Parte 4: Prescrizioni per
la sicurezza
Capitolo 42 - Protezione contro gli effetti termici
422. Protezione contro gli incendi
Testo
Nota - I termini relativi al comportamento in presenza di fuoco e le corrispondenti
prove sono oggetto di lavori in corso che sono svolti in collaborazione
tra ISO ed IEC. I termini utilizzati nel presente capitolo sono provvisori.
422.
Protezione contro gli incendi
422.1
I componenti elettrici non devono costituire pericolo di innesco o di
propagazione di incendio per i materiali adiacenti.
Oltre alle prescrizioni della presente Norma, devono essere osservate
tutte le relative istruzioni di installazione del costruttore.
422.2
I componenti elettrici che possono raggiungere temperature superficiali
tali da poter innescare l'incendio dei materiali adiacenti, devono essere
installati in uno dei seguenti modi:
- su od entro elementi costituiti da materiali che resistano a tali temperature
e che abbiano una bassa conducibilità termica;
- dietro schermi termicamente isolanti che resistano a tali temperature
e che abbiano una bassa conducibilità termica;
- ad una distanza sufficiente a permettere un'adeguata dissipazione del
calore per evitare che tali temperature possano avere effetti termici
dannosi sui materiali la cui conservazione potrebbe venire compromessa
da tali temperature, utilizzando supporti di bassa conducibilità
termica.
422.3
I componenti elettrici collegati all'impianto in modo permanente che nel
loro funzionamento ordinario siano tali da produrre archi o scintille,
devono:
- essere totalmente racchiusi in elementi di materiale resistente agli
archi, oppure
- essere schermati, con elementi di materiale resistente agli archi, dagli
elementi dell'edificio sui quali gli archi potrebbero avere effetti termici
dannosi, oppure
- essere installati ad una distanza sufficiente dagli elementi dell'edificio
sui quali gli archi o le scintille potrebbero avere effetti termici dannosi,
per permettere una sicura estinzione degli stessi archi o scintille.
I materiali resistenti agli archi utilizzati per questa misura di protezione
devono essere non combustibili, avere bassa conducibilità termica
e presentare uno spessore adeguato per assicurare stabilità meccanica.
422.4
I componenti elettrici fissi che presentino effetti di focalizzazione
o di concentrazione di calore devono essere distanziati da qualsiasi oggetto
fisso o da qualsiasi elemento dell'edificio in modo tale che questi oggetti
od elementi non possano essere sottoposti, in condizioni ordinarie, a
temperature pericolose.
422.5
Quando i componenti elettrici installati nello stesso locale contengono
liquido infiammabile in quantità significativa, si devono prendere
precauzioni per evitare che il liquido in fiamme ed i prodotti di combustione
del liquido stesso (fiamme, fumo, gas tossici) si propaghino alle altre
parti dell'edificio.
Note: 1 - Esempi di tali precauzioni sono:
ò una fossa di drenaggio che raccolga le fuoriuscite di liquido
e ne assicuri l'estinzione in caso di incendio, oppure
ò l'installazione dei componenti elettrici in un locale dotato
di pareti resistenti al fuoco e di barriere o di altri mezzi adatti ad
evitare che il liquido in fiamme si propaghi in altre parti dell'edificio:
tale locale deve essere ventilato solo verso l'esterno.
2 - Una quantità di 25 l è generalmente considerata come
significativa.
3 - Per quantità inferiori a 25 l è sufficiente prendere
precauzioni per evitare la fuga del liquido.
4 - E` auspicabile che l'alimentazione dei componenti elettrici venga
interrotta all'insorgere di un incendio.
422.6
I materiali degli involucri disposti attorno ai componenti elettrici durante
la messa in opera devono essere in grado di sopportare le più elevate
temperature che possano essere prodotte dai componenti stessi.
I materiali combustibili non sono adatti per la costruzione di questi
involucri a meno che non vengano prese misure preventive contro la loro
accensione, quali il rivestimento con materiale non combustibile o con
materiale difficilmente combustibile e di bassa conducibilità termica.
Commento
Vedere la sezione 751 per gli ambienti a maggior rischio in caso di incendio
e la Sezione 527 per la scelta e la messa in opera delle condutture allo
scopo di ridurre al minimo la propagazione dell'incendio.
422.
Protezione contro gli incendi
I criteri riguardanti il pericolo di innesco o di propagazione di incendi,
per la scelta e le prove di comportamento dei componenti elettrici sono
quelli delle relative Norme CEI: in carenza di dette Norme, provvisoriamente
possono venire seguiti, per i componenti elettrici costruiti con materiali
isolanti, i criteri di prova indicati nella seguente tabella
422.2 e 422.3
Se i componenti elettrici, che possono raggiungere temperature superficiali
pericolose o che sono tali da produrre archi o scintille nel loro funzionamento
ordinario, sono posti in vicinanza di elementi di materiale facilmente
infiammabile, si devono prendere precauzioni per limitare il riscaldamento
di questi elementi: se si ricorre alla interposizione di schermi termicamente
isolanti, questi devono venire realizzati con i materiali aventi un adeguato
grado di reazione al fuoco (di Classe di reazione al fuoco 0, 1 oppure
2, secondo D.M. del 26 giugno 1984 Min. Int.).
Si devono interporre elementi realizzati con gli stessi materiali anche
quando i componenti elettrici sono da collocare su elementi che non siano
in grado di resistere ad elevate temperature (come per es. nel caso di
apparecchi di illuminazione) o ad archi o scintille: nel caso di apparecchi
di illuminazione dotati di ballast e marchiati con il simbolo F tuttavia
questi elementi addizionali non sono necessari.
422.4
Questa prescrizione riguarda soprattutto certi apparecchi di illuminazione
a incandescenza che presentino effetti di focalizzazione della luce: in
questi casi la distanza minima da tenere rispetto ad altri oggetti è
in genere indicata sui fogli di istruzione.
422.5
Non esistendo per ora una normativa italiana che classifichi i dielettrici
liquidi secondo le loro capacità di accendersi e di procedere nella
combustione, può essere utile fare ricorso alle Norme francesi
NF C 27-300, che classifica i dielettrici liquidi in classi individuate
da una lettera seguita da un numero, e NF C 17-300, che ne indica le condizioni
d'uso in relazione al pericolo di incendio.
La lettera riguarda la temperatura di combustione (cioè la minima
temperatura alla quale, dopo che i vapori formatisi sulla superficie del
liquido si siano accesi con un innesco, la fiamma duri per almeno 5 s,
utilizzando un metodo di prova standardizzato):
- O: se è eguale od inferiore a 300 °C;
- K: se supera 300 °C;
- L: se il dielettrico non ha una temperatura di combustione misurabile.
Il numero dipende dal potere calorifico inferiore:
- 1: se è superiore od uguale a 42 MJ/kg;
- 2: se è compreso tra 42 e 32 MJ/kg;
- 3: se è inferiore a 32 MJ/kg.
Il limite di 25 l, riferito al liquido contenuto in tutti i componenti
elettrici situati nello stesso locale, è considerato significativo
per liquidi isolanti altamente infiammabili (Classi O1 e K1), come per
es. gli oli minerali e gli idrocarburi ad alto peso molecolare.
Per liquidi isolanti meno infiammabili (Classi K2 e K3), come per es.
gli esteri e i siliconi, il limite di 25 l può essere aumentato
a 50 l.
Per altri liquidi isolanti (Classe L3), come per es. i liquidi isolanti
alogenati per trasformatori, non si applica alcun limite.
422.6
Questa prescrizione si considera già soddisfatta per quanto riguarda
gli involucri di componenti elettrici, quando ne costituiscano una parte
integrante, e gli involucri di assiemi prefabbricati, quando questi componenti
e questi assiemi rispondano alle relative Norme CEI.
Gli involucri messi in opera durante l'installazione dell'impianto non
devono venire realizzati con materiale di Classi di reazione al fuoco
3 oppure 4, a meno che non vengano rivestiti di materiali di Classe di
reazione al fuoco 0, 1 oppure 2, aventi bassa conducibilità termica.
Parte 4: Prescrizioni per
la sicurezza
Capitolo 42 - Protezione contro gli effetti termici
423. Protezione contro le ustioni
Testo
Nota - I termini relativi al comportamento in presenza di fuoco e le corrispondenti
prove sono oggetto di lavori in corso che sono svolti in collaborazione
tra ISO ed IEC. I termini utilizzati nel presente capitolo sono provvisori.
423. Protezione contro le ustioni
Le parti accessibili dei componenti elettrici a portata di mano non devono
raggiungere temperature tali che possano causare ustioni alle persone,
e devono soddisfare ai limiti indicati nella Tabella 42A. Tutte le parti
dell'impianto che, in funzionamento ordinario, possono raggiungere, anche
per brevi periodi, temperature superiori ai limiti indicati nella Tabella
42 A devono essere protette in modo da evitare il contatto accidentale,
devono cioè essere protette con involucri o barriere tali da assicurare
almeno il grado di protezione IPXXB. I limiti della Tabella 42 A non si
applicano tuttavia ai componenti elettrici che siano conformi ai limiti
di temperatura indicati nelle Norme CEI che riguardano i componenti elettrici
stessi.
Tabella 42 A - Limiti di temperatura in funzionamento ordinario per le
parti accessibili dei componenti elettrici
Commento
Vedere la sezione 751 per gli ambienti a maggior rischio in caso di incendio
e la Sezione 527 per la scelta e la messa in opera delle condutture allo
scopo di ridurre al minimo la propagazione dell'incendio.
423.
Protezione contro le ustioni
Il ricoprimento di parti metalliche con vernici non permette di potere
considerare le stesse parti come non metalliche; il ricoprimento con certe
materie plastiche invece, quando ne riducano sensibilmente la conducibilità
termica, permette di considerarle come non metalliche.
Si precisa anche che non si applicano i limiti di temperatura indicati
nella Tabella 42 A, oltre che ai componenti elettrici che siano conformi
ai limiti di temperatura indicati nelle Norme CEI che li riguardano, neppure
in particolare agli apparecchi di illuminazione che rispondono alle Norme
CEI preparate dal CT 34.
Parte 4: Prescrizioni per
la sicurezza
Capitolo 42 - Protezione contro gli effetti termici
424. Protezione contro i surriscaldamenti
424.1 Sistemi di riscaldamento ad aria forzata
Testo
Nota - I termini relativi al comportamento in presenza di fuoco e le corrispondenti
prove sono oggetto di lavori in corso che sono svolti in collaborazione
tra ISO ed IEC. I termini utilizzati nel presente capitolo sono provvisori.
424.1.1
I sistemi di riscaldamento ad aria forzata devono essere tali che i loro
elementi riscaldanti, che non siano quelli dei riscaldatori centralizzati
ad accumulo, non possano essere messi in tensione sino a che il flusso
d'aria prescritto non sia stato stabilito e siano messi fuori tensione
quando il flusso d'aria sia stato ridotto o fermato. Essi devono inoltre
avere due dispositivi di limitazione della temperatura indipendenti l'uno
dall'altro, destinati ad evitare che le temperature ammissibili siano
superate nei condotti dell'aria.
424.1.2
Il telaio e l'involucro degli elementi riscaldanti devono essere realizzati
con materiale non combustibile.
Commento
Vedere la sezione 751 per gli ambienti a maggior rischio in caso di incendio
e la Sezione 527 per la scelta e la messa in opera delle condutture allo
scopo di ridurre al minimo la propagazione dell'incendio.
424.
Protezione contro i surriscaldamenti
Le prescrizioni di questa sezione riguardano sostanzialmente componenti
elettrici che devono rispondere alle relative Norme CEI. Quando i componenti
elettrici abbiano potenze che non rientrino nel campo di applicazione
delle relative Norme, si devono ancora applicare, per quanto possibile,
le prescrizioni di queste Norme.
Parte 4: Prescrizioni per la sicurezza
Capitolo 42 - Protezione contro gli effetti termici
424. Protezione contro i surriscaldamenti
424.2 Apparecchi utilizzatori che producono acqua calda o vapore
Testo
Nota - I termini relativi al comportamento in presenza di fuoco e le corrispondenti
prove sono oggetto di lavori in corso che sono svolti in collaborazione
tra ISO ed IEC. I termini utilizzati nel presente capitolo sono provvisori.
424.2
Apparecchi utilizzatori che producono acqua calda o vapore
Tutti gli apparecchi utilizzatori che producono acqua calda o vapore devono
essere protetti, per costruzione o durante la loro installazione, contro
i surriscaldamenti, in tutte le condizioni di servizio. Se gli apparecchi
utilizzatori non sono conformi nel loro insieme alle Norme CEI che li
riguardano, la protezione deve venire assicurata per mezzo di un dispositivo
che non si richiuda automaticamente e che funzioni indipendentemente dal
termostato.
Se l'apparecchio non ha sfiati liberi, esso deve essere fornito anche
di un dispositivo che limiti la pressione dell'acqua.
Commento
Vedere la sezione 751 per gli ambienti a maggior rischio in caso di incendio
e la Sezione 527 per la scelta e la messa in opera delle condutture allo
scopo di ridurre al minimo la propagazione dell'incendio.
424.
Protezione contro i surriscaldamenti
Le prescrizioni di questa sezione riguardano sostanzialmente componenti
elettrici che devono rispondere alle relative Norme CEI. Quando i componenti
elettrici abbiano potenze che non rientrino nel campo di applicazione
delle relative Norme, si devono ancora applicare, per quanto possibile,
le prescrizioni di queste Norme.
424.2
Apparecchi utilizzatori che producono acqua calda o vapore
Gli apparecchi utilizzatori, che producono acqua calda o vapore, conformi
alle Norme CEI sono dotati di un dispositivo che non si richiude automaticamente
e che funziona indipendentemente dal termostato.
Parte 4: Prescrizioni per
la sicurezza
Capitolo 43 - Protezione delle condutture contro le
sovracorrenti
431. Generalità
Testo
431.1
I conduttori attivi devono essere protetti da uno o più dispositivi
che interrompano automaticamente l'alimentazione quando si produce un
sovraccarico (Sezione 433) o un cortocircuito (Sezione 434), con l'eccezione
del caso in cui la sovracorrente sia limitata in accordo con la Sezione
436. Le protezioni contro i sovraccarichi e contro i cortocircuiti devono
inoltre essere coordinate in accordo con la sezione 435.
Note: 1 - I conduttori attivi protetti contro i sovraccarichi in accordo
con la Sezione 433 sono considerati protetti anche contro guasti che siano
tali da dare luogo a sovracorrenti aventi valori dello stesso ordine di
grandezza di quelli dei sovraccarichi.
2 - Per le condizioni di applicazione, vedere la sezione 473.
3 - La protezione dei cavi flessibili a posa fissa ma movimentati durante
l'uso rientra nell'oggetto del presente Capitolo.
I cavi flessibili utilizzati per alimentare componenti elettrici od apparecchi
utilizzatori collegati per mezzo di prese a spina agli impianti fissi
non sono necessariamente protetti contro i sovraccarichi; la protezione
di tali cavi contro i cortocircuiti è allo studio.
Commento
In casi particolari si può derogare dalle prescrizioni di questo
Capitolo, purché le sovracorrenti non possano provocare pericoli
per le persone o danni all'ambiente (Commento a 434.3.2).
Se la protezione contro le sovracorrenti è destinata ad interrompere
l'alimentazione di un circuito anche nel caso di un guasto verso massa,
ed è destinata anche a proteggere contro i contatti indiretti,
essa deve rispondere, oltre che alle prescrizioni di questo Capitolo,
anche a quelle di 413.1.
La selettività tra dispositivi di protezione in serie tra di loro
viene trattata nel Capitolo 53.
In questo Capitolo vengono fornite le prescrizioni fondamentali per la
protezione contro i sovraccarichi ed i cortocircuiti.
Queste prescrizioni devono venire completate con quelle riportate nelle
seguenti Sezioni:
- Sezione 473, riguardante l'applicazione delle prescrizioni per la protezione
contro le sovracorrenti;
- Sezione 533, riguardante la scelta e l'installazione dei dispositivi
di protezione contro le sovracorrenti.
Parte 4: Prescrizioni per
la sicurezza
Capitolo 43 - Protezione delle condutture contro le sovracorrenti
432. Natura dei dispositivi di protezione
432.1 Dispositivi che assicurano la protezione sia contro i sovraccarichi
sia contro i cortocircuiti
Testo
I dispositivi di protezione devono essere scelti tra quelli indicati negli
articoli da 432.1 a 432.3.
432.1
Dispositivi che assicurano la protezione sia contro i sovraccarichi sia
contro i cortocircuiti
Questi dispositivi di protezione devono essere in grado di interrompere
qualsiasi sovracorrente, sino alla corrente di cortocircuito presunta
nel punto in cui i dispositivi sono installati, tenuto conto del paragrafo
434.3.1. Essi devono soddisfare le prescrizioni della Sezione 433. Tali
dispositivi di protezione possono essere:
- interruttori automatici provvisti di sganciatori di sovracorrente;
- interruttori combinati con fusibili;
- fusibili.
Note: 1 - Il fusibile comprende tutte le parti che formano il dispositivo
di protezione completo.
2 - Omessa.
3 - L'utilizzo di un dispositivo di protezione avente un potere di interruzione
inferiore al valore della corrente di cortocircuito presunta nel suo punto
di installazione è soggetto alle prescrizioni dell'articolo 434.3.1.
Commento
Ulteriori prescrizioni riguardanti un unico dispositivo che assicuri la
protezione sia contro i sovraccarichi sia contro i cortocircuiti sono
date nell'articolo 435.1.
Parte 4: Prescrizioni per la sicurezza
Capitolo 43 - Protezione delle condutture contro le sovracorrenti
432. Natura dei dispositivi di protezione
432.2 Dispositivi che assicurano solo la protezione contro i sovraccarichi
Testo
I dispositivi di protezione devono essere scelti tra quelli indicati negli
articoli da 432.1 a 432.3.
432.2
Dispositivi che assicurano solo la protezione contro i sovraccarichi
Sono dispositivi di protezione con una caratteristica di funzionamento
generalmente a tempo inverso, il cui potere di interruzione può
essere inferiore alla corrente di cortocircuito presunta nel punto in
cui essi sono installati. Questi dispositivi devono soddisfare le prescrizioni
della Sezione 433.
Commento
I fusibili di tipo aM non sono in grado, per costruzione, di interrompere
le correnti comprese tra IN e K2 IN ( K2 è, in pratica uguale a
6,3).
Pertanto essi non devono essere usati per la protezione contro i sovraccarichi.
Parte 4: Prescrizioni per
la sicurezza
Capitolo 43 - Protezione delle condutture contro le sovracorrenti
432. Natura dei dispositivi di protezione
432.3 Dispositivi che assicurano solo la protezione contro i cortocircuiti
Testo
I dispositivi di protezione devono essere scelti tra quelli indicati negli
articoli da 432.1 a 432.3.
432.3
Dispositivi che assicurano solo la protezione contro i cortocircuiti
Questi dispositivi possono essere utilizzati quando la protezione contro
i sovraccarichi sia ottenuta con altri mezzi o quando, in accordo con
le prescrizioni della Sezione 473, la protezione contro i sovraccarichi
possa o debba venire omessa. Essi devono essere in grado di interrompere
ogni corrente di cortocircuito inferiore od uguale alla corrente di cortocircuito
presunta e devono soddisfare le prescrizioni della Sezione 434.
Tali dispositivi possono essere:
- interruttori automatici con sganciatori di sovracorrente;
- fusibili, di tipo gG od aM.
Commento
I fusibili di tipo aM non sono in grado, per costruzione, di interrompere
le correnti comprese tra INe K2IN (K2è, in pratica uguale a 6,3).
Pertanto essi non devono essere usati per la protezione contro i sovraccarichi.
Parte 4: Prescrizioni per
la sicurezza
Capitolo 43 - Protezione delle condutture contro le sovracorrenti
432. Natura dei dispositivi di protezione
432.4 Caratteristiche dei dispositivi di protezione
Testo
I dispositivi di protezione devono essere scelti tra quelli indicati negli
articoli da 432.1 a 432.3.
432.4
Caratteristiche dei dispositivi di protezione
Le caratteristiche tempo/corrente dei dispositivi di protezione contro
le sovracorrenti devono essere in accordo con quelle specificate nelle
Norme CEI relative ad interruttori automatici ed a fusibili di potenza.
Nota - L'utilizzo di altri dispositivi di protezione non è escluso
a condizione che le loro caratteristiche tempo/corrente assicurino la
protezione specificata nel presente Capitolo.
Commento
Le principali Norme CEI riguardanti i dispositivi di protezione contro
le sovracorrenti sono le seguenti:
- 17-5, per gli interruttori automatici per uso industriale;
- 17-3 e 17-38, per i contattori;
- 17-7, 17-8 e 17-22, per gli avviatori;
- 23-3, per gli interruttori automatici per uso domestico e similare;
- 23-18, per gli interruttori differenziali con sganciatori di sovracorrente
incorporati, per uso domestico e similare;
- 32-1, per le prescrizioni generali per i fusibili;
- 32-4, per i fusibili per uso da parte di persone addestrate;
- 32-5, per i fusibili per uso da parte di persone non addestrate
Parte 4: Prescrizioni per la sicurezza
Capitolo 43 - Protezione delle condutture contro le sovracorrenti
433. Protezione contro le correnti di sovraccarico
433.1 Generalità
Testo
Devono essere previsti dispositivi di protezione per interrompere le correnti
di sovraccarico dei conduttori del circuito prima che tali correnti possano
provocare un riscaldamento nocivo all'isolamento, ai collegamenti, ai
terminali o all'ambiente circondante le condutture.
Parte 4: Prescrizioni per la sicurezza
Capitolo 43 - Protezione delle condutture contro le sovracorrenti
433. Protezione contro le correnti di sovraccarico
433.2 Coordinamento tra conduttori e dispositivi di protezione
Testo
Le caratteristiche di funzionamento di un dispositivo di protezione delle
condutture contro i sovraccarichi devono rispondere alle seguenti due
condizioni:
1) IB <= In <= Iz
2) If <= 1,45 · Iz
dove:
IB = corrente di impiego del circuito
Iz = portata in regime permanente della conduttura(Sezione 523);
In = corrente nominale del dispositvo di protezione.
Nota - Per i dispositivi di protezione regolabili la corrente nominale
In è la corrente di regolazione scelta.
If = corrente che assicura l'effettivo funzionamento del dispositivo di
protezione entro il tempo convenzionale in condizioni definite.
Nota - La protezione prevista dal presente articolo non assicura, in alcuni
casi, una protezione completa, per esempio contro le sovracorrenti prolungate
inferiori ad If, né rappresenta necessariamente la soluzione più
economica. Si suppone pertanto che il circuito sia progettato in modo
che non si presentino frequentemente piccoli sovraccarichi di lunga durata.
Commento
Il coordinamento tra le caratteristiche del circuito da proteggere e quelle
del dispositivo di protezione è rappresentato dalla seguente
Figura:
In sede internazionale la corrente If è sostituita con la corrente
I2 : I2 è uguale ad If per gli interruttori automatici e minore
di If (valore allo studio) per i fusibili.
I valori di If sono definiti nelle relative Norme di prodotto.
Quando il sovraccarico è compreso tra Iz e If esso può durare
a lungo senza provocare interventi delle protezioni; per questo motivo
il valore della corrente di impiego IB deve essere fissato in modo tale
che Iz non sia frequentemente superato.
Quando il rapporto If / In è maggiore di 1,45, la condizione 2)
non corrisponde alla soluzione più economica, dal momento che la
conduttura non può essere sfruttata fino alls sua portata Iz.
Quando la conduttura abbia lungo il suo percorso tratti con portate differenti
(per es. a causa di differenti condizioni di posa), le condizioni 1) e
2) devono essere soddisfatte per la portata inferiore.
Qualora attraverso uno stesso dispositivo di protezione siano alimentate
diverse condutture od una conduttura principale dalla quale siano derivate
condutture secondarie, tale dispositivo protegge contro i sovraccarichi
le condutture le cui portate soddisfino le condizioni 1) e 2).
Il dispositivo di protezione contro i sovraccarichi deve avere caratteristiche
tali da consentire, senza interrompere il circuito, i sovraccarichi di
breve durata che si producano nell'esercizio ordinario.
Parte 4: Prescrizioni per
la sicurezza
Capitolo 43 - Protezione delle condutture contro le sovracorrenti
433. Protezione contro le correnti di sovraccarico
433.3 Protezione contro i sovraccarichi di conduttori in parallelo
Testo
Quando lo stesso dispositivo di protezione protegge diversi conduttori
in parallelo, si assume per Iz la somma delle portate dei singoli conduttori,
a condizione tuttavia che i conduttori siano disposti in modo da portare
correnti sostanzialmente uguali.
Nota - In pratica, questa condizione è accettabile solo se le singole
condutture hanno le stesse caratteristiche elettriche (natura, modo di
posa, lunghezza, sezione) e non hanno alcun circuito di derivazione lungo
il loro percorso. Una verifica può tuttavia essere opportuna.
Parte 4: Prescrizioni per la sicurezza
Capitolo 43 - Protezione delle condutture contro le sovracorrenti
433. Protezione contro le correnti di sovraccarico
433.4 Protezione dei circuiti terminali ad anello
Testo
(allo studio)
Commento
La protezione dei circuiti terminali ad anello, che non vengono utilizzati
in Italia, ma che sono di uso comune in Gran Bretagna ed in Irlanda, può
essere assicurata solo quando la distribuzione dei carichi lungo l'anello
sia tale che la corrente si distribuisca lungo i due rami dell'anello
in modo sufficientemente uniforme: in pratica questa condizione può
considerarsi soddisfatta se non più del 70% dei carichi risulta
concentrato su di una metà dell'anello.
Esso richiede inoltre l'uso di spine provviste di protezione incorporata
contro le sovracorrenti o di prese fisse protette singolarmente contro
le sovracorrenti.
Parte 4: Prescrizioni per
la sicurezza
Capitolo 43 - Protezione delle condutture contro le sovracorrenti
434. Protezione contro le correnti di cortocircuito
434.1 Generalità
Testo
Nota - La presente sezione considera solo il caso di cortocircuiti tra
i conduttori di uno stesso circuito.
434.1
Generalità
Devono essere previsti dispositivi di protezione per interrompere le correnti
di cortocircuito dei conduttori del circuito prima che tali correnti possano
diventare pericolose a causa degli effetti termici e meccanici prodotti
nei conduttori e nelle connessioni.
Commento
Nel presente Capitolo non sono considerati gli sforzi elettrodinamici
provocati sulle condutture dalle correnti di cortocircuito.
Parte 4: Prescrizioni per
la sicurezza
Capitolo 43 - Protezione delle condutture contro le sovracorrenti
434. Protezione contro le correnti di cortocircuito
434.2 Determinazione delle correnti di cortocircuito presunte
Testo
Nota - La presente sezione considera solo il caso di cortocircuiti tra
i conduttori di uno stesso circuito.
434.2
Determinazione delle correnti di cortocircuito presunte
Le correnti di cortocircuito presunte devono essere determinate con riferimento
ad ogni punto significativo dell'impianto. Questa determinazione può
essere effettuata sia con calcoli sia con misure.
Commento
Nel presente Capitolo non sono considerati gli sforzi elettrodinamici
provocati sulle condutture dalle correnti di cortocircuito.
434.2
Determinazione delle correnti di cortocircuito presunte
Non viene preso in considerazione in questo Capitolo il cortocircuito
verso il conduttore di protezione.
In genere nei sistemi trifasi la più elevata corrente di cortocircuito
è la corrente di cortocircuito trifase.
I valori delle correnti di cortocircuito possono essere determinati con
appropriati metodi di calcolo, con prove su modello di rete o con misure
effettuate sull'impianto. Per impianti alimentati da rete pubblica si
tiene conto delle informazioni date dal distributore.
La Guida CEI 11-25 dà informazioni dettagliate per il calcolo delle
correnti di cortocircuito nei sistemi trifase in c.a.
Parte 4: Prescrizioni per
la sicurezza
Capitolo 43 - Protezione delle condutture contro le sovracorrenti
434. Protezione contro le correnti di cortocircuito
434.3 Caratteristiche dei dispositivi di protezione contro i cortocircuiti
Testo
Nota - La presente sezione considera solo il caso di cortocircuiti tra
i conduttori di uno stesso circuito.
434.3
Caratteristiche dei dispositivi di protezione contro i cortocircuiti
Ogni dispositivo di protezione contro i cortocircuiti deve rispondere
alle due seguenti condizioni:
434.3.1
Il potere di interruzione non deve essere inferiore alla corrente di cortocircuito
presunta nel punto di installazione. E' tuttavia ammesso l'utilizzo di
un dispositivo di protezione con potere di interruzione inferiore se a
monte è installato un altro dispositivo avente il necessario potere
di interruzione. In questo caso le caratteristiche dei due dispositivi
devono essere coordinate in modo che l'energia che essi lasciano passare
non superi quella che può essere sopportata senza danno dal dispositivo
situato a valle e dalle condutture protette da questi dispositivi.
Nota - In alcuni casi può essere necessario prendere in considerazione,
per i dispositivi situati a valle, altre caratteristiche, quali le sollecitazioni
dinamiche e l'energia d'arco.
Le informazioni necessarie devono essere ottenute dai costruttori di questi
dispositivi.
434.3.2
Tutte le correnti provocate da un cortocircuito che si presenti in un
punto qualsiasi del circuito devono essere interrotte in un tempo non
superiore a quello che porta i conduttori alla temperatura limite ammissibile.
Per i cortocircuiti di durata non superiore a 5 s, il tempo t necessario
affinché una data corrente di cortocircuito porti i conduttori
dalla temperatura massima ammissibile in servizio ordinario alla temperatura
limite può essere calcolato, in prima approssimazione, Formula:
vt = KS/I
dove:
t = durata in secondi
S = sezione in mm2;
I = corrente effettiva di cortocircuito in ampere, espressa in valore
efficace;
K = 115 per i conduttori in rame isolati in PVC;
135 per i conduttori in rame isolati con gomma ordinaria o gomma butilica;
143 per i conduttori in rame isolati con gomma etilenpropilenica e propilene
reticolato;
74 per i conduttori in alluminio isolati con PVC;
87 per i conduttori in alluminio isolati con gomma ordinaria, gomma butilica,
gomma etilenpropilenica o propilene reticolato;
115 corrispondente ad una temperatira di 160 ºC, per le giunzioni
saldate a stagno tra conduttori in rame.
Note: 1 - Per durate molto brevi (< 1,1 s) dove l'asimmetria della
corrente è notevole e per i dispositivi di protezione limitatori
di corrente, K2 S2 deve essere superiore al valore dell'energia (I2 t)
indicata dal costruttore del dispositvo di protezione come quella lasciata
passare da questo dispositivo.
2 - Altri valori di k sono allo studio per:
* conduttori di piccola sezione (in particolare per sezioni inferiori
a 10 mm2);
* durata del cprtocircuito superiori a 5 s
* altri tipi di giunzioni tra conduttori;
* conduttori nudi;
* cavi con isolamento minerale
3 - La corrente nominale del dispositivo di prtotezione contro i cortocircuiti
può essere superiore alla portata dei conduttori del circuito.
Commento
Nel presente Capitolo non sono considerati gli sforzi elettrodinamici
provocati sulle condutture dalle correnti di cortocircuito.
434.3
Caratteristiche dei dispositivi di protezione contro i cortocircuiti
Il dispositivo di protezione contro i cortocircuiti deve soddisfare anche
la condizione In ³ IB
434.3.1
Quando, come nel caso della Norma CEI 17-5, la Norma CEI riguardante i
dispositivi di protezione non fornisce informazioni sulle caratteristiche
di intervento di questi dispositivi, le informazioni relative devono essere
chieste al costruttore degli stessi dispositivi.
434.3.2
La formula indicata suppone che il riscaldamento dei conduttori, durante
il passaggio della corrente di cortocircuito, sia adiabatico.
La formula è meglio rappresentata nel modo seguente:
(I2t) <= K2S2
dove (I2) è l'integrale di Joule per la durata del cortocircuito
(in A2s).
Per i cortocircuiti di durata superiore ad alcuni periodi il valore di
(I2t) si può ottenere assumendo per I il valore efficace in ampere
della corrente di cortocircuito e per t la durata, in secondi, del cortocircuito
stesso; per durate brevi (< 0,1 s), quando l'asimmetria della corrente
di cortocircuito è rilevante, e per dispositivi limitatori dell'energia
passante, il valore (I2t) lasciato passare deve essere indicato dal costruttore
del dispositivo di protezione.
La formula deve essere verificata per un cortocircuito che si produca
in un punto qualsiasi della conduttura protetta (vedere anche l'articolo
435.1). I valori della costante K sono stati determinati sulla base dei
seguenti valori delle temperature massime ammesse durante il servizio
ordinario e durante il cortocircuito per l'isolamento dei cavi:
Tabella
Le temperature di 70 e 160 °C, rispettivamente per il servizio ordinario
e per il cortocircuito, si applicano alle giunzioni o terminazioni saldate
a stagno dei cavi in rame, qualunque sia il tipo di isolante impiegato.
In casi particolari, quando le correnti di cortocircuito non possano provocare
pericoli per le persone o danni all'ambiente, la verifica della sollecitazione
termica conseguente al cortocircuito può essere effettuata con
i criteri indicati negli ultimi tre capoversi dell'articolo 2.2.02 della
Norma CEI 11-17.
In attesa di altri valori di K per conduttori di piccola sezione si possono
usare quelli indicati nel presente articolo.
Per i cavi con isolamento minerale si possono assumere, in via prudenziale
e in base alle temperature iniziali di cui alla Tabella 52D del paragrafo
523.1.1 e alle temperature finali della Tabella 54E del paragrafo 543.1.1,
i seguenti valori di K:
- cavo in rame con guaina esterna in PVC: K = ( 0= 70 °C; f = 160
°C)
- cavi in rame nudo e a portata di mano: K =135 ( 0= 70 °C; f = 200
°C)
- cavi in rame nudo e non a portata di mano: K=200 ( 0= 105 °C; f
= 500 °C)
Parte 4: Prescrizioni per
la sicurezza
Capitolo 43 - Protezione delle condutture contro le sovracorrenti
434. Protezione contro le correnti di cortocircuito
434.4 Protezione contro i cortocircuiti di conduttori in parallelo
Testo
Nota - La presente sezione considera solo il caso di cortocircuiti tra
i conduttori di uno stesso circuito.
434.4
Protezione contro i cortocircuiti di conduttori in parallelo
Un unico dispositivo può proteggere contro i cortocircuiti più
conduttori in parallelo, a condizione che le caratteristiche di funzionamento
del dispositivo ed il modo di posa dei conduttori in parallelo siano coordinati
in modo appropriato.
Nota - Si deve tener conto delle condizioni che potrebbero presentarsi
nel caso di cortocircuiti che non interessino tutti i conduttori. Sono
allo studio prescrizioni particolareggiate al riguardo.
commento
Nel presente Capitolo non sono considerati gli sforzi elettrodinamici
provocati sulle condutture dalle correnti di cortocircuito.
Parte 4: Prescrizioni per la sicurezza
Capitolo 43 - Protezione delle condutture contro le sovracorrenti
435. Coordinamento tra la protezione contro i sovraccarichi e la protezione
contro i cortocircuiti
435.1 Protezione assicurata da un unico dispositivo
Testo
Se un dispositivo di protezione contro i sovraccarichi è in accordo
con le prescrizioni della Sezione 433 ed ha un potere di interruzione
non inferiore al valore della corrente di cortocircuito presunta nel suo
punto di installazione, si considera che esso assicuri anche la protezione
contro le correnti di cortocircuito della conduttura situata a valle di
quel punto.
Nota - Questo può non essere valido per alcuni tipi di interruttori,
specialmente per i tipi che non limitano la corrente, per l'intera gamma
delle correnti di cortocircuito; in questi casi la sua validità
deve essere verificata conformemente alle prescrizioni dell'art. 434.3.
Commento
Vedere commento e) all'articolo 533.3.
Parte 4: Prescrizioni per
la sicurezza
Capitolo 43 - Protezione delle condutture contro le sovracorrenti
435. Coordinamento tra la protezione contro i sovraccarichi e la protezione
contro i cortocircuiti
435.2 Protezione assicurata da dispositivi distinti
Testo
In questo caso si applicano separatamente le prescrizioni della Sezione
433 al dispositivo di protezione contro i sovraccarichi e le prescrizioni
della Sezione 434 al dispositivo di protezione contro i cortocircuiti.
Le caratteristiche dei dispositivi devono essere coordinate in modo tale
che l'energia (I2t) lasciata passare dal dispositivo di protezione contro
i cortocircuiti non superi quella che può essere sopportata senza
danno dal dispositivo di protezione contro i sovraccarichi.
Commento
In casi particolari può essere necessario considerare anche altre
caratteristiche, quali le sollecitazioni dinamiche e l'energia d'arco
ammissibile per il dispositivo a valle.
Informazioni per il coordinamento tra dispositivi di protezione devono
essere tratte dalle Norme relative a tali dispositivi o richieste ai relativi
costruttori.
Anche per le condutture protette contro i sovraccarichi con un dispositivo
diverso da quello che assicura la protezione contro i cortocircuiti vale
quanto detto in 435.1, ossia la verifica secondo 434.3.2 non è
usualmente richiesta per il punto più lontano della conduttura
da proteggere.
E' consigliabile installare il dispositivo di protezione contro i cortocircuiti
a monte del dispositivo di protezione contro i sovraccarichi.
Parte 4: Prescrizioni per
la sicurezza
Capitolo 43 - Protezione delle condutture contro le sovracorrenti
436. Limitazione delle sovracorrenti per mezzo delle caratteristiche dell'alimentazione
Testo
I conduttori non necessitano di protezione contro le correnti di sovraccarico
e di cortocircuito se sono alimentati da una sorgente che non sia in grado
di fornire una corrente superiore alla portata dei conduttori (per es.
alcuni trasformatori per suonerie, alcuni trasformatori per saldature
ed alcuni tipi di gruppi elettrogeni).
Parte 4: Prescrizioni per
la sicurezza
Capitolo 44 - Protezione contro le sovratensioni
441. Generalità
Testo
(Omessa)
Parte 4: Prescrizioni per
la sicurezza
Capitolo 44 - Protezione contro le sovratensioni
442. Protezione degli impianti contro i guasti tra i sistemi di II e III
categoria e la terra
Testo
Si applicano le prescrizioni della Norma CEI 11-8 (1990).
Commento
La protezione contro le sovratensioni dovute a cedimenti dell'isolamento
degli impianti di sistemi di II e III Categoria, in accordo con le prescrizioni
della Norma CEI 11-8, è basata sull'ipotesi che le sovratensioni
a 50 Hz siano dovute unicamente a guasti tra gli impianti dei sistemi
di II e III Categoria e le relative masse: si trascurano i guasti diretti
tra questi ultimi impianti e gli impianti a tensione inferiore.
Parte 4: Prescrizioni per
la sicurezza
Capitolo 44 - Protezione contro le sovratensioni
443. Protezione contro le sovratensioni di origine atmosferica o dovute
a manovre
Testo
(Allo studio)
Parte 4: Prescrizioni per
la sicurezza
Capitolo 45 - Protezione contro gli abbassamenti di tensione
451. Prescrizioni generali
Testo
451.1
Devono essere prese adeguate precauzioni se un abbassamento di tensione,
o la mancanza ed il successivo ripristino della tensione possono comportare
pericoli per le persone o per le cose. Adeguate precauzioni devono essere
prese anche quando una parte dell'impianto od un apparecchio utilizzatore
possono essere danneggiati da un abbassamento di tensione.
Non sono richiesti tuttavia dispositivi di protezione contro gli abbassamenti
di tensione se i danni all'impianto o all'apparecchio utilizzatore costituiscono
un rischio accettabile e non creano condizioni di pericolo per le persone.
451.2
I dispositivi che intervengono in caso di abbassamento di tensione possono
essere ritardati se l'apparecchio utilizzatore che essi proteggono può
sopportare senza danni interruzioni od abbassamenti di tensione di breve
durata.
451.3
L'utilizzo di contattori, con apertura e richiusura ritardata, non deve
impedire l'apertura istantanea di dispositivi di comando o di protezione.
451.4
Le caratteristiche dei dispositivi di protezione contro gli abbassamenti
di tensione devono essere compatibili con le prescrizioni relative all'avvio
ed all'uso degli apparecchi utilizzatori.
451.5
Se la richiusura di un dispositivo di protezione può dare luogo
a situazioni pericolose, tale richiusura non deve essere automatica.
Commento
451.1
Questa prescrizione si applica soprattutto al caso di apparecchi utilizzatori
che contengono motori in grado di ripartire dopo un arresto di tensione
od un suo abbassamento al di sotto di un determinato valore.
Dispositivi di protezione contro gli abbassamenti di tensione sono necessari
in particolare negli impianti di edifici nei quali vi siano alimentazioni
di servizi di sicurezza ed alimentazioni di riserva; i dispositivi di
protezione devono essere in grado di assicurare la messa in funzione di
questi servizi quando la tensione dell'alimentazione principale scenda
al disotto del limite di funzionamento corretto.
451.2
In genere sono considerate di breve durata interruzioni ed abbassamenti
di tensione di durata inferiore od uguale a 2 s.
Vedere anche la Sezione 535 che fornisce alcuni esempi di dispositivi
di protezione contro gli abbassamenti di tensione.
Parte 4: Prescrizioni per
la sicurezza
Capitolo 46 - Sezionamento e comando
460. Introduzione
Testo
460.
Introduzione
Per comando non automatico si deve intendere un comando manuale.
Commento
Vedere anche la Sezione 537 che fornisce prescrizioni per la scelta e
la installazione dei dispositivi di sezionamento e di comando.
460.
Introduzione
Per comando non automatico si deve intendere un comando manuale.
Parte 4: Prescrizioni per
la sicurezza
Capitolo 46 - Sezionamento e comando
461. Generalità
Testo
461.1
Ogni dispositivo previsto per il sezionamento od il comando deve soddisfare
le prescrizioni corrispondenti della Sezione 537, secondo la funzione
o le funzioni cui esso è destinato.
461.2
Nei sistemi TN-C, sul conduttore PEN non devono essere inseriti dispositivi
di sezionamento o di comando. Nei sistemi TN-S invece non sono richiesti
il sezionamento o l'interruzione del conduttore di neutro, salvo nei circuiti
a due conduttori fase neutro, quando tali circuiti abbiano a monte un
dispositivo di interruzione unipolare sul neutro, per es. un fusibile.
Nota - I conduttori di protezione non devono essere sezionati o aperti
in nessun sistema (543.3.3).
461.3
Le misure descritte nel presente Capitolo non rappresentano alternative
alle misure di protezione descritte nei Capitoli da 41 a 45, compresi.
Commento
Vedere anche la Sezione 537 che fornisce prescrizioni per la scelta e
la installazione dei dispositivi di sezionamento e di comando.
461.
Generalità
461.1
Qualora un dispositivo sia usato per più di una funzione esso deve
soddisfare le prescrizioni previste per ciascuna di esse.
461.2
La prescrizione non impedisce l'installazione, sul conduttore di protezione
e sul conduttore PEN, di un dispositivo di apertura manovrabile solo con
attrezzo, per permettere di effettuare misure, e di prese a spina su cavi
che comprendano, oltre a tutti i conduttori attivi, anche il conduttore
di protezione.
Sull'argomento del sezionamento o della interruzione del conduttore di
neutro nei sistemi TN-S non è stata ancora presa una decisione
comune in seno al CENELEC: alcuni Paesi richiedono, contrariamente all'Italia,
che il conduttore di neutro venga sempre sezionato od interrotto, dal
momento che ritengono che le condizioni di alimentazione siano tali da
non permettere di considerare lo stesso conduttore di neutro a potenziale
di terra in modo affidabile.
Altri per contro proibiscono di interrompere il conduttore neutro anche
nei sistemi TN-S.
A valle di un interruttore differenziale non devono essere installati
conduttori PEN, né devono essere eseguiti collegamenti tra neutro
e terra.
Parte 4: Prescrizioni per
la sicurezza
Capitolo 46 - Sezionamento e comando
462. Sezionamento
Testo
462.1
Ogni circuito deve poter essere sezionato dall'alimentazione. Il sezionamento
deve avvenire su tutti i conduttori attivi, fatta eccezione per quanto
indicato in 461.2.
Si può sezionare un gruppo di circuiti con uno stesso dispositivo
se le condizioni di servizio lo consentono.
462.2
Devono essere adottati mezzi idonei per evitare che qualsiasi componente
elettrico possa essere alimentato intempestivamente.
Nota - Tali precauzioni possono consistere in una o più delle seguenti
misure:
- blocco meccanico sul dispositivo di sezionamento;
- scritte od altre opportune segnalazioni;
- collocazione del dispositivo di sezionamento entro un locale od un involucro
chiusi a chiave.
La messa in cortocircuito ed a terra dei conduttori attivi può
essere utilizzata come misura complementare.
462.3
Quando un componente elettrico, oppure un involucro, contenga parti attive
collegate a più di una alimentazione, una scritta od altra segnalazione
deve essere posta in posizione tale per cui qualsiasi persona, che acceda
alle parti attive, sia avvertita della necessità di sezionare dette
parti dalle diverse alimentazioni, a meno che non sia previsto un interblocco
tale da assicurare che tutti i circuiti interessati siano sezionati.
462.4
Devono essere previsti mezzi appropriati per assicurare la scarica dell'energia
elettrica immagazzinata, quando essa possa costituire un pericolo per
le persone.
Commento
Vedere anche la Sezione 537 che fornisce prescrizioni per la scelta e
la installazione dei dispositivi di sezionamento e di comando.
462.
Sezionamento
462.1
L'espressione "se le condizioni di servizio lo consentono" significa
che è ammesso il sezionamento dei circuiti corrispondenti per permettere
di effettuare lavori di manutenzione o di riparazione fuori tensione.
462.4
Come mezzo appropriato si può considerare per es. un interruttore
che effettui il collegamento a terra dei conduttori attivi dei componenti
elettrici, quali condensatori o cavi, che possono essere causa di pericolo.
Parte 4: Prescrizioni per
la sicurezza
Capitolo 46 - Sezionamento e comando
463. Interruzione per manutenzione non elettrica
Testo
463.1
Quando la manutenzione non elettrica può comportare rischi per
le persone, si devono prevedere dispositivi di interruzione dell'alimentazione.
Note: 1 - Come apparecchiature meccaniche alimentate elettricamente si
intendono, oltre alle macchine rotanti, anche i sistemi di riscaldamento
e le apparecchiature elettromagnetiche.
2 - I sistemi alimentati in altro modo, per es. con alimentazione pneumatica,
idraulica od a vapore, non sono coperti dalle presenti Norme. In tali
casi, l'interruzione di qualsiasi alimentazione associata di elettricità
può non essere una misura sufficiente.
463.2
Devono essere presi adatti provvedimenti per evitare che le apparecchiature
meccaniche alimentate elettricamente vengano riattivate accidentalmente
durante la manutenzione non elettrica, a meno che i dispositivi di interruzione
non siano continuamente sotto il controllo delle persone addette a tale
manutenzione.
Nota - Detti provvedimenti possono consistere in una o più delle
seguenti misure:
- blocco meccanico sul dispositivo di interruzione;
- scritte od altre opportune segnalazioni;
- collocazione dei dispositivi di interruzione entro un locale o un involucro
chiusi a chiave.
Commento
Vedere anche la Sezione 537 che fornisce prescrizioni per la scelta e
la installazione dei dispositivi di sezionamento e di comando.
463.
Interruzione per manutenzione non elettrica
463.1
Esempi di applicazioni nelle quali si ricorre all'interruzione per manutenzione
non elettrica sono:
- gru;
- ascensori e montacarichi;
- scale mobili;
- trasportatori;
- macchine utensili;
- pompe.
Parte 4: Prescrizioni per
la sicurezza
Capitolo 46 - Sezionamento e comando
464. Comando ed arresto di emergenza
Testo
464.1
Devono essere previsti dispositivi per il comando di emergenza di qualsiasi
parte di un impianto in cui può essere necessario agire sull'alimentazione
per eliminare pericoli imprevisti.
464.2
Quando esista rischio di folgorazione, il dispositivo per il comando di
emergenza deve interrompere tutti i conduttori attivi, con l'eccezione
di quanto indicato in 461.2.
464.3
I dispositivi per il comando di emergenza (e per l'arresto di emergenza)
devono agire il più direttamente possibile sui conduttori di alimentazione
appropriati.
La sistemazione deve essere tale che l'interruzione dell'alimentazione
avvenga con un'unica azione.
464.4
La sistemazione del comando di emergenza deve essere tale che il suo funzionamento
non provochi altri pericoli, né interferisca nell'operazione completa
necessaria ad eliminare il pericolo.
464.5
Devono essere previsti dispositivi di arresto di emergenza quando i movimenti
prodotti elettricamente possono essere causa di pericoli.
Commento
Vedere anche la Sezione 537 che fornisce prescrizioni per la scelta e
la installazione dei dispositivi di sezionamento e di comando.
464.
Comando ed arresto di emergenza
464.1
Esempi di impianti in cui sono usati dispositivi per il comando di emergenza
(diversi da quelli per l'arresto di emergenza di cui in 464.5) sono:
- sistemi di pompaggio di liquidi infiammabili;
- sistemi di ventilazione;
- grandi calcolatori;
- lampade a scarica alimentate ad alta tensione;
- alcuni grandi edifici, come per es. i magazzini di vendita;
- laboratori per prove e ricerche elettriche;
- grandi cucine;
- centrali termiche;
- laboratori didattici.
464.3
L'azione del dispositivo per il comando e per l'arresto di emergenza sui
conduttori di alimentazione può avvenire sia direttamente sia a
distanza (tramite circuiti elettrici od altri sistemi di trasmissione,
per es. meccanici o pneumatici).
Un dispositivo per l'arresto di emergenza può essere comune a più
circuiti.
464.5
Esempi di impianti dove sono usati dispositivi di arresto di emergenza
sono:
- scale mobili;
- nastri trasportatori;
- porte azionate elettricamente;
- alcuni tipi di macchine utensili;
- impianti di lavaggio auto.
Per ascensori e per montacarichi valgono le prescrizioni del D.M. 587/87,
che si basa sulla Norma Europea EN 81: non è considerato necessario
un dispositivo per l'arresto di emergenza sul circuito di alimentazione,
essendo considerato sufficiente il dispositivo previsto sul circuito elettrico
degli stessi ascensori e montacarichi.
Parte 4: Prescrizioni per
la sicurezza
Capitolo 46 - Sezionamento e comando
465. Comando funzionale
465.1 Generalità
Testo
465.1.1
Un dispositivo di comando funzionale deve essere previsto per ogni parte
di un circuito che può richiedere di essere comandato indipendentemente
dalle altre parti dell'impianto.
465.1.2
I dispositivi di comando funzionale non devono necessariamente interrompere
tutti i conduttori attivi di un circuito.
Un dispositivo di comando unipolare non deve essere inserito sul conduttore
di neutro.
465.1.3
In generale, tutti gli apparecchi utilizzatori per i quali sia richiesto
il comando devono essere comandati da un adatto dispositivo di comando
funzionale.
Un singolo dispositivo di comando funzionale può comandare più
apparecchi destinati a funzionare contemporaneamente.
465.1.4
Le prese a spina aventi corrente nominale non superiore a 16 A possono
essere utilizzate per il comando funzionale.
465.1.5
I dispositivi di comando funzionale intesi ad assicurare la commutazione
dell'alimentazione da sorgenti diverse devono interrompere tutti i conduttori
attivi e non devono consentire di mettere in parallelo le alimentazioni
suddette, a meno che l'impianto non sia progettato specificatamente per
questa condizione.
In questi casi, non si deve prendere alcun provvedimento per la interruzione
dei conduttori PEN o di protezione.
Commento
Vedere anche la Sezione 537 che fornisce prescrizioni per la scelta e
la installazione dei dispositivi di sezionamento e di comando.
Parte 4: Prescrizioni per
la sicurezza
Capitolo 46 - Sezionamento e comando
465. Comando funzionale
465.2 Circuiti di comando (circuiti ausiliari)
Testo
I circuiti di comando devono essere progettati, disposti e protetti in
modo da limitare i pericoli derivanti da un guasto tra il circuito di
comando ed altre parti conduttrici che possa causare un cattivo funzionamento
(per es. manovre intempestive) dell'apparecchio comandato.
Commento
Vedere anche la Sezione 537 che fornisce prescrizioni per la scelta e
la installazione dei dispositivi di sezionamento e di comando.
Parte 4: Prescrizioni per
la sicurezza
Capitolo 46 - Sezionamento e comando
465. Comando funzionale
465.3 Comando dei motori
Testo
465.3.1
I circuiti di comando dei motori devono essere progettati in modo da evitare
che qualsiasi motore riparta automaticamente dopo un arresto dovuto ad
un abbassamento o ad una mancanza di tensione, se tale avvio può
causare pericolo.
465.3.2
Quando è prevista la frenatura di un motore a mezzo di inversione
di corrente si devono prendere provvedimenti atti ad evitare l'inversione
del senso di rotazione alla fine della frenata, se tale inversione può
causare pericolo.
465.3.3
Quando la sicurezza dipende dal senso di rotazione di un motore, si devono
prendere provvedimenti atti ad impedire il funzionamento in senso inverso
dovuto, per es., alla mancanza di una fase o ad un'inversione di fasi.
Commento
Vedere anche la Sezione 537 che fornisce prescrizioni per la scelta e
la installazione dei dispositivi di sezionamento e di comando.
465.3
Comando dei motori
Il presente articolo verrà trasferito in futuro nel Capitolo 55.
465.3.1
In casi particolari può essere necessario l'avviamento automatico
di un motore, dopo un arresto, quando per es. il mancato avviamento dopo
una breve interruzione dell'alimentazione possa essere causa di pericolo.
Parte 4: Prescrizioni per la sicurezza
Capitolo 47 - Applicazione delle prescrizioni per la sicurezza
470. Generalità
Testo
470.1
Devono essere applicate misure di protezione in accordo con le prescrizioni
del presente Capitolo ad ogni impianto, ad ogni parte dell'impianto e
ad ogni componente elettrico.
470.2
La scelta e l'applicazione delle misure di protezione secondo le varie
condizioni di influenze esterne devono essere in accordo con le indicazioni
del Capitolo 48 e le prescrizioni della Parte 7.
470.3
La protezione deve essere assicurata:
a) mediante i singoli componenti elettrici, oppure
b) mediante misure di protezione applicate durante l'installazione, oppure
c) mediante una combinazione di quanto indicato in a) e b), in accordo
con quanto richiesto dalle Sezioni che seguono del presente Capitolo.
470.4
Ci si deve assicurare che misure di protezione diverse nello stesso impianto
o nella stessa parte dell'impianto non possano influenzarsi od annullarsi
mutuamente.
Parte 4: Prescrizioni per
la sicurezza
Capitolo 47 - Applicazione delle prescrizioni per la sicurezza
471. Misure di protezione contro i contatti elettrici
471.1 Protezione contro i contatti diretti
Testo
Tutti i componenti elettrici devono essere oggetto di una delle misure
di protezione contro i contatti diretti descritti nelle sezioni 411 e
412.
Parte 4: Prescrizioni per
la sicurezza
Capitolo 47 - Applicazione delle prescrizioni per la sicurezza
471. Misure di protezione contro i contatti elettrici
471.2 Protezione contro i contatti indiretti
Testo
471.2.1
Fatta eccezione per quanto indicato in 471.2.2, tutti i componenti elettrici
che presentano pericolo di contatto indiretto devono essere oggetto di
una delle misure di protezione contro i contatti indiretti descritte nelle
Sezioni 411 e 413, nelle condizioni date da 471.2.1.1 a 471.2.1.3.
471.2.1.1
Si deve applicare in ogni impianto la protezione mediante interruzione
automatica dell'alimentazione (art. 413.1) con la eccezione per quelle
parti dell'impianto alle quali viene applicata un'altra misura di protezione.
471.2.1.2
Quando l'applicazione delle prescrizioni dell'art. 413.1 riguardanti la
protezione mediante interruzione automatica dell'alimentazione non sia
praticamente realizzabile o non sia desiderabile, la protezione per mezzo
di luoghi non conduttori (art. 413.3) o la protezione per mezzo di collegamento
equipotenziale locale non connesso a terra (art. 413.4) può essere
applicata ad alcune parti dell'impianto.
471.2.1.3
Le misure di protezione mediante SELV o PELV (art. 411.1), con l'uso di
componenti elettrici di classe II o con isolamento equivalente (art. 413.2)
e mediante separazione elettrica
(art. 413.5) possono venire applicate in ogni impianto, abitualmente tuttavia
vengono applicate ad alcuni componenti elettrici e ad alcune parti dell'impianto.
471.2.2
La protezione contro i contatti indiretti può essere omessa per
i seguenti casi:
- mensole a muro per isolatori di linee aeree, compresi i relativi accessori
metallici, se situate fuori portata di mano;
- pali di cemento armato con armatura metallica non accessibile;
- masse che, per le loro ridotte dimensioni (approssimativamente 50 x
50 mm) oppure per la loro disposizione, non possono venire afferrate o
determinare un contatto con una parte significativa del corpo umano, solo
quando la connessione con un conduttore di protezione non sia affidabile
o sia eseguibile con difficoltà;
Nota - Ci si riferisce ad esempio a viti, rivetti, targhe e graffe di
sostegno dei cavi.
Parte 4: Prescrizioni per
la sicurezza
Capitolo 47 - Applicazione delle prescrizioni per la sicurezza
472. (Omesso)
Parte 4: Prescrizioni per
la sicurezza
Capitolo 47 - Applicazione delle prescrizioni per la sicurezza
473. Misure di protezione contro le sovracorrenti
473.1 Protezione contro i sovraccarichi
473.1.1 Posizione dei dispositivi di protezione contro i sovraccarichi
Testo
Nota - Le prescrizioni della presente Sezione non tengono conto delle
influenze esterne. Per l'applicazione delle misure di protezione in relazione
alle influenze esterne, vedere il Capitolo 48 e la Parte 7.
473.1.1.1
(Omesso)
473.1.1.2
Il dispositivo che protegge una conduttura contro i sovraccarichi può
essere posto lungo il percorso di questa conduttura se nel tratto di conduttura
tra il punto in cui si presenta una variazione (di sezione, di natura,
di modo di posa o di costituzione) ed il punto in cui è posto il
dispositivo di protezione non vi siano né derivazioni né
prese a spina.
Commento
I montanti che collegano gli organi di misura e consegna centralizzati
alle rispettive unità immobiliari devono essere protetti contro
le sovracorrenti secondo le prescrizioni del Capitolo 43 e di questa Sezione.
Tale protezione deve essere assicurata da un dispositivo, installato subito
a valle dell'organo di misura e consegna, atto a garantire la protezione
contro i cortocircuiti ed anche la protezione contro i sovraccarichi ove
questa non sia garantita dai dispositivi installati in corrispondenza
dell'entrata del montante nell'unità immobiliare.
Il dispositivo di protezione alla base del montante, ossia del tronco
di condutture, a percorso generalmente verticale, che collega il punto
di misura e consegna dell'energia all'impianto utilizzatore con il suo
primo quadro, può essere omesso quando si verificano insieme le
seguenti tre condizioni:
a) sia presente ed accessibile all'utente l'interruttore automatico del
distributore di energia elettrica e tale interruttore automatico sia conforme
ai requisiti della Sezione 434;
b) le protezioni installate in corrispondenza dell'entrata del montante
dell'unità immobiliare siano atte a proteggere contro i sovraccarichi
il montante stesso;
c) il montante sia costruito in modo da rendere minimo il rischio di cortocircuito.
Questa condizione richiede tra l'altro un'adeguata protezione meccanica,
termica e contro l'umidità.
L'interruttore automatico del distributore (punto a)) o quello installato
a valle dell'organo di misura alla base del montante, se di caratteristiche
adatte, può anche essere utilizzato per il sezionamento (462.1)
del montante.
Nota - L'interruttore automatico installato dal distributore ha lo scopo
di limitare la potenza a disposizione dell'utente; il distributore non
è tenuto a garantire l'efficienza di tale dispositivo, ma ciò
non invalida la possibilità di usare tale interruttore quale dispositivo
di protezione e di sezionamento.
Parte 4: Prescrizioni per
la sicurezza
Capitolo 47 - Applicazione delle prescrizioni per la sicurezza
473. Misure di protezione contro le sovracorrenti
473.1 Protezione contro i sovraccarichi
473.1.2 Omissione dei dispositivi di protezione contro i sovraccarichi
Testo
Nota - Le prescrizioni della presente Sezione non tengono conto delle
influenze esterne. Per l'applicazione delle misure di protezione in relazione
alle influenze esterne, vedere il Capitolo 48 e la Parte 7.
473.1.2
Omissione dei dispositivi di protezione contro i sovraccarichi
I vari casi indicati nel presente paragrafo non si applicano agli impianti
elettrici situati in luoghi che presentano maggior rischio in caso di
incendio o pericolo di esplosione, né agli impianti elettrici di
ambienti ed applicazioni particolari per i quali vengono prescritte condizioni
diverse nella Sezione 482 e nella Parte 7.
Non è necessario prevedere dispositivi di protezione contro i sovraccarichi
per:
a) le condutture situate a valle di variazioni di sezione, di natura,
di modo di posa o di costituzione, ed effettivamente protette contro i
sovraccarichi da dispositivi di protezione posti a monte;
b) le condutture che alimentino apparecchi utilizzatori che non possono
dare luogo a correnti di sovraccarico, a condizione che queste condutture
siano protette contro i cortocircuiti in accordo con le prescrizioni della
Sezione 434 e che non abbiano né derivazioni né prese a
spina;
c) gli impianti di telecomunicazione, comando, segnalazione e simili.
Nota - Le condizioni di protezione contro i sovraccarichi degli impianti
citati al punto c) sono allo studio.
Commento
473.1.2
Omissione dei dispositivi di protezione contro i sovraccarichi
Per la protezione dei circuiti che entrano o attraversano gli ambienti
a maggior rischio in caso di incendio, vedere il punto 1) dell'art. 751.04.1
(ed il relativo Commento).
In tali ambienti il dispositivo di protezione contro i sovraccarichi deve
essere posto all'inizio del circuito.
Devono venire anche protette contro i sovraccarichi le condutture che
alimentano derivazioni o carichi per i quali in sede di progetto si sia
assunto un coefficiente di utilizzazione o di contemporaneità inferiore
ad 1.
Possono essere esenti dalle protezioni contro i sovraccarichi le condutture
che alimentano diverse derivazioni singolarmente protette contro i sovraccarichi,
quando la somma delle correnti nominali dei dispositivi di protezione
delle derivazioni sia inferiore od uguale alla portata della condutture
in questione.
Vengono mostrati qui di seguito esempi di realizzazione delle condizioni
a) e b).
a) Esempio della condizione a)
Figura
b) Esempi della condizione b)
b1) Conduttura alimentante un apparecchio utilizzatore che incorpori il
proprio dispositivo di protezione, a condizione che questo dispositivo
di protezione protegga la conduttura stessa contro i sovraccarichi.
Figura
b2) Conduttura alimentante un apparecchio utilizzatore che non possa dare
luogo a sovraccarichi e che non sia protetto contro i sovraccarichi, quando
la corrente di impiego di questo apparecchio utilizzatore non sia superiore
alla portata della conduttura.
Note: 1 - Esempi di apparecchi utilizzatori che non possono dare luogo
a sovraccarichi sono:
- gli apparecchi termici (scaldacqua, cucine, caloriferi, ecc.);
- i motori con corrente a rotore bloccato non superiore alla portata della
conduttura di alimentazione;
- gli apparecchi di illuminazione;
2 - Una presa a spina è un componente a valle del quale è
sempre possibile che si producano sovraccarichi.
Figura
b3) Conduttura alimentante due o più derivazioni protette individualmente
contro i sovraccarichi, a condizione che la somma delle correnti nominali
dei dispositivi di protezione delle derivazioni sia inferiore alla corrente
nominale del dispositivo che protegge contro i sovraccarichi la conduttura
stessa.
Figura
Parte 4: Prescrizioni per
la sicurezza
Capitolo 47 - Applicazione delle prescrizioni per la sicurezza
473. Misure di protezione contro le sovracorrenti
473.1 Protezione contro i sovraccarichi
473.1.3 Posizione od omissione dei dispositivi di protezione contro i
sovraccarichi nei sistemi IT
Testo
Nota - Le prescrizioni della presente Sezione non tengono conto delle
influenze esterne. Per l'applicazione delle misure di protezione in relazione
alle influenze esterne, vedere il Capitolo 48 e la Parte 7.
473.1.3
Posizione od omissione dei dispositivi di protezione contro i sovraccarichi
nei sistemi IT
Le prescrizioni di cui in 473.1.1.2 e 473.1.2, riguardanti la posizione
o l'omissione dei dispositivi di protezione contro i sovraccarichi, non
si applicano agli impianti IT, a meno che ogni circuito non protetto contro
i sovraccarichi non sia protetto da un interruttore differenziale, oppure
a condizione che tutti i componenti elettrici alimentati da un tale circuito
- comprese le condutture - siano realizzati in accordo con la misura di
protezione descritta nell'articolo 413.2.
Commento
473.1.3
Posizione od omissione dei dispositivi di protezione contro i sovraccarichi
nei sistemi IT
Negli impianti IT la corrente di doppio guasto a terra in due circuiti
diversi può avere un valore inferiore a quello della corrente di
cortocircuito minima di uno dei circuiti.
In tal caso le prescrizioni della Sezione 434 non possono venire rispettate
dal momento che il tempo di interruzione di questa corrente di doppio
guasto può risultare troppo lungo ed i conduttori di uno dei due
circuiti potrebbero superare le loro temperature ammissibili. Per questa
ragione i conduttori devono venire protetti contro i sovraccarichi.
Parte 4: Prescrizioni per la sicurezza
Capitolo 47 - Applicazione delle prescrizioni per la sicurezza
473. Misure di protezione contro le sovracorrenti
473.1 Protezione contro i sovraccarichi
473.1.4 Casi in cui l'omissione della protezione contro i sovraccarichi
è raccomandata per ragioni di sicurezza
Testo
Nota - Le prescrizioni della presente Sezione non tengono conto delle
influenze esterne. Per l'applicazione delle misure di protezione in relazione
alle influenze esterne, vedere il Capitolo 48 e la Parte 7.
473.1.4
Casi in cui l'omissione della protezione contro i sovraccarichi è
raccomandata per ragioni di sicurezza
L'omissione della protezione contro i sovraccarichi è raccomandata
per i circuiti che alimentano apparecchi utilizzatori in cui l'apertura
intempestiva del circuito potrebbe essere causa di pericolo.
Esempi di tali casi sono:
- i circuiti di eccitazione delle macchine rotanti;
- i circuiti di alimentazione degli elettromagneti di sollevamento;
- i circuiti secondari dei trasformatori di corrente;
- i circuiti che alimentano dispositivi di estinzione dell'incendio.
Nota - In tali casi si raccomanda di prevedere un dispositivo di allarme
che segnali eventuali sovraccarichi.
Parte 4: Prescrizioni per
la sicurezza
Capitolo 47 - Applicazione delle prescrizioni per la sicurezza
473. Misure di protezione contro le sovracorrenti
473.2 Protezione contro i cortocircuiti
473.2.1 Posizione dei dispositivi di protezione contro i cortocircuiti
Testo
Nota - Le prescrizioni della presente Sezione non tengono conto delle
influenze esterne. Per l'applicazione delle misure di protezione in relazione
alle influenze esterne, vedere il Capitolo 48 e la Parte 7.
473.2.1
Posizione dei dispositivi di protezione contro i cortocircuiti
Un dispositivo che assicuri la protezione contro i cortocircuiti deve
essere posto nel punto in cui una riduzione della sezione dei conduttori
od un'altra variazione dia luogo a una riduzione del coefficiente K, con
le eccezioni dei casi citati in 473.2.2 od in 473.2.3.
Parte 4: Prescrizioni per
la sicurezza
Capitolo 47 - Applicazione delle prescrizioni per la sicurezza
473. Misure di protezione contro le sovracorrenti
473.2 Protezione contro i cortocircuiti
473.2.2 Posizione alternativa dei dispositivi di protezione contro i cortocircuiti
Testo
Nota - Le prescrizioni della presente Sezione non tengono conto delle
influenze esterne. Per l'applicazione delle misure di protezione in relazione
alle influenze esterne, vedere il Capitolo 48 e la Parte 7.
473.2.2
Posizione alternativa dei dispositivi di protezione contro i cortocircuiti
I vari casi indicati nel presente paragrafo non si applicano agli impianti
situati in luoghi a maggior rischio in caso di incendio o con pericolo
di esplosione, né agli impianti elettrici di ambienti ed applicazioni
particolari, per i quali vengono date prescrizioni diverse nella Sezione
482 e nella Parte 7.
E' permesso disporre dispositivi di protezione contro i cortocircuiti
in un punto diverso da quello specificato in 473.2.1, nelle condizioni
indicate in 473.2.2.1 od in 473.2.2.2.
473.2.2.1
Il tratto di conduttura tra il punto di riduzione della sezione, o di
un'altra variazione, e la posizione del dispositivo di protezione soddisfa
contemporaneamente le tre condizioni seguenti:
a) la sua lunghezza non supera 3 m;
b) è realizzato in modo da ridurre al minimo il rischio di cortocircuito;
Nota - Questa condizione può essere ottenuta per esempio rinforzando
la protezione della conduttura contro le influenze esterne.
c) non è posto vicino a materiale combustibile.
473.2.2.2
Un dispositivo di protezione posto a monte della riduzione di sezione,
o di un'altra variazione, possiede una caratteristica di funzionamento
tale da proteggere contro i cortocircuiti, in accordo con quanto specificato
in 434.3.2, la conduttura situata a valle.
Commento
473.2.2.1
Con riferimento alla condizione b), le sollecitazioni esterne possono
essere per es. meccaniche, termiche o dovute all'umidità.
Parte 4: Prescrizioni per
la sicurezza
Capitolo 47 - Applicazione delle prescrizioni per la sicurezza
473. Misure di protezione contro le sovracorrenti
473.2 Protezione contro i cortocircuiti
473.2.3 Omissione dei dispositivi di protezione contro i cortocircuiti
Testo
Nota - Le prescrizioni della presente Sezione non tengono conto delle
influenze esterne. Per l'applicazione delle misure di protezione in relazione
alle influenze esterne, vedere il Capitolo 48 e la Parte 7.
473.2.3
Omissione dei dispositivi di protezione contro i cortocircuiti
È ammesso non prevedere dispositivi di protezione contro i cortocircuiti
per:
- le condutture che collegano generatori, trasformatori, raddrizzatori,
batterie di accumulatori ai rispettivi quadri di comando e protezione,
quando i dispositivi di protezione siano posti su questi quadri;
- i circuiti la cui apertura potrebbe comportare pericoli per il funzionamento
degli impianti interessati, quali quelli citati in 473.1.4;
- alcuni circuiti di misura;
a condizione che siano soddisfatte contemporaneamente le due condizioni
seguenti:
a) la conduttura sia realizzata in modo da ridurre al minimo il rischio
di cortocircuito;
b) la conduttura non sia posta in vicinanza di materiali combustibili.
Commento
473.2.3
Omissione dei dispositivi di protezione contro i cortocircuiti
L'omissione dei dispositivi di protezione contro i cortocircuiti è
ammessa anche nel caso in cui nel tratto di conduttura siano inseriti
altri componenti elettrici, sempre nell'osservanza delle due condizioni
a) e b).
Parte 4: Prescrizioni per
la sicurezza
Capitolo 47 - Applicazione delle prescrizioni per la sicurezza
473. Misure di protezione contro le sovracorrenti
473.3 Prescrizioni secondo la natura dei circuiti
473.3.1 Protezione dei conduttori di fase
Testo
Nota - Le prescrizioni della presente Sezione non tengono conto delle
influenze esterne. Per l'applicazione delle misure di protezione in relazione
alle influenze esterne, vedere il Capitolo 48 e la Parte 7.
473.3.1.1
La rilevazione delle sovracorrenti deve essere prevista per tutti i conduttori
di fase; essa deve provocare l'interruzione del conduttore nel quale la
sovracorrente è rilevata, ma non necessariamente l'interruzione
di altri conduttori attivi, con l'eccezione dei casi citati in 473.3.2.
473.3.1.2
Nei sistemi TN e TT tuttavia, per i circuiti alimentati tra le fasi e
nei quali il conduttore di neutro non sia distribuito, la rilevazione
delle sovracorrenti può non essere prevista su uno dei conduttori
di fase, a condizione che siano soddisfatte contemporaneamente le due
seguenti condizioni:
a) esista, nello stesso circuito o a monte, una protezione differenziale
destinata a provocare l'interruzione di tutti i conduttori di fase;
b) il conduttore di neutro non sia distribuito da un punto neutro artificiale
ricavato sui circuiti situati a valle del dispositivo di protezione differenziale
sopra citato in a).
Nota comune ai paragrafi 473.3.1.1 e 473.3.1.2 - Nel caso in cui l'apertura
di una sola fase possa essere causa di pericolo, per esempio nel caso
dei motori trifase, si devono prendere adeguate precauzioni.
Commento
473.3.1.1
Nei sistemi TN e TT, per i circuiti trifase senza neutro o per i circuiti
fase-fase, protetti con un interruttore differenziale, è ammesso
che una delle fasi non abbia un proprio dispositivo di protezione, purché
non sia distribuito un neutro artificiale ricavato a valle dell'interruttore
differenziale e siano soddisfatte le condizioni specificate nella Sezione
434.
Parte 4: Prescrizioni per
la sicurezza
Capitolo 47 - Applicazione delle prescrizioni per la sicurezza
473. Misure di protezione contro le sovracorrenti
473.3 Prescrizioni secondo la natura dei circuiti
473.3.2 Protezione del conduttore di neutro
Testo
Nota - Le prescrizioni della presente Sezione non tengono conto delle
influenze esterne. Per l'applicazione delle misure di protezione in relazione
alle influenze esterne, vedere il Capitolo 48 e la Parte 7.
473.3.2.1
Sistemi TT o TN
a) Quando la sezione del conduttore di neutro sia almeno uguale o equivalente
a quella dei conduttori di fase, non è necessario prevedere la
rilevazione delle sovracorrenti sul conduttore di neutro né un
dispositivo di interruzione sullo stesso conduttore.
b) Quando la sezione del conduttore di neutro sia inferiore a quella dei
conduttori di fase, è necessario prevedere la rilevazione delle
sovracorrenti sul conduttore di neutro, adatta alla sezione di questo
conduttore: questa rilevazione deve provocare l'interruzione dei conduttori
di fase, ma non necessariamente quella del conduttore di neutro.
473.3.2.1
Sistemi TT o TN
a) Quando la sezione del conduttore di neutro sia almeno uguale o equivalente
a quella dei conduttori di fase, non è necessario prevedere la
rilevazione delle sovracorrenti sul conduttore di neutro né un
dispositivo di interruzione sullo stesso conduttore.
b) Quando la sezione del conduttore di neutro sia inferiore a quella dei
conduttori di fase, è necessario prevedere la rilevazione delle
sovracorrenti sul conduttore di neutro, adatta alla sezione di questo
conduttore: questa rilevazione deve provocare l'interruzione dei conduttori
di fase, ma non necessariamente quella del conduttore di neutro.
Commento
473.3.2.2
Sistema IT
Nei sistemi IT si raccomanda di non distribuire il conduttore di neutro,
dal momento che un suo guasto a terra elimina i vantaggi di questi sistemi:
per alimentare eventuali apparecchi utilizzatori previsti per funzionare
con tensione di fase si può ricorrere a generatori distinti od
a trasformatori.
La seguente tabella mostra come si applicano le prescrizioni di 473.3.1,
473.3.2 e 473.3.3.
Parte 4: Prescrizioni per
la sicurezza
Capitolo 47 - Applicazione delle prescrizioni per la sicurezza
473. Misure di protezione contro le sovracorrenti
473.3 Prescrizioni secondo la natura dei circuiti
473.3.3 Interruzione del conduttore di neutro
Testo
Nota - Le prescrizioni della presente Sezione non tengono conto delle
influenze esterne. Per l'applicazione delle misure di protezione in relazione
alle influenze esterne, vedere il Capitolo 48 e la Parte 7.
473.3.3
Interruzione del conduttore di neutro
Quando sia richiesta l'interruzione del conduttore di neutro, l'interruzione
e la chiusura devono essere tali che il conduttore di neutro non debba
essere interrotto prima del conduttore di fase e che lo stesso conduttore
debba essere chiuso sostanzialmente nello stesso momento o prima del conduttore
di fase.
Parte 4: Prescrizioni per
la sicurezza
Capitolo 48 - Criteri per la scelta delle misure di protezione secondo
le varie condizioni di influenze esterne
481. Criteri per la scelta delle misure di protezione contro i contatti
diretti ed indiretti secondo le varie condizioni di influenze esterne
481.1 Generalità
Testo
481.1.1
Le prescrizioni riportate in 481.2 e 481.3 indicano le misure di protezione
contro i contatti diretti ed indiretti, definite nel Capitolo 41, tra
le quali sono praticamente scelte quelle applicate tenendo conto delle
condizioni delle influenze esterne, negli ambienti a maggior rischio e
nelle applicazioni particolari trattati nella Parte 7.
481.1.2
Quando in questa Sezione sono previste diverse misure di protezione, la
scelta, nella Parte 7, delle misure appropriate dipende dalle condizioni
locali e dalla natura degli apparecchi utilizzatori alimentati.
Commento
481.1.1
In pratica sono determinanti per la scelta delle misure di protezione
contro i contatti diretti ed indiretti negli ambienti e nelle applicazioni
particolari trattati nella Parte 7 solo le seguenti condizioni di influenze
esterne: grado di addestramento delle persone; valore della resistenza
elettrica del corpo umano; possibilità di contatto delle persone
con il potenziale di terra.
Le altre condizioni esterne non hanno praticamente alcuna influenza sulla
scelta e sulla applicazione delle misure di protezione contro i contatti
diretti ed indiretti, ma devono essere prese in considerazione per la
scelta dei componenti dell'impianto.
Parte 4: Prescrizioni per
la sicurezza
Capitolo 48 - Criteri per la scelta delle misure di protezione secondo
le varie condizioni di influenze esterne
481. Criteri per la scelta delle misure di protezione contro i contatti
diretti ed indiretti secondo le varie condizioni di influenze esterne
481.2 Scelta delle misure di protezione contro i contatti diretti
Testo
481.2.1
Le misure di protezione mediante isolamento delle parti attive (412.1)
e mediante involucri o barriere (412.2) si applicano in tutte le condizioni
di influenze esterne.
481.2.2
Le misure di protezione mediante ostacoli, secondo quanto indicato in
412.3, o mediante distanziamento, secondo quanto indicato in 412.4, sono
permesse in locali accessibili solo a persone addestrate, se sono soddisfatte
le seguenti condizioni:
- siano osservate le prescrizioni indicate in 481.2.4.1 e 481.2.4.3;
- i luoghi siano chiaramente e visibilmente contrassegnati mediante opportune
segnalazioni.
481.2.3
La protezione contro i contatti diretti non è richiesta nei luoghi
accessibili solo a persone addestrate, se sono soddisfatte contemporaneamente
le seguenti condizioni:
- i luoghi siano indicati chiaramente e visibilmente mediante appropriate
segnalazioni e non sia possibile accedere ad essi se non mediante mezzi
speciali;
- le porte di ingresso in questi luoghi permettano una facile uscita verso
l'esterno e, anche se esse sono chiuse esternamente con una chiave, sia
possibile aprirle dall'interno senza l'uso di una chiave;
- per i passaggi, siano rispettate distanze minime indicate in 481.2.4.2
e 481.2.4.3.
Commento
481.2.3
In Italia la protezione contro i contatti diretti è spesso prevista
anche nei casi indicati da questo articolo; tale protezione contro i contatti
diretti è consigliabile, anche se non richiesta da documenti internazionali,
in particolare quando l'accesso a tali luoghi è frequente.
In caso di lavori sotto tensione si applicano le Norme relative (attualmente
Progetto CEI C.555).
Capitolo 48 - Criteri per
la scelta delle misure di protezione secondo le varie condizioni di influenze
esterne
481. Criteri per la scelta delle misure di protezione contro i contatti
diretti ed indiretti secondo le varie condizioni di influenze esterne
481.2 Scelta delle misure di protezione contro i contatti diretti
481.2.4 Distanze minime da rispettare nei passaggi di servizio o di manutenzione
Testo
Nota - Le quote indicate qui di seguito sono da considerare minimi assoluti;
altre considerazioni riguardanti per es. le posizioni di lavoro e le possibilità
di uscita dai luoghi in esame possono rendere necessaria l'adozione di
valori più elevati.
481.2.4.1
Le seguenti distanze devono essere rispettate per assicurare una protezione
secondo 412.3:
a) larghezza del passaggio tra ostacoli, tra organi di comando oppure
tra ostacoli od organi di comando e parete: 700 mm
b) altezza del passaggio all'interno del quadro: 2000 mm
Nota - Le quote sopra citate si applicano dopo che tutte le parti del
quadro siano state montate e siano state chiuse.
481.2.4.2
Nei luoghi per i quali non sia prevista l'applicazione di misure di protezione,
le seguenti distanze devono essere rispettate per quanto riguarda i passaggi
di servizio e di manutenzione:
a) quando il passaggio ha parti attive non protette disposte solo su un
lato:
a1) larghezza del passaggio tra parete e parti attive non protette: 1000
mm
a2) passaggio libero davanti a comandi (maniglie, ecc.): 700 mm
b) quando il passaggio ha parti attive non protette su entrambi i lati:
b1) larghezza del passaggio tra parti attive non protette e conduttori
attivi di ciascun lato:
b1.1) in un passaggio destinato alla manutenzione: 1000 mm
Nota - La distanza minima indicata si applica quando siano messe in posto
barriere prima di intraprendere lavori di manutenzione. In caso contrario,
è richiesta una distanza minima di 1500 mm.
b1.2) in un passaggio di servizio: 1200 mm
Nota - Quando il passaggio di servizio serve anche come passaggio per
la manutenzione, devono essere messe in posto barriere prima di intraprendere
i lavori di manutenzione. In caso contrario, è richiesta una distanza
minima di 1500 mm.
b2) passaggio libero tra organi di comando (maniglie, ecc.):
b2.1) in un passaggio di manutenzione: 900 mm
b2.2) in un passaggio di servizio: 1100 mm
c) altezza delle parti attive al di sopra del pavimento: 2300 mm.
481.2.4.3
I passaggi di manutenzione o di servizio che siano lunghi più di
20 m devono essere accessibili da entrambe le estremità. Per passaggi
più brevi, ma di lunghezza superiore a 6 m, si raccomanda l'accessibilità
da entrambe le estremità.
Commento
481.2.4.2
Le distanze risultanti dalle prescrizioni di questo paragrafo sono illustrate,
a titolo di esempio, nelle seguenti tre figure.
Capitolo 48 - Criteri per
la scelta delle misure di protezione secondo le varie condizioni di influenze
esterne
481. Criteri per la scelta delle misure di protezione contro i contatti
diretti ed indiretti secondo le varie condizioni di influenze esterne
481.3 Scelta delle misure di protezione contro i contatti indiretti
Testo
481.3.1
La misura di protezione mediante interruzione automatica dell'alimentazione
in accordo con le prescrizioni di 413.1 si applica in qualsiasi impianto
(481.3.1.1 e 481.3.1.2).
481.3.1.1
Negli impianti o parti di impianto per i quali la corrispondente Sezione
della Parte 7 (per es. Sezioni 704 e 705) limita la tensione di contatto
limite convenzionale a 25 V in c.a. od a
60 V in c.c. non ondulata, si applicano le seguenti prescrizioni:
- nei sistemi TN e IT, i tempi di interruzione massimi definiti nelle
Tabelle 41A e 41B devono essere sostituiti dai seguenti:
Tabella 48A - Tempi di interruzione massimi
- nei sistemi TT, la condizione di 413.1.4.2 è sostituita dalla
seguente:
RAIa <= 25
- nei sistemi IT, la condizione di 413.1.5.3 è sostituita dalla
seguente:
RTId<= 25
481.3.1.2
Negli impianti o parti di impianti trattati in 481.3.1.1, si possono applicare
le prescrizioni di cui in 413.1 se vengono adottate, in aggiunta, una
o entrambe le seguenti misure, secondo le indicazioni della Parte 7:
- applicazione di collegamenti equipotenziali supplementari in accordo
con le condizioni di 413.1.6.1,
- protezione mediante dispositivi a corrente differenziale, con la corrente
differenziale nominale di intervento non superiore a 30 mA.
Nota - Le condizioni del presente articolo permettono di provvedere alla
protezione dell'intero impianto in accordo con le condizioni generali
di 413.1, che si riscontrano nella maggior parte dello stesso impianto,
e di fornire misure di protezione supplementari nei luoghi per i quali
la Parte 7 richiede una limitazione della tensione di contatto limite
convenzionale.
481.3.2
La misura di protezione mediante l'impiego di componenti elettrici di
classe II o di componenti con isolamento equivalente, in accordo con 413.2,
si applica in tutte le situazioni, a meno che non siano date limitazioni
nella Parte 7.
Nota - Si ricorda che i componenti elettrici devono essere protetti adeguatamente
contro le influenze esterne.
481.3.3
La misura di protezione per mezzo di luoghi non conduttori è ammessa
solo nelle condizioni in cui non sia praticamente possibile alcun contatto
con la terra.
481.3.4
La misura di protezione per mezzo di collegamento equipotenziale locale
non collegato a terra è ammessa solo nelle condizioni in cui non
sia praticamente possibile alcun contatto con la terra.
481.3.5
La misura di protezione per separazione elettrica si può applicare
in tutte le situazioni. Tuttavia, in determinate condizioni ambientali
(Parte 7 e in particolare Sezione 706) essa deve essere limitata all'alimentazione
di un solo apparecchio mobile per ogni trasformatore.
481.3.6
L'uso del sistema SELV in accordo con 411.1.4 oppure del sistema PELV
in accordo con 411.1.5 è considerato come una misura di protezione
contro i contatti indiretti applicabile in tutte le situazioni.
Note: 1 - In alcuni casi, la Parte 7 limita il valore della bassissima
tensione in c.a. ad un valore inferiore a 50 V, cioè a 25 V od
a 12 V.
2 - Quando si usa il sistema FELV è necessario adottare altre misure
di protezione contro i contatti indiretti (vedere 411.3.3).
481.3.7
In alcuni impianti o parti di impianti, per es. nei luoghi in cui le persone
possono essere immerse in acqua, la corrispondente Sezione della Parte
7 richiede misure di protezione particolari.
Commento
Le prescrizioni di questo articolo non sono intese per essere applicate
direttamente, ma sono state stese praticamente solo con lo scopo di servire
come riferimento per le prescrizioni date nella Parte 7 per gli ambienti
a maggior rischio e per le applicazioni particolari.
Capitolo 48 - Criteri per
la scelta delle misure di protezione secondo le varie condizioni di influenze
esterne
482. Scelta delle misure di protezione negli ambienti a maggior rischio
in caso di incendio
Testo
Si applicano le prescrizioni della Sezione 751 della Parte 7.
Parte 5: Scelta ed installazione
dei componenti elettrici
Capitolo 51 - Regole comuni a tutti i componenti elettrici
510. Generalità
Testo
510.1
La scelta dei componenti elettrici e la loro messa in opera devono permettere
di soddisfare le misure di protezione per la sicurezza, le prescrizioni
per un funzionamento corretto per l'uso previsto dell'impianto ed alle
prescrizioni appropriate alle influenze esterne previste.
510.2
Ogni componente dell'impianto deve essere scelto ed installato in modo
da soddisfare le prescrizioni del presente Capitolo e le prescrizioni,
in quanto applicabili, contenute in altri Capitoli della presente Norma.
Parte 5: Scelta ed installazione
dei componenti elettrici
Capitolo 51 - Regole comuni a tutti i componenti elettrici
511. Conformità alle Norme
Testo
511.1
Ogni componente elettrico deve essere conforme alle prescrizioni di sicurezza
delle rispettive Norme CEI che lo riguardano.
Commento
L'uso dei componenti elettrici conformi alle relative Norme CEI riguardanti
la sicurezza permette di soddisfare le prescrizioni di questa Sezione.
Quando un componente elettrico è provvisto di Marchio IMQ, esso
è considerato conforme alla Norma CEI senza necessità di
altre verifiche.
In mancanza di Marchio IMQ si presume che il componente risponda alle
prescrizioni di sicurezza delle Norme CEI quando esso sia provvisto di
un marchio o di un attestato di conformità alle Norme CEI od alle
Norme Armonizzate del CENELEC riguardanti la sicurezza, rilasciato dagli
organismi competenti per ciascuno degli Stati membri della Comunità
Economica Europea (art. 7 della Legge 791/77), oppure di una dichiarazione
di conformità a tali Norme rilasciata dal costruttore.
Si presume inoltre che il componente elettrico risponda alle prescrizioni
di sicurezza anche quando esso sia provvisto di un marchio o di un attestato
di conformità alle norme in materia di sicurezza di un altro Stato
membro della Comunità Economica Europea in cui il componente elettrico
sia stato prodotto, rilasciato come sopra, se dette norme sono riconosciute
tali da garantire una sicurezza equivalente a quella richiesta in Italia
(art. 5 Legge 791/77).
In mancanza di Norme CEI applicabili gli organismi notificati ai sensi
dell'art. 11 della Direttiva
CEE 23/73, possono rilasciare relazioni di conformità che precisino
che il componente elettrico risponde alle esigenze di sicurezza nelle
condizioni di impiego previste (art. 6 della Legge 791/77).
Si precisa che le prese a spina per uso domestico, che non rientrano nel
campo di applicazione della Legge 791/77, sono considerate conformi alle
prescrizioni di sicurezza, se sono provviste di Marchio IMQ o di un altro
marchio della Comunità Economica Europea che garantisca una sicurezza
equivalente.
Parte 5: Scelta ed installazione
dei componenti elettrici
Capitolo 51 - Regole comuni a tutti i componenti elettrici
512. Scelta dei componenti elettrici in funzione delle condizioni di esercizio
e delle influenze esterne
512.1 Condizioni di servizio
512.1.1 Tensione
Testo
I componenti elettrici devono essere adatti alla tensione nominale (valore
efficace in c.a.) di alimentazione dell'impianto.
Se, negli impianti IT, il conduttore di neutro è distribuito, i
componenti elettrici collegati tra fase e neutro devono essere isolati
per la tensione concatenata del sistema.
Nota - Per alcuni componenti elettrici può essere necessario tenere
conto della tensione più elevata e/o della tensione più
bassa che si possono avere nell'esercizio ordinario.
Commento
La tensione nominale di un componente elettrico non deve essere inferiore
alla tensione nominale dell'impianto.
Per i componenti elettrici il cui funzionamento dipenda dalla tensione,
le Norme CEI che li riguardano danno indicazioni sulla scelta del valore
della loro tensione nominale, tenendo conto delle variazioni della tensione
nominale dell'impianto.
Parte 5: Scelta ed installazione
dei componenti elettrici
Capitolo 51 - Regole comuni a tutti i componenti elettrici
512. Scelta dei componenti elettrici in funzione delle condizioni di esercizio
e delle influenze esterne
512.1 Condizioni di servizio
512.1.2 Corrente
Testo
I componenti elettrici devono essere scelti tenendo conto della corrente
(valore efficace in c.a.) che li percorre nell'esercizio ordinario.
I componenti elettrici devono essere anche in grado di sopportare le correnti
che li possono attraversare in condizioni di esercizio non ordinario per
periodi di tempo determinati dalle caratteristiche dei dispositivi di
protezione.
Parte 5: Scelta ed installazione
dei componenti elettrici
Capitolo 51 - Regole comuni a tutti i componenti elettrici
512. Scelta dei componenti elettrici in funzione delle condizioni di esercizio
e delle influenze esterne
512.1 Condizioni di servizio
512.1.3 Frequenza
Testo
Se la frequenza ha influenza sulle caratteristiche dei componenti elettrici,
la frequenza nominale di tali componenti elettrici deve corrispondere
alla frequenza della corrente nel circuito corrispondente.
Parte 5: Scelta ed installazione
dei componenti elettrici
Capitolo 51 - Regole comuni a tutti i componenti elettrici
512. Scelta dei componenti elettrici in funzione delle condizioni di esercizio
e delle influenze esterne
512.1 Condizioni di servizio
512.1.4 Potenza
Testo
I componenti elettrici scelti in base alle loro caratteristiche di potenza
devono essere adatti alle condizioni ordinarie di servizio, tenendo conto
dei coefficienti di utilizzazione.
Parte 5: Scelta ed installazione
dei componenti elettrici
Capitolo 51 - Regole comuni a tutti i componenti elettrici
512. Scelta dei componenti elettrici in funzione delle condizioni di esercizio
e delle influenze esterne
512.1 Condizioni di servizio
512.1.5 Compatibilità
Testo
A meno che non siano adottate opportune precauzioni durante la messa in
opera, tutti i componenti elettrici devono essere scelti in modo da non
causare effetti dannosi agli altri componenti elettrici, né all'alimentazione
durante il servizio ordinario, comprendendo in questo anche le manovre.
Commento
I componenti elettrici devono essere scelti in modo da non causare effetti
nocivi sugli altri componenti elettrici e sulla rete di alimentazione,
oppure devono essere prese in sede di installazione opportune precauzioni
(vedere Commento al Capitolo 33). Quando i componenti elettrici appartenenti
a sistemi elettrici diversi sono raggruppati in un medesimo insieme (quadri,
canalizzazioni, cassette ecc.) devono essere scelti o disposti in modo
da evitare influenze reciproche nocive.
Parte 5: Scelta ed installazione
dei componenti elettrici
Capitolo 51 - Regole comuni a tutti i componenti elettrici
512. Scelta dei componenti elettrici in funzione delle condizioni di esercizio
e delle influenze esterne
512.2 Influenze esterne
Testo
512.2.1
I componenti elettrici devono essere scelti e messi in opera prendendo
in considerazione le influenze esterne alle quali essi possono essere
sottoposti, per assicurare il loro corretto funzionamento e per assicurare
l'affidabilità delle misure di protezione per la sicurezza in accordo
con le prescrizioni della Parte 4.
Le caratteristiche dei componenti elettrici sono valide solo per le condizioni
indicate nelle relative Norme o nei relativi Documenti di Armonizzazione,
oppure se sono state effettuate prove adeguate nelle condizioni di influenze
esterne uguali a quelle che si presentano nell'impianto.
512.2.2
Se un componente elettrico non ha, per costruzione, le caratteristiche
corrispondenti alle influenze esterne del suo ambiente, può, ciononostante,
essere utilizzato a condizione che gli sia fornita un'adeguata protezione
supplementare al momento della messa in opera dell'impianto. Tale protezione
non deve influenzare in modo negativo il funzionamento del componente
elettrico così protetto.
512.2.3
Quando diverse influenze esterne si presentano contemporaneamente, esse
possono avere un effetto indipendente o possono influenzarsi reciprocamente
ed i gradi di protezione devono essere scelti di conseguenza.
Commento
Vedere commenti al Capitolo 32.
Si raccomanda che nei locali destinati ai bambini (asili e nidi d'infanzia)
od a persone disabili siano scelti componenti elettrici le cui superfici
accessibili non superino 60 °C in condizioni di servizio ordinario.
Capitolo 51 - Regole comuni
a tutti i componenti elettrici
513. Accessibilità
513.1 Generalità
Testo
Le prescrizioni di questa Sezione non precludono l'installazione di componenti
elettrici in luoghi non accessibili, per es. interrati, né l'uso
di connessioni isolate con miscela.
Si raccomanda di realizzare le condutture, con la eccezione di quelle
interrate, in modo da potere sostituire i conduttori od i cavi deteriorati,
di non annegare cioè i cavi direttamente in pareti. Questa raccomandazione
non si applica ai cavi con isolamento minerale con guaina aggiuntiva in
materiale non metallico, purché le giunzioni siano eseguite entro
cassette, ed ai cavi scaldanti (vedere 521.1 e Tabella 52 A ).
Commento
Le prescrizioni di questa Sezione non precludono l'installazione di componenti
elettrici in luoghi non accessibili, per es. interrati, né l'uso
di connessioni isolate con miscela.
Si raccomanda di realizzare le condutture, con la eccezione di quelle
interrate, in modo da potere sostituire i conduttori od i cavi deteriorati,
di non annegare cioè i cavi direttamente in pareti. Questa raccomandazione
non si applica ai cavi con isolamento minerale con guaina aggiuntiva in
materiale non metallico, purché le giunzioni siano eseguite entro
cassette, ed ai cavi scaldanti (vedere 521.1 e Tabella 52 A ).
Parte 5: Scelta ed installazione dei componenti elettrici
Capitolo 51 - Regole comuni a tutti i componenti elettrici
514. Identificazione
514.1 Generalità
Testo
Devono essere fornite targhe od altri mezzi appropriati di identificazione
per indicare la funzione degli apparecchi di manovra e di protezione,
a meno che non ci sia possibilità di confusione.
Se il funzionamento degli apparecchi di manovra e di protezione non può
essere rilevato dall'operatore e se ciò può dar luogo a
pericoli, deve essere previsto, in posizione visibile per l'operatore,
un adatto indicatore in accordo, per quanto applicabile, con le Norme
CEI 16-3 "Colori degli indicatori luminosi e dei pulsanti" e
CEI 16-5 "Senso di movimento degli attuatori di apparecchi elettrici".
Parte 5: Scelta ed installazione
dei componenti elettrici
Capitolo 51 - Regole comuni a tutti i componenti elettrici
514. Identificazione
514.2 Condutture elettriche
Testo
Le condutture elettriche devono essere disposte o contrassegnate in modo
tale da poter essere identificate per le ispezioni, le prove, le riparazioni
o le modifiche dell'impianto.
Commento
In genere le diverse condutture elettriche di un impianto sono sufficientemente
differenziate le une dalle altre, come tipo, dimensione o tracciato, per
permetterne la identificazione. Quando tuttavia questa identificazione
risulta difficile, si deve stendere uno schema topografico dell'impianto
ed indicare opportunamente la destinazione dei vari circuiti, per es.
con etichette.
Quando si faccia uso dei colori per distinguere i cavi unipolari o le
anime dei cavi multipolari, per l'individuazione dei colori distintivi
dei cavi ci si deve attenere alla Tabella CEI-UNEL 00722.
Per l'identificazione dei cavi senza guaina mediante simboli si applica
la Norma CEI 16-1.
I conduttori nudi e le sbarre devono essere identificabili, per es., per
la loro forma o posizione, oppure mediante colori, cifre, simboli o segni
grafici, e la loro identificabilità può essere limitata
alle estremità ed ai punti di connessione.
Per l'identificazione dei conduttori di neutro e di protezione vedere
anche 514.3.
Parte 5: Scelta ed installazione
dei componenti elettrici
Capitolo 51 - Regole comuni a tutti i componenti elettrici
514. Identificazione
514.3 Identificazione dei conduttori di neutro e di protezione
Testo
514.3.1
I conduttori di neutro e di protezione, se separati, devono essere in
accordo con la Norma CEI 16-4 "Individuazione dei conduttori isolati
e dei conduttori nudi tramite colori".
514.3.2
I conduttori usati congiuntamente come neutro e conduttore di protezione
(PEN), quando sono isolati, devono essere contrassegnati secondo uno dei
metodi seguenti:
- verde/giallo su tutta la loro lunghezza con, in aggiunta, fascette blu
chiaro alle estremità;
- blu chiaro su tutta la loro lunghezza con, in aggiunta, fascette verde/giallo
alle estremità.
Commento
514.3.1
Quando si faccia uso di colori, il bicolore giallo-verde deve essere riservato
ai conduttori di protezione (ivi compresi i conduttori di terra ed i conduttori
equipotenziali) ed il colore blu chiaro deve essere destinato al conduttore
di neutro (od al conduttore mediano).
In un cavo multipolare, in assenza di conduttore di neutro (o di conduttore
mediano), l'anima di colore blu chiaro può essere usata come conduttore
di fase.
Per i conduttori di messa a terra per ragioni funzionali, e non per ragioni
di sicurezza, non è imposto alcun colore: essi non devono esser
tuttavia identificati con la doppia colorazione giallo-verde ed i morsetti
corrispondenti devono portare i simboli corrispondenti definiti nella
Norma CEI 16-2.
Capitolo 51 - Regole comuni a tutti i componenti elettrici
514. Identificazione
514.4 Dispositivi di protezione
Testo
I dispositivi di protezione devono essere disposti ed identificati in
modo che i circuiti protetti possano essere facilmente riconosciuti; a
questo scopo può essere conveniente raggrupparli in quadri di distribuzione.
Commento: Il senso di manovra degli attuatori ed il colore degli indicatori
devono essere conformi alle Norme CEI 16-5 e 16-3.
Parte 5: Scelta ed installazione dei componenti elettrici
Capitolo 51 - Regole comuni a tutti i componenti elettrici
514. Identificazione
514.5 Schemi
Testo
514.5.1
In genere devono essere forniti schemi, diagrammi o tabelle, in accordo
con la Norma CEI 3-32 "Raccomandazioni generali per la preparazione
degli schemi elettrici", che indichino in particolare:
- il tipo e la composizione dei circuiti (punti di utilizzazione, numero
e sezione dei conduttori, tipo di condutture elettriche);
- le caratteristiche necessarie all'identificazione dei dispositivi che
svolgono la funzione di protezione, di sezionamento e di comando e la
loro dislocazione.
Per gli impianti non soggetti ad obblighi di progettazione le informazioni
sopra citate possono essere date sotto forma di elenco dei relativi componenti
elettrici.
514.5.2
I segni grafici utilizzati devono essere scelti tra quelli delle Norme
CEI preparate dal CT 3.
Commento
Gli schemi e le altre indicazioni che indichino la natura e la formazione
dei circuiti e le caratteristiche e la posizione dei dispositivi di protezione
devono essere forniti quando questo sia specificato negli accordi tra
committente ed installatore, ed in ogni caso quando sia necessario per
l'esercizio e la manutenzione dell'impianto.
Si veda in ogni caso quanto disposto dalla Legge 46/90.
Parte 5: Scelta ed installazione
dei componenti elettrici
Capitolo 51 - Regole comuni a tutti i componenti elettrici
515. Prevenzione di influenze reciproche dannose
Testo
515.1
I componenti elettrici devono essere scelti ed installati in modo da evitare
qualsiasi influenza dannosa tra l'impianto elettrico e gli impianti non
elettrici.
515.2
Quando i componenti elettrici percorsi da correnti di tipo diverso o di
tensione diversa sono raggruppati in uno stesso assieme (quale un quadro,
un armadio, un banco di comando od una cassetta), tutti i componenti elettrici
che appartengono ad uno stesso tipo di corrente o ad una stessa tensione
devono essere separati in modo efficace quando questo sia necessario per
evitare un'influenza reciproca dannosa.
Commento
515.2
In proposito si vedano anche le Norme CEI di prodotto, in particolare
le Norme CEI 17-13 e 17-13/1.
Parte 5: Scelta ed installazione
dei componenti elettrici
Capitolo 52 - Scelta e messa in opera delle condutture (elettriche)
520. Generalità
Testo
520.1
Nella scelta e nella messa in opera delle condutture (elettriche) si devono
prendere in considerazione i principi fondamentali del Capitolo 13 applicabili
ai cavi ed ai conduttori, ai loro morsetti e alle loro giunzioni, ai loro
supporti ed ai loro involucri o metodi di protezione contro le influenze
esterne.
Commento
520.1
Le prescrizioni di questo capitolo si applicano anche ai conduttori di
protezione, per quanto non in contrasto con le prescrizioni del Capitolo
54.
Le principali Norme CEI riguardanti le condutture ed i loro elementi componenti
sono le seguenti:
a) Per i cavi:
- Norma CEI 20-19: Cavi isolati con gomma;
- Norma CEI 20-20: Cavi isolati con polivinilcloruro;
- Norma CEI 20-38: Cavi isolati con gomma non propaganti l'incendio e
a basso sviluppo di fumi e gas tossici e corrosivi;
- Norma CEI 20-39: Cavi ad isolamento minerale.
b) Per i tubi protettivi, i canali ed i loro accessori:
- Norma CEI 23-8: Tubi protettivi rigidi in PVC e accessori;
- Norma CEI 23-14: Tubi protettivi flessibili in PVC e loro accessori;
- Norma CEI 23-17: Tubi protettivi pieghevoli autorinvenenti di materiale
termoplastico non autoestinguente;
- Norma CEI 23-19: Canali portacavi in materiale plastico e loro accessori
ad uso battiscopa;
- Norma CEI 23-25: Tubi per le installazioni elettriche;
- Norma CEI 23-31: Sistemi di canali metallici e loro accessori ad uso
portacavi e portapparecchi;
- Norma CEI 23-32: Sistemi di canali di materiale plastico isolante e
loro accessori ad uso portacavi e portapparecchi per soffitto e pareti.
Per i condotti sbarre vedere l'art. 521.4.
Ove, in edifici a destinazione primariamente residenziale (vedere Commento
a 314.1), siano previsti impianti utilizzatori alimentati attraverso organi
di misura e consegna centralizzati (in quanto raggruppati cioè
in un unico locale dell'edificio e destinati al servizio di più
unità immobiliari):
- i singoli montanti sono considerati come parte del rispettivo impianto
utilizzatore. Il conduttore di neutro non può essere utilizzato
in comune tra diversi montanti;
- ogni montante può essere costituito da un cavo multipolare con
guaina oppure da più cavi unipolari (in questo caso entro unica
conduttura);
- si raccomanda che i cavi, i tubi protettivi, i canali, le cassette terminali
e quelle eventuali disposte lungo i montanti siano distinti per ogni montante;
peraltro le cassette rompitratta o di ammarro, nelle quali i cavi sono
passanti senza morsetti, possono essere comuni a diversi circuiti;
- si raccomanda che i singoli montanti siano contrassegnati, per la loro
individuazione, almeno in corrispondenza delle due estremità;
- il tratto di conduttore di protezione al quale vanno collegati i conduttori
di protezione delle singole unità immobiliari, o parti di impianto
utilizzatore, può essere unico per un gruppo di montanti: in questo
caso si raccomanda che esso abbia un proprio tubo di protezione, cassette
di derivazione (ed eventualmente di ammarro) esclusive ed individuabili,
e che per tale conduttore la connessione alle singole derivazioni sia
possibile senza interruzione della sua continuità elettrica.
Parte 5: Scelta ed installazione
dei componenti elettrici
Capitolo 52 - Scelta e messa in opera delle condutture (elettriche)
521. Tipi di condutture
Testo
Nota - Si possono utilizzare tipi di condutture non considerati nel presente
Capitolo, a condizione che essi soddisfino le relative prescrizioni generali.
521.1
I tipi di posa delle condutture in funzione dei tipi di cavi utilizzati
devono essere in accordo con la Tabella52A - Scelta dei conduttori e dei
cavi in funzione dei tipi di posa
521.2
I tipi di posa delle condutture in funzione delle varie situazioni devono
essere in accordo con la Tabella52B - Messa in opera delle condutture
521.3
Nella Tabella 52C sono rappresentati esempi di tipi di posa.
Tabella52C - Esempi di condutture Parte 1
Tabella52C - Esempi di condutture Parte 2
Tabella52C - Esempi di condutture Parte 3
Tabella52C - Esempi di condutture Parte 4
Tabella52C - Esempi di condutture Parte 5
Tabella52C - Esempi di condutture Parte 6
Tabella52C - Esempi di condutture Parte 7
Commento
521.1
I cavi senza guaina sono sempre unipolari. Quando si citano i cavi con
guaina si intendono cavi unipolari con guaina o cavi multipolari.
Le prescrizioni per l'uso di cavi con conduttori piatti (Norma CEI 20-41)
per posa sotto tappeto a posa fissa (moquette) sono allo studio: per il
momento ci si deve attenere alle istruzioni che deve fornire il costruttore
ed in ogni caso i relativi circuiti devono venire protetti con interruttori
differenziali aventi corrente differenziale nominale £ 30 mA.
521.2
I tipi di posa 52 e 53 riguardanti i cavi con guaina incassati direttamente
nella muratura non erano ammessi nelle precedenti edizioni della presente
Norma: essi sono stati introdotti per ragioni di armonizzazione con la
normativa internazionale.
Si raccomanda tuttavia di realizzare impianti con cavi che possano essere
sfilati, per tutti gli evidenti vantaggi che questo tipo di impianto comporta
in caso di riparazioni e di ampliamenti.
Vedere anche il commento alla Sezione 513.
Parte 5: Scelta ed installazione
dei componenti elettrici
Capitolo 52 - Scelta e messa in opera delle condutture (elettriche)
521. Tipi di condutture
521.4 Condotti sbarre
Testo
Nota - Si possono utilizzare tipi di condutture non considerati nel presente
Capitolo, a condizione che essi soddisfino le relative prescrizioni generali.
I condotti sbarre devono essere in accordo con la Norma CEI 17-13 e devono
essere messi in opera secondo le istruzioni del costruttore. La loro installazione
deve tener conto delle prescrizioni delle Sezioni 522, 525, 526, 527,
528 e 529.
Parte 5: Scelta ed installazione
dei componenti elettrici
Capitolo 52 - Scelta e messa in opera delle condutture (elettriche)
521. Tipi di condutture
521.5 Circuiti a corrente alternata
Testo
Nota - Si possono utilizzare tipi di condutture non considerati nel presente
Capitolo, a condizione che essi soddisfino le relative prescrizioni generali.
521.5
Circuiti a corrente alternata
I conduttori dei circuiti a c. a. installati entro involucri di materiale
ferromagnetico devono essere disposti in modo che i conduttori di tutte
le fasi e l'eventuale conduttore di neutro siano contenuti nello stesso
involucro.
Nota - Se questa condizione non è soddisfatta, si possono avere
riscaldamenti pericolosi dovuti ad effetti induttivi.
Commento
Nei sistemi IT (nel caso in cui dopo il primo guasto si presentino le
condizioni dei sistemi TN) e TN anche il conduttore di protezione dovrebbe
essere contenuto nello stesso involucro, se di materiale ferromagnetico,
dei conduttori attivi; in caso contrario l'impedenza del circuito di guasto
può risultare aumentata in modo tale da non potere rispettare le
condizioni di protezione contro i contatti indiretti.
Parte 5: Scelta ed installazione
dei componenti elettrici
Capitolo 52 - Scelta e messa in opera delle condutture (elettriche)
521. Tipi di condutture
521.6 Posa dei conduttori
Testo
Nota - Si possono utilizzare tipi di condutture non considerati nel presente
Capitolo, a condizione che essi soddisfino le relative prescrizioni generali.
521.6
Posa dei conduttori
E' permesso posare conduttori di sistemi di tensione diversi nella stessa
conduttura, a condizione che tutti i conduttori siano isolati per la tensione
nominale più elevata.
Parte 5: Scelta ed installazione
dei componenti elettrici
Capitolo 52 - Scelta e messa in opera delle condutture (elettriche)
522. Scelta ed installazione in funzione delle influenze esterne
522.1 Temperatura ambiente
Testo
Nota - Nella presente Sezione sono considerate solo le influenze esterne
significative per le condutture.
522.1.1
Le condutture devono essere scelte e messe in opera in modo da essere
adatte per la temperatura ambiente locale più elevata e da assicurare
che la temperatura limite indicata nella Tabella52 D non sia superata.
522.1.2
I componenti delle condutture, compresi i cavi ed i loro accessori, devono
essere messi in opera e manipolati solo a temperature comprese entro i
limiti fissati dalle relative Norme o, in mancanza di esse, indicati dal
costruttore.
Tabella52A - Scelta dei conduttori e dei cavi in funzione dei tipi di
posa
Tabella52B - Messa in opera delle condutture
Tabella52C - Esempi di condutture Parte 1
Tabella52C - Esempi di condutture Parte 2
Tabella52C - Esempi di condutture Parte 3
Tabella52C - Esempi di condutture Parte 4
Tabella52C - Esempi di condutture Parte 5
Tabella52C - Esempi di condutture Parte 6
Tabella52C - Esempi di condutture Parte 7
Commento
La temperatura di riferimento per il calcolo delle condutture non interrate
è di 30 °C; tale valore può essere assunto come temperatura
ambiente anche se la temperatura effettiva in estate arriva per qualche
ora a 35 °C ed eccezionalmente a temperature superiori.
Per le condutture interrate la temperatura di riferimento per il calcolo
della portata è di 20 °C.
522.1.2
Durante le operazioni di posa o di spostamento dei cavi per installazione
fissa, la loro temperatura, per tutta la loro lunghezza e per tutto il
tempo in cui essi possono venire piegati o raddrizzati, non deve essere
inferiore a:
- per cavi isolati con carta impregnata: 3 °C
- per cavi isolati con PVC, o aventi rivestimento protettivo a base di
PVC: 0 °C
- per i cavi con isolante o rivestimento protettivo a base di materiali
elastomerici: -25 °C
I limiti di temperatura qui sopra ricordati sono da riferirsi ai cavi
stessi e non all'ambiente. Si deve tenere presente che i cavi avvolti
su bobina seguono con molto ritardo le variazioni della temperatura ambiente.
In ogni caso quando la temperatura ambiente è inferiore a -10 °C,
le condutture che hanno involucri isolanti o guaine in PVC non possono
venire né manipolate né sottoposte a sforzi meccanici.
Esempio 11: i cavi sono posti a piccola distanza dalle pareti.
Esempio 15: I cavi sono posti ad una distanza dalle pareti superiore a
circa un terzo del diametro del cavo.
Tabella52C - Parte 2
Parte 5: Scelta ed installazione
dei componenti elettrici
Capitolo 52 - Scelta e messa in opera delle condutture (elettriche)
522. Scelta ed installazione in funzione delle influenze esterne
522.2 Sorgenti esterne di calore
Testo
Nota - Nella presente Sezione sono considerate solo le influenze esterne
significative per le condutture.
522.2.1
Per evitare gli effetti del calore proveniente da sorgenti esterne, si
deve utilizzare uno dei seguenti metodi, oppure altri metodi parimente
efficaci, per proteggere le condutture:
- schermi di protezione;
- sufficiente allontanamento dalla sorgente di calore;
- scelta della conduttura tenendo conto delle sovratemperature che si
possono presentare;
- rinforzo locale o modifica del materiale isolante.
Nota - Il calore proveniente da sorgenti esterne può essere trasmesso
per irraggiamento, convezione o conduzione, da:
- tubazioni di distribuzione dell'acqua calda;
- apparecchi di illuminazione ed altri componenti dell'impianto elettrico;
- processi di fabbricazione;
- azione diretta del sole o del suo mezzo circostante; oppure
- mediante trasmissione da parte di materiali conduttori del calore.
Parte 5: Scelta ed installazione
dei componenti elettrici
Capitolo 52 - Scelta e messa in opera delle condutture (elettriche)
522. Scelta ed installazione in funzione delle influenze esterne
522.3 Presenza di acqua
Testo
Nota - Nella presente Sezione sono considerate solo le influenze esterne
significative per le condutture.
522.3.1
Le condutture devono essere scelte e messe in opera in modo che nessun
danno possa venire causato dall'ingresso dell'acqua. Ciò si ottiene
in genere quando ogni elemento della conduttura, dopo la messa in opera,
risulti conforme al grado di protezione IP necessario per il luogo nel
quale esso sia installato.
Nota - In generale, le guaine e gli involucri isolanti dei cavi per posa
fissa possono essere considerati, quando non siano stati danneggiati,
a prova di penetrazione di acqua. Può essere necessario prendere
speciali precauzioni per i cavi che si prevede siano soggetti a frequenti
getti d'acqua o siano sommersi.
522.3.2
Quando, nelle condutture, l'acqua si possa accumulare o condensare, si
devono prendere provvedimenti per la sua evacuazione.
522.3.3
Quando le condutture possono essere sottoposte ad onde, si deve assicurare
la protezione contro il danneggiamento meccanico mediante uno dei metodi
di cui in 522.6, 522.7 e 522.8.
Commento
Si devono prendere precauzioni affinché i cavi unipolari senza
guaina non rimangano a contatto con l'acqua all'interno delle condutture:
in particolare se queste condutture devono attraversare muri posti tra
locali presentanti condizioni di umidità molto diverse, tali da
dare luogo a condensa di acqua, queste condutture se non sono otturate,
devono venire inclinate verso il locale più umido.
Nel caso di torrette o calotte (sporgenti dal pavimento) e di cassette
(affioranti sul pavimento) situate in edifici a destinazione primariamente
residenziale (vedere Commento a 314.1), si raccomanda che le loro parti,
ad esclusione delle singole prese incorporate, assicurino almeno il grado
di protezione IP52 per l'accoppiamento meccanico sul piano del pavimento.
Il grado minimo di protezione di cui sopra non si riferisce all'applicazione
particolare su pavimenti sopraelevati o riportati (a pannelli accostati)
per la cui pulitura non si prevedono spargimenti di liquidi.
Parte 5: Scelta ed installazione
dei componenti elettrici
Capitolo 52 - Scelta e messa in opera delle condutture (elettriche)
522. Scelta ed installazione in funzione delle influenze esterne
522.4 Presenza di corpi solidi
Testo
Nota - Nella presente Sezione sono considerate solo le influenze esterne
significative per le condutture.
522.4.1
Le condutture devono essere scelte e messe in opera in modo da rendere
minimi i danni causati dall'ingresso di corpi solidi. Ciò si ottiene
in genere quando ogni elemento della conduttura, dopo la messa in opera,
risulti conforme al grado di protezione IP necessario per il luogo nel
quale esso sia installato.
522.4.2
Nei luoghi in cui la polvere sia presente in quantità significativa
si devono prendere precauzioni supplementari per impedire l'accumulo di
polvere o di altre sostanze in quantità tali da potere influenzare
in modo negativo la dissipazione del calore delle condutture.
Nota - Può essere necessario ricorrere ad un modo di posa che faciliti
la rimozione della polvere.
Commento
Nel caso di torrette o calotte (sporgenti dal pavimento) e di cassette
(affioranti sul pavimento) situate in edifici a destinazione primariamente
residenziale (vedere Commento a 314.1), si raccomanda che le loro parti,
ad esclusione delle singole prese incorporate, assicurino almeno il grado
di protezione IP52 per l'accoppiamento meccanico sul piano del pavimento.
Il grado minimo di protezione di cui sopra non si riferisce all'applicazione
particolare su pavimenti sopraelevati o riportati (a pannelli accostati)
per la cui pulitura non si prevedono spargimenti di liquidi.
Parte 5: Scelta ed installazione
dei componenti elettrici
Capitolo 52 - Scelta e messa in opera delle condutture (elettriche)
522. Scelta ed installazione in funzione delle influenze esterne
522.5 Presenza di sostanze corrosive od inquinanti
Testo
Nota - Nella presente Sezione sono considerate solo le influenze esterne
significative per le condutture.
522.5.1
Quando la presenza di sostanze corrosive od inquinanti, compresa l'acqua,
possa dare origine a corrosioni od a deterioramenti, le parti della conduttura
che potrebbero esserne influenzate devono essere adeguatamente protette
oppure costruite con materiali resistenti a tali sostanze.
522.5.2
Metalli diversi che possano dare luogo a coppie elettrolitiche non devono
essere posti in contatto tra di loro.
522.5.3
Materiali che possano causare deterioramenti reciproci od individuali
oppure degradazioni pericolose non devono essere posti in contatto tra
di loro.
Commento
522.5.1
Quando le sostanze corrosive od inquinanti siano di origine atmosferica
o, se dovute a processi chimici di uso corrente, siano tali da presentarsi
solo in modo intermittente od accidentale, è sufficiente utilizzare
cavi con guaina in PVC o condutture aventi involucri in PVC.
Quando invece le sostanze corrosive od inquinanti siano dovute a processi
chimici nocivi e siano tali da presentarsi in modo permanente, si devono
utilizzare cavi speciali protetti secondo la natura degli agenti chimici.
522.5.2
Si ricorda che nell'Appendice K della Norma CEI 74-2 è riportato
un elenco dei potenziali elettrochimici per un certo numero di coppie
di metalli comunemente utilizzati. In questa Norma CEI 74-2 è precisato
inoltre che la corrosione dovuta ad azione elettrochimica fra metalli
diversi a contatto è ridotta al minimo se il potenziale elettrochimico
combinato è inferiore a circa 0,6 V.
Parte 5: Scelta ed installazione
dei componenti elettrici
Capitolo 52 - Scelta e messa in opera delle condutture (elettriche)
522. Scelta ed installazione in funzione delle influenze esterne
522.6 Urti meccanici
Testo
Nota - Nella presente Sezione sono considerate solo le influenze esterne
significative per le condutture.
522.6.1
Le condutture devono essere scelte e messe in opera in modo tale da rendere
minimi i danni provocati da sollecitazioni meccaniche, per es. da urti
o schiacciamenti.
522.6.2
Quando negli impianti fissi possano aversi urti di media o di elevata
intensità, la protezione può essere assicurata mediante
uno dei seguenti metodi:
- scelta di condutture aventi caratteristiche meccaniche adeguate;
- scelta di un luogo adatto;
- uso, anche solo locale, di protezioni meccaniche supplementari;
oppure mediante una combinazione dei precedenti metodi.
Commento
Si possono utilizzare cavi che possano essere sottoposti in alcuni tratti
del loro percorso ad urti meccanici che non siano in grado di sopportare,
a condizione di prevedere per quei tratti una protezione meccanica supplementare.
Parte 5: Scelta ed installazione
dei componenti elettrici
Capitolo 52 - Scelta e messa in opera delle condutture (elettriche)
522. Scelta ed installazione in funzione delle influenze esterne
522.7 Vibrazioni
Testo
Nota - Nella presente Sezione sono considerate solo le influenze esterne
significative per le condutture.
522.7.1
Quando le condutture siano sostenute da o fissate a strutture o ad altri
componenti soggetti a vibrazioni di media o di elevata intensità,
esse devono risultare adatte per queste condizioni, per quanto riguarda
cavi e loro connessioni.
Nota - Si deve prestare particolare attenzione alle connessioni ad apparecchiature
vibranti. In questo caso si possono adottare localmente adeguati provvedimenti,
quali l'uso di cavi flessibili.
Commento
522.7.1
Vibrazioni di media e di elevata intensità non si verificano in
edifici a destinazione residenziale o similare.
Esse si possono verificare in alcune applicazioni industriali: in questi
casi non si devono usare cavi rigidi.
Parte 5: Scelta ed installazione
dei componenti elettrici
Capitolo 52 - Scelta e messa in opera delle condutture (elettriche)
522. Scelta ed installazione in funzione delle influenze esterne
522.8 Altre sollecitazioni meccaniche
Testo
Nota - Nella presente Sezione sono considerate solo le influenze esterne
significative per le condutture.
522.8.1
Le condutture devono essere scelte e messe in opera in modo da impedire,
durante la messa in opera, l'uso o la manutenzione, danneggiamenti alle
guaine, agli isolamenti dei cavi ed alle loro terminazioni.
522.8.1.1
Si raccomanda di prevedere la sfilabilità dei cavi; a tal fine
si consiglia che il diametro interno dei tubi protettivi sia pari almeno
a 1,3 volte il diametro del cerchio circoscritto al fascio di cavi che
essi sono destinati a contenere, con un minimo di 10 mm.
Per i canali e le passerelle a sezione diversa dalla circolare si consiglia
che il rapporto tra la sezione stessa e l'area della sezione retta occupata
dai cavi non sia inferiore a 2.
522.8.1.2
Questa prescrizione si applica alle curvature delle condutture lungo il
loro percorso principale: non si applica necessariamente alle curvature
che devono essere applicate alle estremità dei cavi di piccola
sezione per il raccordo permanente ai morsetti di apparecchi montati all'interno
di contenitori, quali scatole da incasso o piccoli quadri di distribuzione.
522.8.1.5
Questa prescrizione si applica in particolare alla posa di tubi protettivi
entro cunicoli od in cavità (entro strutture).
522.8.1.6
I tubi protettivi di materiale plastico installati sotto pavimento sono
considerati adeguati se sono del tipo pesante (rigido o flessibile) secondo
le Norme CEI 23-8 e 23-14 e del tipo medio (rigido o flessibile) secondo
la Norma CEI 23-25.
522.8.1.7
Le prescrizioni riportate nel primo capoverso non si oppongono a percorsi
obliqui per tratti molto brevi od a curvature quando tali curvature siano
necessarie per aggirare ostacoli oppure in pareti prefabbricate quando
questo venga richiesto da tecniche di fabbricazione.
Le condutture nei soffitti o nei pavimenti possono seguire il percorso
che sia in pratica più corto.
I tubi protettivi destinati ad essere annegati in strutture prefabbricate
devono essere del tipo in grado di resistere senza danneggiarsi alle sollecitazioni
meccaniche (ed alle temperature massime e minime) che possono verificarsi
durante la predisposizione e la formazione della struttura stessa. In
particolare i tubi protettivi pieghevoli autorinvenenti di materiale termoplastico
non autoestinguente conformi alla Norma CEI 23-17 sono considerati adatti
ad essere annegati in strutture prefabbricate.
Commento
522.8.1
La Tabella 52C mostra esempi di applicazione delle condutture che rispondono
alle prescrizioni del presente paragrafo.
Tabella52C - Esempi di condutture Parte 1
Tabella52C - Esempi di condutture Parte 2
Tabella52C - Esempi di condutture Parte 3
Tabella52C - Esempi di condutture Parte 4
Tabella52C - Esempi di condutture Parte 5
Tabella52C - Esempi di condutture Parte 6
Tabella52C - Esempi di condutture Parte 7
Per i cavi interrati si applicano le prescrizioni, relative ai cavi di
bassa tensione, della Norma CEI 11-17.
522.8.1.1
Si raccomanda di prevedere la sfilabilità dei cavi; a tal fine
si consiglia che il diametro interno dei tubi protettivi sia pari almeno
a 1,3 volte il diametro del cerchio circoscritto al fascio di cavi che
essi sono destinati a contenere, con un minimo di 10 mm.
Per i canali e le passerelle a sezione diversa dalla circolare si consiglia
che il rapporto tra la sezione stessa e l'area della sezione retta occupata
dai cavi non sia inferiore a 2.
522.8.1.2
Questa prescrizione si applica alle curvature delle condutture lungo il
loro percorso principale: non si applica necessariamente alle curvature
che devono essere applicate alle estremità dei cavi di piccola
sezione per il raccordo permanente ai morsetti di apparecchi montati all'interno
di contenitori, quali scatole da incasso o piccoli quadri di distribuzione.
522.8.1.5
Questa prescrizione si applica in particolare alla posa di tubi protettivi
entro cunicoli od in cavità (entro strutture).
522.8.1.6
I tubi protettivi di materiale plastico installati sotto pavimento sono
considerati adeguati se sono del tipo pesante (rigido o flessibile) secondo
le Norme CEI 23-8 e 23-14 e del tipo medio (rigido o flessibile) secondo
la Norma CEI 23-25.
522.8.1.7
Le prescrizioni riportate nel primo capoverso non si oppongono a percorsi
obliqui per tratti molto brevi od a curvature quando tali curvature siano
necessarie per aggirare ostacoli oppure in pareti prefabbricate quando
questo venga richiesto da tecniche di fabbricazione.
Le condutture nei soffitti o nei pavimenti possono seguire il percorso
che sia in pratica più corto.
I tubi protettivi destinati ad essere annegati in strutture prefabbricate
devono essere del tipo in grado di resistere senza danneggiarsi alle sollecitazioni
meccaniche (ed alle temperature massime e minime) che possono verificarsi
durante la predisposizione e la formazione della struttura stessa. In
particolare i tubi protettivi pieghevoli autorinvenenti di materiale termoplastico
non autoestinguente conformi alla Norma CEI 23-17 sono considerati adatti
ad essere annegati in strutture prefabbricate.
Parte 5: Scelta ed installazione
dei componenti elettrici
Capitolo 52 - Scelta e messa in opera delle condutture (elettriche)
522. Scelta ed installazione in funzione delle influenze esterne
522.9 Presenza di flora o di muffe
Testo
Nota - Nella presente Sezione sono considerate solo le influenze esterne
significative per le condutture.
522.9.1
Quando si sappia o si preveda che le condizioni siano tali da costituire
un pericolo, le condutture devono essere scelte di conseguenza oppure
devono essere adottate misure di protezione particolari.
Nota - Può essere necessario ricorrere ad un tipo di posa che faciliti
la rimozione di tali flore o muffe.
Parte 5: Scelta ed installazione
dei componenti elettrici
Capitolo 52 - Scelta e messa in opera delle condutture (elettriche)
522. Scelta ed installazione in funzione delle influenze esterne
522.10 Presenza di fauna
Testo
Nota - Nella presente Sezione sono considerate solo le influenze esterne
significative per le condutture.
522.10.1
Quando si sappia o si preveda che le condizioni siano tali da costituire
un pericolo, le condutture devono essere scelte di conseguenza oppure
devono essere adottate misure di protezione particolari, come per esempio:
- scelta di condutture aventi caratteristiche meccaniche adeguate;
- scelta di un luogo adatto;
- uso, anche solo locale, di protezioni meccaniche supplementari;
od una combinazione dei precedenti metodi.
Parte 5: Scelta ed installazione
dei componenti elettrici
Capitolo 52 - Scelta e messa in opera delle condutture (elettriche)
522. Scelta ed installazione in funzione delle influenze esterne
522.11 Irraggiamento solare
Testo
Nota - Nella presente Sezione sono considerate solo le influenze esterne
significative per le condutture.
522.11.1
Quando si sappia o si preveda di avere notevoli irraggiamenti solari,
si devono scegliere e mettere in opera condutture adatte a queste condizioni
oppure deve essere prevista una schermatura adeguata.
Nota - Vedere anche 522.2.1 per quanto riguarda le sovratemperature.
Commento
Devono essere presi in considerazione i rischi di invecchiamento dei materiali:
relative informazioni devono essere chieste ai costruttori degli elementi
costruttivi sottoposti ad irraggiamento solare.
Parte 5: Scelta ed installazione
dei componenti elettrici
Capitolo 52 - Scelta e messa in opera delle condutture (elettriche)
522. Scelta ed installazione in funzione delle influenze esterne
522.12 (Omesso)
Testo
Nota - Nella presente Sezione sono considerate solo le influenze esterne
significative per le condutture.
Omesso
Parte 5: Scelta ed installazione
dei componenti elettrici
Capitolo 52 - Scelta e messa in opera delle condutture (elettriche)
522. Scelta ed installazione in funzione delle influenze esterne
522.13 Vento
Testo
Nota - Nella presente Sezione sono considerate solo le influenze esterne
significative per le condutture.
522.13.1
Vedere quanto indicato in 522.7 (Vibrazioni) ed in 522.8 (Altre sollecitazioni
meccaniche).
Parte 5: Scelta ed installazione
dei componenti elettrici
Capitolo 52 - Scelta e messa in opera delle condutture (elettriche)
522. Scelta ed installazione in funzione delle influenze esterne
522.14 Struttura degli edifici
Testo
Nota - Nella presente Sezione sono considerate solo le influenze esterne
significative per le condutture.
522.14.1
Quando la struttura degli edifici presenta rischi di movimento, i supporti
dei cavi ed i sistemi di protezione utilizzati devono essere tali da permettere
il movimento relativo in modo che i conduttori ed i cavi non siano sottoposti
a sollecitazioni meccaniche eccessive.
522.14.2
Per le strutture flessibili o instabili si devono utilizzare condutture
flessibili.
Nota - Vedere quanto indicato in 522.7 (Vibrazioni), in 522.8 (Altre sollecitazioni
meccaniche) ed in 522.12 (Effetti sismici).
Commento
522.14.1
Rischi di movimento si presentano per es. in edifici di grande lunghezza
od in edifici costruiti su terreni non stabilizzati. In questi casi si
raccomanda l'uso di cavi flessibili nei punti degli edifici nei quali
siano possibili deformazioni.
Parte 5: Scelta ed installazione
dei componenti elettrici
Capitolo 52 - Scelta e messa in opera delle condutture (elettriche)
523. Portate
523.1 Generalità
Testo
Le prescrizioni del presente articolo sono destinate ad assicurare una
durata di vita soddisfacente dei conduttori e degli isolamenti sottoposti
agli effetti termici causati dal passaggio della corrente per periodi
prolungati ed in condizioni ordinarie di esercizio. Altre considerazioni
influenzano peraltro la scelta della sezione dei conduttori, quali le
prescrizioni per la protezione contro i contatti indiretti (Capitolo 41),
la protezione contro gli effetti termici (Capitolo 42), la protezione
contro le sovracorrenti (Capitolo 43), la caduta di tensione e le temperature
massime ammesse per i morsetti dei componenti ai quali i conduttori sono
collegati.
La presente Sezione si applica ai cavi con tensioni nominali sino a 1
kV, in c.a., od a 1,5 kV, in c.c., compresi.
Essa non tratta i cavi previsti per essere immersi in acqua.
523.1.1
La corrente massima (portata) ammissibile per periodi prolungati da qualsiasi
conduttore in servizio ordinario deve essere tale che la temperatura massima
di funzionamento non superi il valore appropriato indicato nella Tabella
52D. Il valore di tale corrente deve essere scelto in accordo con 523.1.2
oppure deve essere determinato in accordo con 523.1.3.
Tabella 52D - Massime temperature di servizio dei materiali isolanti
523.1.2
Le prescrizioni di 523.1.1 sono considerate come soddisfatte se le correnti
non superano le portate scelte secondo le relative tabelle CEI-UNEL (35024
e 35026). Per i tipi di cavi non trattati in queste Tabelle, le portate
devono essere determinate in accordo con quanto indicato in 523.1.3.
523.1.3
I valori della portata e dei fattori di riduzione per i raggruppamenti
di cavi che soddisfino le prescrizioni di 523.1.1 possono essere determinati
secondo i metodi della Pubblicazione IEC 287 (Norma CEI 20-21), oppure
mediante prove o con calcoli utilizzando un metodo riconosciuto, a condizione
che questo metodo venga precisato. Può essere necessario tener
conto delle caratteristiche del carico.
Commento
Per i cavi previsti per essere immersi in acqua si possono applicare le
prescrizioni riportate nella Norma CEI 11-17.
523.1.1
Tabella52D
La massima temperatura di servizio è di 60 °C per gli isolamenti
in gomma, ma si ammette che le portate siano le stesse che per i cavi
isolati in PVC.
523.1.2
I valori delle portate, indicati nella Tabella CEI-UNEL 35024, si applicano
ai cavi non armati.
I valori relativi ai cavi multipolari possono venire utilizzati anche
per i cavi armati, per i cavi con conduttore di protezione concentrico
e con guaina metallica, se contengono tutti i conduttori del circuito,
essendo gli errori nel senso della sicurezza.
Le variazioni pratiche nella costruzione dei cavi e le tolleranze di fabbricazione
danno luogo per ogni dimensione nominale ad una gamma di dimensioni effettive
possibili: i valori indicati nelle tabelle sono stati scelti in modo da
tenere conto di queste variazioni con sufficienti margini di sicurezza.
Quando si conoscano le dimensioni effettive dei cavi, i loro materiali,
il loro numero e le condizioni di posa in opera, le portate possono venire
determinate in accordo con 523.1.3.
Si precisa che gli esempi di condutture mostrati nella Tab. 52 C non corrispondono
a tutti i tipi di condutture ai quali si riferiscono i valori indicati
nelle Tabelle CEI-UNEL 35024 e 35026, a cui ci si deve per ora attenere
nella determinazione delle portate relative a questi tipi di condutture.
Tabella52C - Esempi di condutture Parte 1
Tabella52C - Esempi di condutture Parte 2
Tabella52C - Esempi di condutture Parte 3
Tabella52C - Esempi di condutture Parte 4
Tabella52C - Esempi di condutture Parte 5
Tabella52C - Esempi di condutture Parte 6
Tabella52C - Esempi di condutture Parte 7
E' allo studio la preparazione di una Pubblicazione CEI basata sul Rapporto
CENELEC R 64-001, che ha lo scopo di fornire i valori delle portate con
preciso riferimento agli esempi di condutture mostrati nella Tabella 52C.
Parte 5: Scelta ed installazione dei componenti elettrici
Capitolo 52 - Scelta e messa in opera delle condutture (elettriche)
523. Portate
523.2 Temperatura ambiente
Testo
Le prescrizioni del presente articolo sono destinate ad assicurare una
durata di vita soddisfacente dei conduttori e degli isolamenti sottoposti
agli effetti termici causati dal passaggio della corrente per periodi
prolungati ed in condizioni ordinarie di esercizio. Altre considerazioni
influenzano peraltro la scelta della sezione dei conduttori, quali le
prescrizioni per la protezione contro i contatti indiretti (Capitolo 41),
la protezione contro gli effetti termici (Capitolo 42), la protezione
contro le sovracorrenti (Capitolo 43), la caduta di tensione e le temperature
massime ammesse per i morsetti dei componenti ai quali i conduttori sono
collegati.
La presente Sezione si applica ai cavi con tensioni nominali sino a 1
kV, in c.a., od a 1,5 kV, in
c.c., compresi.
Essa non tratta i cavi previsti per essere immersi in acqua.
523.2.1
Il valore della temperatura ambiente cui riferirsi è quella del
mezzo circostante quando i cavi in esame non sono sotto carico.
523.2.2, 523.2.3, 523.2.4
(Omessi)
Commento
Per i cavi previsti per essere immersi in acqua si possono applicare le
prescrizioni riportate nella Norma CEI 11-17.
Parte 5: Scelta ed installazione
dei componenti elettrici
Capitolo 52 - Scelta e messa in opera delle condutture (elettriche)
523. Portate
523.3 (Omesso)
Testo
Le prescrizioni del presente articolo sono destinate ad assicurare una
durata di vita soddisfacente dei conduttori e degli isolamenti sottoposti
agli effetti termici causati dal passaggio della corrente per periodi
prolungati ed in condizioni ordinarie di esercizio. Altre considerazioni
influenzano peraltro la scelta della sezione dei conduttori, quali le
prescrizioni per la protezione contro i contatti indiretti (Capitolo 41),
la protezione contro gli effetti termici (Capitolo 42), la protezione
contro le sovracorrenti (Capitolo 43), la caduta di tensione e le temperature
massime ammesse per i morsetti dei componenti ai quali i conduttori sono
collegati.
La presente Sezione si applica ai cavi con tensioni nominali sino a 1
kV, in c.a., od a 1,5 kV, in
c.c., compresi.
Essa non tratta i cavi previsti per essere immersi in acqua.
523.3
(Omesso)
Commento
Per i cavi previsti per essere immersi in acqua si possono applicare le
prescrizioni riportate nella Norma CEI 11-17.
Parte 5: Scelta ed installazione
dei componenti elettrici
Capitolo 52 - Scelta e messa in opera delle condutture (elettriche)
523. Portate
523.4 (Omesso)
Testo
Le prescrizioni del presente articolo sono destinate ad assicurare una
durata di vita soddisfacente dei conduttori e degli isolamenti sottoposti
agli effetti termici causati dal passaggio della corrente per periodi
prolungati ed in condizioni ordinarie di esercizio. Altre considerazioni
influenzano peraltro la scelta della sezione dei conduttori, quali le
prescrizioni per la protezione contro i contatti indiretti (Capitolo 41),
la protezione contro gli effetti termici (Capitolo 42), la protezione
contro le sovracorrenti (Capitolo 43), la caduta di tensione e le temperature
massime ammesse per i morsetti dei componenti ai quali i conduttori sono
collegati.
La presente Sezione si applica ai cavi con tensioni nominali sino a 1
kV, in c.a., od a 1,5 kV, in
c.c., compresi.
Essa non tratta i cavi previsti per essere immersi in acqua.
523.4
(Omesso)
Commento
Per i cavi previsti per essere immersi in acqua si possono applicare le
prescrizioni riportate nella Norma CEI 11-17.
Parte 5: Scelta ed installazione
dei componenti elettrici
Capitolo 52 - Scelta e messa in opera delle condutture (elettriche)
523. Portate
523.5 Numero di conduttori sotto carico in un circuito
Testo
Le prescrizioni del presente articolo sono destinate ad assicurare una
durata di vita soddisfacente dei conduttori e degli isolamenti sottoposti
agli effetti termici causati dal passaggio della corrente per periodi
prolungati ed in condizioni ordinarie di esercizio. Altre considerazioni
influenzano peraltro la scelta della sezione dei conduttori, quali le
prescrizioni per la protezione contro i contatti indiretti (Capitolo 41),
la protezione contro gli effetti termici (Capitolo 42), la protezione
contro le sovracorrenti (Capitolo 43), la caduta di tensione e le temperature
massime ammesse per i morsetti dei componenti ai quali i conduttori sono
collegati.
La presente Sezione si applica ai cavi con tensioni nominali sino a 1
kV, in c.a., od a 1,5 kV, in c.c., compresi.
Essa non tratta i cavi previsti per essere immersi in acqua.
523.5.1
Il numero dei conduttori da considerare in un circuito è quello
dei conduttori che portano effettivamente la corrente di carico. Quando
si può supporre che in circuiti polifase i conduttori portino correnti
equilibrate, non è necessario prendere in considerazione il corrispondente
conduttore di neutro.
523.5.2
Quando il conduttore di neutro porta una corrente senza che si abbia una
corrispondente riduzione nel carico dei conduttori di fase, il conduttore
di neutro deve essere preso in considerazione nella determinazione del
numero dei conduttori sotto carico.
Nota - Tali correnti possono essere causate, per es., da correnti armoniche
significative nei circuiti trifase.
523.5.3
I conduttori utilizzati solo come conduttori di protezione non devono
essere tenuti in conto. I conduttori PEN devono essere considerati allo
stesso modo dei conduttori di neutro.
Commento
Per i cavi previsti per essere immersi in acqua si possono applicare le
prescrizioni riportate nella Norma CEI 11-17.
Parte 5: Scelta ed installazione
dei componenti elettrici
Capitolo 52 - Scelta e messa in opera delle condutture (elettriche)
523. Portate
523.6 Conduttori in parallelo
Testo
Le prescrizioni del presente articolo sono destinate ad assicurare una
durata di vita soddisfacente dei conduttori e degli isolamenti sottoposti
agli effetti termici causati dal passaggio della corrente per periodi
prolungati ed in condizioni ordinarie di esercizio. Altre considerazioni
influenzano peraltro la scelta della sezione dei conduttori, quali le
prescrizioni per la protezione contro i contatti indiretti (Capitolo 41),
la protezione contro gli effetti termici (Capitolo 42), la protezione
contro le sovracorrenti (Capitolo 43), la caduta di tensione e le temperature
massime ammesse per i morsetti dei componenti ai quali i conduttori sono
collegati.
La presente Sezione si applica ai cavi con tensioni nominali sino a 1
kV, in c.a., od a 1,5 kV, in
c.c., compresi.
Essa non tratta i cavi previsti per essere immersi in acqua.
523.6
Conduttori in parallelo
Le disposizioni particolari da prendere nel caso di cavi unipolari non
disposti a spirale consistono in genere nel posare i conduttori delle
diverse fasi con opportune trasposizioni e nel prevedere raccordi identici
e montati allo stesso modo.
Commento
Per i cavi previsti per essere immersi in acqua si possono applicare le
prescrizioni riportate nella Norma CEI 11-17.
523.6
Conduttori in parallelo
Le disposizioni particolari da prendere nel caso di cavi unipolari non
disposti a spirale consistono in genere nel posare i conduttori delle
diverse fasi con opportune trasposizioni e nel prevedere raccordi identici
e montati allo stesso modo.
Parte 5: Scelta ed installazione dei componenti elettrici
Capitolo 52 - Scelta e messa in opera delle condutture (elettriche)
523. Portate
523.7 Variazione delle condizioni di messa in opera lungo il percorso
Testo
Le prescrizioni del presente articolo sono destinate ad assicurare una
durata di vita soddisfacente dei conduttori e degli isolamenti sottoposti
agli effetti termici causati dal passaggio della corrente per periodi
prolungati ed in condizioni ordinarie di esercizio. Altre considerazioni
influenzano peraltro la scelta della sezione dei conduttori, quali le
prescrizioni per la protezione contro i contatti indiretti (Capitolo 41),
la protezione contro gli effetti termici (Capitolo 42), la protezione
contro le sovracorrenti (Capitolo 43), la caduta di tensione e le temperature
massime ammesse per i morsetti dei componenti ai quali i conduttori sono
collegati.
La presente Sezione si applica ai cavi con tensioni nominali sino a 1
kV, in c.a., od a 1,5 kV, in
c.c., compresi.
Essa non tratta i cavi previsti per essere immersi in acqua.
523.7
Variazione delle condizioni di messa in opera lungo il percorso
Quando i conduttori ed i cavi sono posti in opera lungo un percorso le
cui condizioni di dissipazione termica variano, le loro portate devono
essere determinate in funzione della parte del percorso che presenta le
condizioni più severe.
Se tuttavia per ragioni di protezione meccanica un cavo posato su pareti
viene fatto passare entro un tratto di tubo protettivo o di canale di
limitata lunghezza, non è necessario ridurre la portata a condizione
che questo tratto di tubo protettivo o di canale non sia incassato.
Commento
Per i cavi previsti per essere immersi in acqua si possono applicare le
prescrizioni riportate nella Norma CEI 11-17.
523.7
Variazione delle condizioni di messa in opera lungo il percorso Un tratto
di tubo protettivo o di canale viene considerato di limitata lunghezza
se non più lungo di un metro.
Parte 5: Scelta ed installazione dei componenti elettrici
Capitolo 52 - Scelta e messa in opera delle condutture (elettriche)
524. Sezioni dei conduttori
Testo
524.1
La sezione dei conduttori di fase nei circuiti a c. a. e dei conduttori
attivi nei circuiti a c.c. non deve essere inferiore ai valori dati nella
Tabella 52E.
Tabella52E - Sezioni minime dei conduttori
524.2
L'eventuale conduttore di neutro deve avere la stessa sezione dei conduttori
di fase:
- nei circuiti monofase a due fili, qualunque sia la sezione dei conduttori;
- nei circuiti polifase (e nei circuiti monofase a tre fili) quando la
dimensione dei conduttori di fase sia inferiore od uguale a 16 mm2 se
in rame od a 25 mm2 se in alluminio.
524.3
Nei circuiti polifase i cui conduttori di fase abbiano una sezione superiore
a 16 mm2 se in rame od a 25 mm2 se in alluminio il conduttore di neutro
può avere una sezione inferiore a quella dei conduttori di fase
se sono soddisfatte contemporaneamente le seguenti condizioni:
- la corrente massima, comprese le eventuali armoniche, che si prevede
possa percorrere il conduttore di neutro durante il servizio ordinario,
non sia superiore alla corrente ammissibile corrispondente alla sezione
ridotta del conduttore di neutro;
Nota - La corrente che fluisce nel circuito nelle condizioni di servizio
ordinario deve essere praticamente equilibrata tra le fasi.
- la sezione del conduttore di neutro sia almeno uguale a 16 mm2 se in
rame od a 25 mm2 se in alluminio.
Commento
524.2
Se il conduttore di neutro è utilizzato anche come conduttore di
protezione (conduttore PEN), le prescrizioni di questo articolo sono applicabili
solo nel caso siano compatibili con quelle della Sezione 543.1.
524.3
Quando gli apparecchi utilizzatori producano correnti armoniche di forte
valore, la sezione del conduttore di neutro non deve essere inferiore
a quella dei conduttori di fase, anche se le potenze degli apparecchi
utilizzati sono ripartite in modo uniforme tra le diverse fasi. Questo
è vero in particolare quando gli apparecchi alimentati contengono
lampade a scarica.
Si ricorda che il neutro può essere sovraccaricato anche a causa
di correnti parzializzate (controllo di fase).
In ogni caso il conduttore di neutro deve essere protetto contro le sovracorrenti
in accordo con le prescrizioni dell'articolo 473.3.2.
Parte 5: Scelta ed installazione
dei componenti elettrici
Capitolo 52 - Scelta e messa in opera delle condutture (elettriche)
525. Caduta di tensione negli impianti utilizzatori
Testo
Si raccomanda che la caduta di tensione tra l'origine dell'impianto utilizzatore
e qualunque apparecchio utilizzatore non sia superiore in pratica al 4%
della tensione nominale dell'impianto.
Cadute di tensione più elevate possono essere ammesse per i motori
durante i periodi di avviamento, o per altri componenti elettrici che
richiedano assorbimenti di corrente più elevati, con la condizione
che ci si assicuri che le variazioni di tensione rimangano entro i limiti
indicati nelle relative Norme CEI.
Possono non essere prese in considerazione condizioni transitorie dovute
ad un funzionamento di tipo non ordinario.
Commento
Si raccomanda che la caduta di tensione non superi, in qualsiasi punto
dell'impianto utilizzatore e col relativo carico di progetto, il 4% della
tensione nominale solo in mancanza di specifiche indicazioni da parte
del committente.
Parte 5: Scelta ed installazione
dei componenti elettrici
Capitolo 52 - Scelta e messa in opera delle condutture (elettriche)
526. Connessioni elettriche
Testo
526.1
Le connessioni tra i conduttori e tra i conduttori e gli altri componenti
devono assicurare una continuità elettrica duratura e presentare
un'adeguata resistenza meccanica.
526.2
Le connessioni devono essere situate in involucri che forniscano una protezione
meccanica adeguata.
526.3
La scelta dei mezzi di connessione deve tenere conto:
- del materiale dei conduttori e del loro isolamento;
- del numero e della forma delle anime dei conduttori;
- della sezione dei conduttori;
- del numero dei conduttori da collegare assieme.
Nota - Si raccomanda di evitare di usare connessioni saldate con apporto
di materiale a basso punto di fusione (per es. stagno) nei circuiti di
potenza. Se vengono utilizzate, esse devono essere progettate tenendo
conto dello scorrimento del materiale di apporto e delle sollecitazioni
meccaniche (522.6, 522.7 e 522.8).
526.4
Tutte le connessioni devono essere accessibili per l'ispezione, le prove
e la manutenzione, con l'eccezione dei seguenti casi:
- giunzioni di cavi interrati;
- giunzioni impregnate con un composto o incapsulate;
- connessioni tra le estremità fredde e gli elementi riscaldanti
dei sistemi di riscaldamento dei soffitti e dei pavimenti.
526.5
Se necessario, si devono prendere precauzioni per evitare che la temperatura
raggiunta dalle connessioni nel servizio ordinario danneggi l'isolamento
dei conduttori che ad esse siano collegati o che sostengano le stesse
connessioni.
Commento
526.1
Quando le connessioni sono realizzate utilizzando mezzi di connessione
destinati a questo scopo, questi devono essere scelti in modo tale da
assicurare che le stesse connessioni possano sopportare le sollecitazioni
provocate dalle correnti ammissibili nelle condutture in servizio ordinario,
dalle correnti di cortocircuito determinate sulla base delle caratteristiche
dei dispositivi di protezione e dalle vibrazioni previste nelle condizioni
ordinarie di servizio.
Le Norme CEI riguardanti i mezzi di connessione sopra citati forniscono
in genere sufficienti informazioni al riguardo.
Le connessioni realizzate all'interno di apparecchiature, per es. di quadri,
devono venire realizzate in accordo con le Norme relative a queste apparecchiature:
vedere in particolare la Norma
CEI 17-13/1, riguardante le apparecchiature costruite in fabbrica (ACF).
In canali e passerelle, le giunzioni e le derivazioni devono avere isolamento
elettrico e resistenza meccanica almeno equivalenti a quelli richiesti
per i cavi, in relazione alle condizioni di installazione; esse inoltre
devono avere nei confronti delle parti attive un grado di protezione almeno
IPXXB per i canali e comunque adatto al luogo di installazione per le
passerelle.
In canali e passerelle le giunzioni e le derivazioni devono essere nel
minor numero possibile; le giunzioni devono unire cavi dalle stesse caratteristiche
e dello stesso colore delle anime. Inoltre le condizioni del coefficiente
di riempimento devono tenere conto anche delle giunzioni e delle derivazioni.
526.3
La connessione sui morsetti di un apparecchio di conduttori che servono
alla alimentazione di altri apparecchi (il cosiddetto "repiquage")
è ammesso solo se i morsetti sono destinati a questo scopo (come
per es. per certi tipi di prese), o sono dimensionati in modo da potere
ricevere la sezione totale dei conduttori da collegare, e se la corrente
ammissibile sugli stessi morsetti non è inferiore alla corrente
di impiego del circuito a monte.
526.4
Questa prescrizione si applica in particolare alle cassette, che sono
destinate a fungere da rompitratta oppure a contenere dispositivi di giunzione,
derivazione o altri componenti non manovrabili dall'esterno, ispezionabili
mediante rimozione o apertura del coperchio, ed alle scatole, che sono
destinate a contenere apparecchi di protezione, sezionamento e comando.
Si raccomanda di non effettuare giunzioni entro scatole.
526.5
Tali precauzioni, da prendere in particolare nel caso di collegamenti
a portalampade, fusibili ed interruttori automatici, possono essere, per
esempio:
- distanziamento degli apparecchi;
- sistemazione appropriata degli apparecchi;
- aumento del volume all'interno dei quadri;
- ventilazione naturale o forzata;
- declassamento della corrente nominale degli apparecchi;
- impiego di cavi con sezione maggiorata;
- uso di capicorda;
- uso di cavi con isolamento in grado di sopportare temperature elevate.
Parte 5: Scelta ed installazione dei componenti elettrici
Capitolo 52 - Scelta e messa in opera delle condutture (elettriche)
527. Scelta e messa in opera delle condutture avente lo scopo di ridurre
al minimo la propagazione dell'incendio
527.1 Precauzioni da prendere all'interno di un ambiente chiuso
Testo
527.1.1
Il rischio di propagazione dell'incendio deve essere ridotto al minimo
mediante la scelta di materiali adeguati e la messa in opera in accordo
con le prescrizioni della Sezione 522.
527.1.2
Le condutture devono essere installate in modo tale che non siano ridotte
le caratteristiche della struttura dell'edificio e la sicurezza contro
l'incendio.
527.1.3
I cavi in grado di superare le prove della Norma CEI 20-35 ed i prodotti
che hanno la resistenza all'incendio richiesta dalla Norma CEI 23-25 e
da altre Norme CEI relative alle condutture possono essere installati
senza precauzioni particolari.
Nota - Negli impianti in cui si identifica un rischio specifico può
essere necessario utilizzare cavi che rispondano alle prove più
severe relative a cavi raggruppati, in accordo con la Norma
CEI 20-22.
527.1.4
I cavi che non siano in grado di superare almeno la prova di non propagazione
della fiamma della Norma CEI 20-35 devono, se sono utilizzati, essere
limitati a lunghezze brevi per il collegamento degli apparecchi alle condutture
fisse e non devono, in ogni caso, passare da un ambiente chiuso ad un
altro.
527.1.5
Le parti delle condutture diverse dai cavi che non soddisfano almeno le
prescrizioni relative alla propagazione della fiamma contenute nella Norma
CEI 20-35 e nelle altre norme CEI relative alle condutture ma che soddisfano
per tutto il resto le prescrizioni della Norma CEI 23-25 e delle altre
Norme CEI relative alle condutture devono, se sono utilizzate, essere
completamente racchiuse entro appropriati elementi costruttivi, di materiale
non combustibile, degli edifici.
Commento
Le prescrizioni di questa Sezione si applicano agli ambienti che non siano
considerati a maggior rischio in caso di incendio: vedere la Sezione 751
per gli ambienti a maggior rischio in caso di incendio.
527.1.3
Vedere, a titolo di esempio, il punto m2) dell'art. 751.04.1 della Sezione
751.
527.1.4
Dal momento che in genere i cavi rispondono alla Norma CEI 20-35, le prescrizioni
di questo paragrafo non trovano praticamente applicazione.
In ogni caso non è necessario prendere precauzioni particolari
per le condutture di qualsiasi tipo incassate in strutture non combustibili.
527.1.5
Vale la stessa considerazione fatta nel Commento a 527.1.4.
I tubi protettivi che non siano del tipo non propagante la fiamma e che
sono caratterizzati dal colore arancione possono venire utilizzati solo
se annegati in materiali non combustibili.
Parte 5: Scelta ed installazione
dei componenti elettrici
Capitolo 52 - Scelta e messa in opera delle condutture (elettriche)
527. Scelta e messa in opera delle condutture avente lo scopo di ridurre
al minimo la propagazione dell'incendio
527.2 Barriere tagliafiamma
Testo
527.2.1
Quando una conduttura attraversa elementi costruttivi di edifici, quali
pavimenti, muri, tetti, soffitti o pareti, le aperture che restano dopo
il passaggio delle condutture devono essere otturate in accordo con l'eventuale
grado di resistenza all'incendio prescritto per il rispettivo elemento
costruttivo dell'edificio prima dell'attraversamento (Norma ISO 834).
527.2.2
Le condutture, quali tubi protettivi circolari, tubi protettivi non circolari,
canali o condotti sbarre, che penetrino in elementi costruttivi aventi
una resistenza al fuoco specificata devono essere otturate internamente
sino ad ottenere il grado di resistenza all'incendio che aveva l'elemento
costruttivo corrispondente prima della penetrazione e devono essere otturate
anche esternamente in accordo con quanto richiesto in 527.2.1.
527.2.3
Omesso.
527.2.4
Non è necessario otturare internamente le condutture che utilizzano
tubi protettivi che rispondono alla prova di resistenza alla propagazione
della fiamma della Norma CEI 23-25 e che hanno un diametro interno massimo
di 30 mm a condizione che:
- il tubo protettivo possieda il grado di protezione di almeno IP 33 in
accordo con la Norma CEI 70-1; e
- se il tubo protettivo penetra in un ambiente chiuso, anche la sua estremità
possieda il grado di protezione IP 33.
527.2.5
Nessuna conduttura deve penetrare in un elemento costruttivo portante
di un edificio, a meno che l'integrità dell'elemento portante non
possa essere assicurata anche dopo tale penetrazione (Norma ISO 834).
527.2.6
Tutti i provvedimenti di otturazione utilizzati in accordo con 527.2.1
e 527.2.2 devono soddisfare le seguenti prescrizioni, oltre che quelle
di 527.3.
Nota - Queste prescrizioni devono venire trasferite in una Norma di Prodotto,
quando tale Norma venga preparata.
- devono essere tali da non danneggiare, per es. meccanicamente, termicamente,
chimicamente od elettricamente i materiali delle condutture con cui sono
in contatto;
- devono permettere gli spostamenti relativi delle condutture dovuti a
fenomeni termici senza ridurre la qualità dell'otturazione;
- devono avere una stabilità meccanica adeguata per sopportare
le sollecitazioni che possono prodursi in seguito a danneggiamenti dei
supporti delle condutture causati da un incendio.
Nota - Le prescrizioni di questo articolo possono essere considerate soddisfatte
se:
- le mensole od i supporti dei cavi sono installati a meno di 750 mm dalla
barriera tagliafiamma e sono in grado di sopportare i carichi meccanici
che si prevede si possano avere a seguito della rottura dei supporti dal
lato incendio della barriera in cui avviene l'incendio, in modo che nessuna
sollecitazione sia trasferita all'otturazione; oppure
- lo stesso sistema di otturazione fornisca un supporto adeguato.
Commento
Le prescrizioni di questa Sezione si applicano agli ambienti che non siano
considerati a maggior rischio in caso di incendio: vedere la Sezione 751
per gli ambienti a maggior rischio in caso di incendio.
527.2.1
Se non è richiesto dal committente o dal progettista un grado di
resistenza all'incendio, le aperture praticate per il passaggio delle
condutture possono rimanere aperte.
527.2.3
Nell'edizione internazionale questo articolo riguarda i criteri di prova,
attualmente allo studio in sede ISO, relativi alle otturazioni delle condutture.
Parte 5: Scelta ed installazione
dei componenti elettrici
Capitolo 52 - Scelta e messa in opera delle condutture (elettriche)
527. Scelta e messa in opera delle condutture avente lo scopo di ridurre
al minimo la propagazione dell'incendio
527.3 Influenze esterne (sulle barriere tagliafiamma)
Testo
527.3.1
I provvedimenti di otturazione destinati a soddisfare quanto indicato
in 527.2.1 o 527.2.2 devono essere in grado di resistere alle stesse influenze
esterne alle quali sono sottoposte le corrispondenti condutture con le
quali esse sono utilizzate ed inoltre essi devono soddisfare le seguenti
prescrizioni:
- i provvedimenti di otturazione devono essere resistenti ai prodotti
della combustione allo stesso modo degli elementi costruttivi dell'edificio
nei quali essi sono penetrati (quando questo sia stato definito); e
- quando si richieda che gli elementi costruttivi dell'edifico che vengono
attraversati siano resistenti alla penetrazione da parte di acqua, i provvedimenti
di otturazione devono essere resistenti allo stesso modo contro tale penetrazione;
e
- a meno che i materiali utilizzati nella barriera non siano tutti resistenti
all'umidità quando sono assiemati per l'utilizzo, le otturazioni
e le condutture devono essere protette contro le gocce d'acqua che possono
colare lungo le condutture o che si possono raccogliere attorno all'otturazione,
a meno che i materiali utilizzati non siano resistenti all'acqua quando
sono completamente messi in opera.
Commento
Le prescrizioni di questa Sezione si applicano agli ambienti che non siano
considerati a maggior rischio in caso di incendio: vedere la Sezione 751
per gli ambienti a maggior rischio in caso di incendio.
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